Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 gennaio 2001
Domanda 3 gennaio 2001
Sono una giornalista informatica e mi occupo di software libero e quindi di Linux, oltre ad essere associata all'Italian Linux Society. Essendo iscritta alla vostra newsletter, ho letto il suo intervento in merito e vorrei puntualizzare alcune sue affermazioni che non ne sminuiscono l'importanza, ma che gliene conferiscono di ulteriore.

Il primo -il software open source- e' quel software che, gia' nel suo codice sorgente (i comandi e le istruzioni di base che vengono impartiti al computer, e che vengono tenuti segreti dalle aziende che distribuiscono software, perche' e' come se fossero il cervello di un programma), puo' essere usato gratuitamente, copiato, distribuito.
Puntualizzazioni di carattere tecnico a parte (ma capisco la necessita’ di far comprendere a chiunque cosa sia un codice sorgente), quello che lei afferma non e’ del tutto esatto. Il software a cui si riferisce, e’ il free software, o software libero, per adottare la traduzione italiana ufficiale degli ambienti unix-like. E non necessariamente deve essere gratuito.
Mi spiego. La licenza che tutela questo genere di software (la General Public Licence della Free Software Foundation, conosciuta come Gnu/Gpl) prevede esplicitamente la possibilita’ di vendere gli applicativi da lei tutelati. Il termine "free", che in inglese ha un significato preciso, in italiano invece contiene un'ambiguita’: significa sia libero che gratis. Il gratis e’ scorretto. Per questo si parla di "software libero": perche’ il termine "libero" in italiano ha un significato tanto univoco quanto il free inglese. Le liberta’ contenute nella Gnu/Gpl sono tre e sono di altro genere:
1) la liberta’ di studiare come funziona un programma e adattarlo alle proprie necessita’
2) la liberta’ di redistribuire le copie secondo i propri bisogni
3) la liberta’ di migliorare il programma e diffondere i miglioramenti di cui beneficiera’ tutta la comunita’
Dunque, le basi della comunita’ free Unix mondiale.
Per quanto riguarda poi l'open source, si tratta di un movimento nato nel 1997 ad opera di alcuni fuoriusciti della Free Software Foundation. E i software open source non osservano le tre liberta’ sopra elencate. Spesso i software open source possiedono i sorgenti, ma non ne permettono lo sviluppo ne’ tantomeno la redistribuzione. Ha fini decisamente piu’ commerciali (il che non e’ necessariamente un male), e non prevede tutta questa liberta’ di cui invece gode il software libero. Purtroppo, invece, a cominciare dagli stessi addetti ai lavori, gli informatici unix, si fa confusione e si contribuisce alla diffusione di concetti distorti.
Mi scusi dunque la pedanteria della mia mail, ma teniamo particolarmente all'utilizzo dei termini in questo ambito proprio perche’ se una battaglia deve essere combattuta (quella contro il software chiuso e proprietario e dei suoi monopoli), occorre avere strumenti molto oculati e precisi. E questo vale a maggior ragione per battaglie che devono essere portate nella pubblica amministrazione, nelle scuole e in tutti quegli ambienti dove il software proprietario NON deve essere uno standard o essere fatto passato per tale.
Grazie dell'attenzione.

Risposta ADUC
Apprezziamo sinceramente il suo intervento e la ringraziamo per le informazioni forniteci.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →