Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 marzo 2006
Domanda 28 marzo 2006
Spett.le Aduc, circa 1 anno fa ho effettuato con raccomandata a.r. nei termini previsti dal contratto la disdetta dell'abbonamento "tempo zero" con la societa' telefonica Wind-Infostrada che aveva un costo fisso bimestrale di euro 60,00 e mi permetteva di fare telefonate urbane ed interurbane. Premetto che avevo anche la preselezione automatica, quindi potevo telefonare senza comporre il 1055. Dal giorno successivo alla disdetta, effettuavo le telefonate con la Telecom Italia digitando il 1033 (con cui non avevo mai cessato di avere il contratto base). Dopo circa due mesi dalla disdetta del contratto, mi e' arrivata la bolletta Wind con cui mi intimavano di pagare 60,00 per il canone bimestrale dei mesi in cui non ero gia' piu' loro utente. Mi hanno infatti detto che io ho comunque effettuato due telefonate di 2 minuti complessivamente con Wind e dovevo pagare. Il mio legale di fiducia ha mandato una diffida dicendo che non dovevo pagare in quanto non ero piu' loro utente. al mio avvocato non hanno mai risposto. Oggi mi e' arrivata una lettera di una societa' di recupero credito che mi chiede per conto della Wind 200,00 euro. Voglio farvi 2 domande:
1) possono chiedere questa somma cosi' alta dopo circa un anno?
2) non dovrebbero indirizzare le richieste al mio avvocato che agisce in nome e per conto mio e inviare le richieste a me per conoscenza?
A questo punto il mio avvocato non e' stato scavalcato? Per loro non conta nulla il mio avvocato? Grazie mille.
Francesco, da Bari

Risposta ADUC
1 - in linea di massima non c'e' un tetto a questo tipo di richieste. Occorre vedere nello specifico la composizione, anche se. a occhio, anche a noi sembra decisamente esosa.
2 - il loro interlocutore e' lei, per cui non esiste un problema di scavalcamento. Cio' nulla toglie che lei possa sempre far replicare al suo avvocato. Ci scusi se mettiamo in dubbio quanto fatto dal suo avvocato, ma la diffida ci sembra un atto troppo interlocutorio per un caso come questo dove, anche se hanno ragione (ci par di capire che lei non disconosce l'uso pur se limitato che ha fatto del loro servizio) non e' giustificato il silenzio e la successiva richiesta tramite societa' di recupero crediti in quei termini esosi. Noi passeremmo, con cognizione di causa, ad una messa in mora: clicca qui
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