Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 gennaio 2001
Cara ADUC,
sono un vostro associato e vi scrivo ancora per la prosecuzione della mia vicenda con la Veratour. Come mi avete consigliato l'11 ottobre, ho aspettato l'offerta della compagnia di assicurazione della Veratour, nella fattispecie la CEA, la quale ha argomentato che i motivi del nostro reclamo sono solo soggettivamente legati a motivi di gusto personale, che non ci sono stati disservizi rispetto a quanto proposto da Veratour sul catalogo e cosi' via....Inoltre, in un passo specifico della lettera dell'assicurazione, affermano (cito testualmente): "Ma quelli or ora chiamati in causa sono tutti servizi che non possono non essere influenzati da un fattore fondamentale che e' quello rappresentato dal periodo di altissima stagione in cui si e' usufruito del soggiorno, caratterizzato da un notevole afflusso di turisti che non puo' non rendere difficoltosa la conservazione degli standard abituali." Allora, se lo sanno che e' cosi', perche' non si attrezzano adeguatamente, oppure EVITANO DI RADDOPPIARE I PREZZI PER DARE DEI SERVIZI CERTAMENTE PIU' BASSI DEL LIVELLO STANDARD? Alla fine pero', in via bonaria, ci offrono nuovamente Lit. 600.000 a testa (1.200.000 in tutto, compresa la mia compagna). Sappiamo per certo, avendo incontrato qui a Roma altri ospiti dello stesso soggiorno, che Veratour ne ha rimborsati con la stessa cifra almeno una decina di persone di nostra diretta conoscenza. A questo punto, vorrei sapere cosa mi conviene fare: accettare l'offerta e chiuderla qui, oppure proseguire e, nel caso, in che modo: mi avevate indicato la locale Camera di Commercio o il Giudice di Pace; bene, come si fa'? Avete un'idea su come vanno a finire in genere queste cose? Quali prove a supporto e' meglio avere? E, soprattutto, per la vostra esperienza, come vanno a finire in genere questo tipo di questioni?
Grazie di tutto, buon lavoro e, soprattutto, Buon Anno!!
sono un vostro associato e vi scrivo ancora per la prosecuzione della mia vicenda con la Veratour. Come mi avete consigliato l'11 ottobre, ho aspettato l'offerta della compagnia di assicurazione della Veratour, nella fattispecie la CEA, la quale ha argomentato che i motivi del nostro reclamo sono solo soggettivamente legati a motivi di gusto personale, che non ci sono stati disservizi rispetto a quanto proposto da Veratour sul catalogo e cosi' via....Inoltre, in un passo specifico della lettera dell'assicurazione, affermano (cito testualmente): "Ma quelli or ora chiamati in causa sono tutti servizi che non possono non essere influenzati da un fattore fondamentale che e' quello rappresentato dal periodo di altissima stagione in cui si e' usufruito del soggiorno, caratterizzato da un notevole afflusso di turisti che non puo' non rendere difficoltosa la conservazione degli standard abituali." Allora, se lo sanno che e' cosi', perche' non si attrezzano adeguatamente, oppure EVITANO DI RADDOPPIARE I PREZZI PER DARE DEI SERVIZI CERTAMENTE PIU' BASSI DEL LIVELLO STANDARD? Alla fine pero', in via bonaria, ci offrono nuovamente Lit. 600.000 a testa (1.200.000 in tutto, compresa la mia compagna). Sappiamo per certo, avendo incontrato qui a Roma altri ospiti dello stesso soggiorno, che Veratour ne ha rimborsati con la stessa cifra almeno una decina di persone di nostra diretta conoscenza. A questo punto, vorrei sapere cosa mi conviene fare: accettare l'offerta e chiuderla qui, oppure proseguire e, nel caso, in che modo: mi avevate indicato la locale Camera di Commercio o il Giudice di Pace; bene, come si fa'? Avete un'idea su come vanno a finire in genere queste cose? Quali prove a supporto e' meglio avere? E, soprattutto, per la vostra esperienza, come vanno a finire in genere questo tipo di questioni?
Grazie di tutto, buon lavoro e, soprattutto, Buon Anno!!
Risposta ADUC
Questo non lo sappiamo: non sappiamo quali prove un giudice riterrebbe necessarie, quale sia l'importo giusto (dipende da quali sono i danni subiti) e quale sarebbe l'importo liquidato da un giudice. Per esperienza, riteniamo che sia meglio accettare le transazioni piuttosto che rischiare la sempre possibile disfatta in udienza: tuttavia, una conciliazione -prendendo contatto con la cancelleria della commissione di conciliazione della Camera di Commercio o rivolgendosi alla segreteria dell'Ufficio del giudice di pace- non comporta di per se' una spesa e non pregiudica nulla: il rischio (tuttavia piuttosto teorico) e' che la parte ritiri in seguito anche l'offerta di transazione.
Se vuole stare in una botte di ferro, accetti adesso. Se e' disposto a rischiare tutto per tentare di ottenere qualcosa di piu', tenti la conciliazione (non il c
Se vuole stare in una botte di ferro, accetti adesso. Se e' disposto a rischiare tutto per tentare di ottenere qualcosa di piu', tenti la conciliazione (non il c
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