Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 gennaio 2001
Mio suocero:
* il 1° febbraio 2000, riceva (notificata) una cartella di pagamento per un importo di lire 647.000, concernete IRPEF (Dichiarazione mod. 740/93, relativa all'anno 1992;
* in data 2 marzo 2000, inoltrava regolare domanda di sgravio, al Centro di servizio delle II. DD. di Torino, in quanto l'importo contestato era regolarmente stato versato (istanza, di fatto, presentata dalla figlia in qualita' di procuratrice);
* il 25 maggio successivo, gli veniva notificato l'avviso di mora in oggetto.
Presso gli sportelli la CON. RI.T. Spa (Servizio riscossioni tributi) di Torino, nei giorni successivi al citato 25 maggio, non risultava alcun provvedimento di sgravio e, quindi, la cartella doveva essere pagata entro cinque giorni (come indicato nella stessa) .
Dopo alcune verifiche appuravo che, in data 31 marzo 2000, a seguito della menzionata domanda del 2 marzo, veniva disposto lo sgravio della somma iscritta a ruolo (elenco sgravi nr. 9200079) ; come confermato, ma in un secondo momento (lettera data 12 luglio c.a.) dal detto Centro delle II. DD. di Torino (al quale avevo personalmente inoltrato una e-mail di solecito/chiarimenti, in data 30 maggio 2000).
Presso i gia' detti sportelli della CON. RI.T. (il giorno 7 giugno 2000) , appuravo che il provvedimento di sgravio era a loro pervenuto il giorno precedente.
Presso gli stessi sportelli della CON. RI.T, inoltre, mi intimavano di versare la somma di lire 9.388, asseritamente "per ritardato/mancato pagamento" (ma di cosa? ??) .
Premesso quanto sopra mi chiedo :
1. se sia regolare l'emissione di una cartella di mora, dopo circa due mesi dalla decretazione dello sgravio per la stessa somma contestata?
2. perche' ho dovuto ancora pagare la citata somma di lire 9.388, anche in considerazione del fatto che la somma contestata era stata, a suo tempo, regolarmente versata?
Tutta la vicenda e, in particolare, la notifica dell'avviso di mora (visto il breve tempo a disposizione onde evitare eventuali ulteriori conseguenze, come l'inizio procedura esecutiva dopo il quinto giorno dalla notifica), ha indotto sia lo scrivente che la coniuge ad una frenetica ricerca (code agli uffici, ore di permesso, ecc.) per fare luce sulla vicenda (mio suocero, ricordo, e' invalido civile al 100%, da sei anni).
* il 1° febbraio 2000, riceva (notificata) una cartella di pagamento per un importo di lire 647.000, concernete IRPEF (Dichiarazione mod. 740/93, relativa all'anno 1992;
* in data 2 marzo 2000, inoltrava regolare domanda di sgravio, al Centro di servizio delle II. DD. di Torino, in quanto l'importo contestato era regolarmente stato versato (istanza, di fatto, presentata dalla figlia in qualita' di procuratrice);
* il 25 maggio successivo, gli veniva notificato l'avviso di mora in oggetto.
Presso gli sportelli la CON. RI.T. Spa (Servizio riscossioni tributi) di Torino, nei giorni successivi al citato 25 maggio, non risultava alcun provvedimento di sgravio e, quindi, la cartella doveva essere pagata entro cinque giorni (come indicato nella stessa) .
Dopo alcune verifiche appuravo che, in data 31 marzo 2000, a seguito della menzionata domanda del 2 marzo, veniva disposto lo sgravio della somma iscritta a ruolo (elenco sgravi nr. 9200079) ; come confermato, ma in un secondo momento (lettera data 12 luglio c.a.) dal detto Centro delle II. DD. di Torino (al quale avevo personalmente inoltrato una e-mail di solecito/chiarimenti, in data 30 maggio 2000).
Presso i gia' detti sportelli della CON. RI.T. (il giorno 7 giugno 2000) , appuravo che il provvedimento di sgravio era a loro pervenuto il giorno precedente.
Presso gli stessi sportelli della CON. RI.T, inoltre, mi intimavano di versare la somma di lire 9.388, asseritamente "per ritardato/mancato pagamento" (ma di cosa? ??) .
Premesso quanto sopra mi chiedo :
1. se sia regolare l'emissione di una cartella di mora, dopo circa due mesi dalla decretazione dello sgravio per la stessa somma contestata?
2. perche' ho dovuto ancora pagare la citata somma di lire 9.388, anche in considerazione del fatto che la somma contestata era stata, a suo tempo, regolarmente versata?
Tutta la vicenda e, in particolare, la notifica dell'avviso di mora (visto il breve tempo a disposizione onde evitare eventuali ulteriori conseguenze, come l'inizio procedura esecutiva dopo il quinto giorno dalla notifica), ha indotto sia lo scrivente che la coniuge ad una frenetica ricerca (code agli uffici, ore di permesso, ecc.) per fare luce sulla vicenda (mio suocero, ricordo, e' invalido civile al 100%, da sei anni).
Risposta ADUC
"Regolare" non lo e', pero' si e' verificato ed e' un dato di fatto.
Visto pero' che intentare causa allo Stato e' solitamente inutile e che l'importo in questione e' risibile, riteniamo che l'unico passo valido sia rivolgersi al Garante del contribuente, istituito presso la Dre (Direzione Regionale Entrate).
Visto pero' che intentare causa allo Stato e' solitamente inutile e che l'importo in questione e' risibile, riteniamo che l'unico passo valido sia rivolgersi al Garante del contribuente, istituito presso la Dre (Direzione Regionale Entrate).
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