Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 marzo 2006
Gentile Associazione, scrivo questa mail per sottoporvi un caso capitatomi un paio di settimane fa. Dovendo prenotare e acquistare dei biglietti del treno per un viaggio, mi sono recata di sabato pomeriggio presso una delle stazioni ferroviarie della mia citta'. Non avendo contanti a disposizione ho chiesto di poter pagare con bancomat o carta di credito, ma l'apparecchio in questione non dava possibilita' di transazione. Mi sono percio' recata fuori dalla stazione presso uno sportello bancomat nel tentativo di ritirare contanti. Nel momento in cui ho inserito la tessera bancomat / carta di credito, immediatamente mi e' stata ritirata. Presa dal panico sono andata innanzi tutto ad annullare l'acquisto dei biglietti del treno (che ovviamente a quel punto non avrei piu' potuto pagare) e subito dopo ho chiamato il numero verde di SETEFI per bloccare la carta di credito, al fine di evitare possibili problemi. In tutta risposta mi e' stato detto che era impossibile bloccare la carta di credito, la quale risultava NON ANCORA EMESSA: nonostante io avessi usato la carta di credito fino a tre gg. prima, sembrava non esistesse. Peraltro neppure gli operatori del Setefi (chiamato per ben tre volte) sapevano spiegarmi cosa poteva essere accaduto e quindi come avrei potuto agire. Il consiglio era di attendere fino all'apertura della mia banca per poter avere spiegazioni certe in merito (peccato che era sabato sera!!). La domenica mattina mi sono recata presso lo sportello bancomat (alla stazione) per cercare eventuale numero da contattare. Siccome nessun numero era segnalato, ho parlato con alcuni ferrovieri che mi hanno gentilmente raccontato che era accaduto un caso simile qualche gg. prima e che in quel caso la tessera era stata ripulsa automaticamente dallo sportello circa un quarto d'ora dopo l'accaduto. Presa dal panico e su consiglio del personale suddetto ho chiamato la polizia ferroviaria, che e' venuta in stazione per fare un sopralluogo al bancomat incriminato. Gli stessi poliziotti mi hanno consigliato di recarmi presso la Caserma di Polizia per denunciare l'accaduto. Arrivata in caserma, il personale presente ha escluso la possibilita' di denunciare "uno sportello bancomat", nonostante il consiglio mi fosse arrivato da loro colleghi. Mi hanno pertanto consigliato di aspettare il giorno dopo e verificare all'apertura della mia banca (in questo modo sono stata comunque in ballo, oltre che in ansia dal sabato pomeriggio fino a tutta la domenica..). Finalmente il lunedi' mattina, arrivata in banca mi e' stato comunicato che la mia carta di credito era stata bloccata dalla banca stessa a scopo cautelativo, per rischio di clonazione, il mercoledi' precedente (tre gg. prima dell'accaduto, esattamente dopo la mia ultima operazione). La stessa banca ha cercato di contattarmi il giovedi' telefonando a casa, ma non trovandomi non ha potuto avvisarmi. Ovviamente al momento ho tirato un sospiro di sollievo. Con il passare del tempo pero' ho pensato a tutto lo stress vissuto nel week end, oltre al danno che mi sarebbe potuto accadere se avessi avuto bisogno di usare la carta di credito (come spesso accade) nel fine settimana. Vi chiedo pertanto di indicarmi se ci siano forme di protesta per evitare che tali situazioni possano ripetersi (se oltre a chiamarmi a casa, mi avessero cercato sul cellulare). Vi ringrazio per la paziente lettura e per gli eventuali consigli.
Antonella, da Milano
Antonella, da Milano
Risposta ADUC
Prima di tutto dipende dagli accordi che aveva con la banca rispetto alla sua reperibilità, se gli stessi fossero stati elusi o meno: aveva dato, per esempi, anche il numero di cellulare per la reperibilità? E' previsto che la banca abbia il diritto di bloccarle il tutto in presenza di una sospetta clonazione? Se cosi' fosse, avrebbe una qualche ragione per avanzare una richiesta di rimborso danni (quantizzandoli al centesimo) a partire da una messa in mora: clicca qui Altrimenti, non essendoci danno materiale di riferimento o inadempienza in cui la responsabilità sia riconducibile alla banca, la richiesta e' un po' "monca".
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