Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 aprile 2006
Vi chiedo cortesemente lumi su una vicenda, a mio parere assurda, che mi sta capitando con l'operatore di telefonia mobile H3G. Stamani ricevo una telefonata da un "operatore virtuale" il quale mi comunica che se non passo a una delle modalita' di pagamento tramite carta di credito o RID, entro 5 giorni il servizio (regolarmente pagato tramite bollettini postali da loro inviati da oltre un anno) verra' sospeso. Chiamo il 133 a pagamento per parlare con un operatore (33ct al minuto!) poiche avevo bisogno del numero di fax di Roma dove mandare la pratica del RID. In questa occasione mi comunicano che non accettano RID di banche online, la mia intenzione e' o era di domiciliare su IWBANK. Sono disponibile ad attivare un RID, forma prevista da questo tipo di contratti ma voglio essere libero almeno di scegliere dove domiciliare l'utenza in questione. A parte che in tutto questo intravedo una violazione del codice civile sulle modalita' di adempimento della obbligazione, secondo voi come mi devo comportare nel caso venga sospeso un servizio regolarmente pagato, solo perche' la super tecnologica TRE non accetta i RID di banche on line? Per chiudere faccio presente che l'obbligo contrattuale con la TRE scade nel novembre 2006. Grazie dell'attenzione. Cordiali Saluti.
Andrea, da Genova
Andrea, da Genova
Risposta ADUC
Quel che vale in merito e' il contratto, considerando anche le eventuali variazioni apportate dall'operatore nel frattempo (in termini di modalita' e preavviso). In parole povere se la Tre ha modificato i termini di pagamento (limitandoli a determinate forme e tipologie) dandone comunicazione nei modi e nei tempi previsti dal contratto (potrebbe essere sufficiente un e-mail od un sms, a tal fine), il loro comportamento non potrebbe essere ritenuto irregolare ne' tantomeno illecito. Diversamente si potrebbe parlare di inadempienza contrattuale con tutte le debite conseguenze (risoluzione senza penali, richiesta di danni, etc. etc.). Faccia attenzione perche' e' presumibile che sia prevista la sua facolta' -da esercitare entro un termine- di non accettare le modifiche rescindendo dal contratto senza oneri (cosa che potra' comunque fare, alla scadenza, qualora non ritenesse piu' conveniente ed utile il servizio).
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