Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 aprile 2006
Domanda 6 aprile 2006
Punto Informatico (www.punto-informatico.it) sta pubblicando vari articoli sul trusted computing ed oggi ospita anche il punto di vista di uno studente ingegnere informatico che crede di sapere e, come tutti quelli che stanno apprendendo qualcosa, ha le idee un po' confuse perche' prende ad esempio le necessita' militari, le transazioni bancarie ed altre sulle quali nessuno al mondo sarebbe contro una protezione. E' proprio dietro questo paravento che si nasconde il vero obiettivo che e' quello di far "girare" solo software certificato da un gruppo di aziende che producono hardware e software. Quello che mi stupisce e' che L'ADUC non si e' occupata (come le altre Associazioni dei Consumatori ed e' questo che mi preoccupa) di questo problema grande quanto un grattacielo per quelli, fra noi privati cittadini appassionati d'informatica, che realizzano applicativi per esigenze di gestione delle proprie cose e che non si stanno minimamente preoccupando che, con l'avvento della tecnologia Trusted Computing, i loro "programmi" dovranno essere certificati dal Trusted Computing Group (dietro congruo pagamento), cioe' devono rispondere a precisi requisiti che questo "Club" (composto da Microsoft, Intel, Apple, ecc) imporra'. Io non vorrei mai trovarmi nella situazione in cui rischiano attualmente di trovarsi tutti i programmatori liberi professionisti: avere un'invenzione in mano e di non poterla vendere (perche' non certificata dal suddetto TC)... io, spero, anche per il bene dei miei colleghi giovani (perche' noi vecchi dobbiamo autocollocarci in pensione) nonche' per tutti i giovani programmatori che sia ccingono a diventare liberi professionisti, che il Trusted Computing venga rigettato dal mercato, in modo che tutte le persone che appassionatamente scrivono programmi e/o progettano schede, rimangano liberi di creare liberamente e - perche' no - anche gratuitamente. Il problema - infatti - a mio modestissimo parere non "tocca" EDS (per citare una grande software house che, magari, ha gia' le certifiche del TC) perche' producono software per grandi aziende, per la PA e non avranno problemi a far pagare all'utente finale la certificazione suddetta, ma sono i "piccoli" professionisti programmatori, gli appassionati, le piccole imprese, i privati cittadini appassionati ed autodidatti, come me, ecc. Io sono vecchio ma credo che tutti, sostenuti dalle Associazioni dei Consumatori, dovrebbero documentarsi visitando i siti seguenti e poi esprimere le loro idee e proporre azioni pragmatiche all'ADUC o all'Associazione di Consumatori di cui abbiano fiducia: http://www.no1984.org/ http://laspinanelfianco.wordpress. com/http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing http://www.eff. org/Infrastructure/trusted_computing/20031001_tc.php http://rtortorici.blogspot.com/

Risposta ADUC
La ringraziamo dell'attestato di stima. Proprio in questi giorni stiamo studiando nei particolari il tipo di iniziative da intraprendere, nello spirito di quanto abbiamo gia' in corso rispetto all'"obbligo" di acquisto dei sistemi operativi con l'hardware (clicca qui). Quindi ci sentira' presto, ma con una impostazione dalla parte del consumatore, per cui, per i suoi interessi di operatore professionale, occorre che si dia da fare per mobilitare le specifiche associazioni.
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