Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 marzo 2006
Vorrei un'opinione su quanto sta accadendo con la CASSA DI RISPARMIO DI ASTI. Devo partire dall'inizio. In data 10.12.2004 acquistavamo sulla carta un appartamento in un'erigenda palazzina sita in Monza, via Cantalupo 22 da una impresa costruttrice di Sesto San Giovanni. Nell'atto preliminare veniva concordato di accendere il mutuo con la banca di cui sopra con delle ottime agevolazioni, tasso inferiore rispetto ad altri, nessuna spesa in caso di estinzione anticipata del mutuo, cosa molto importante, le spese di accensione erano comprese nel prezzo, come si dice nel preliminare inoltre, cosa non irrilevante, la banca avrebbe presto aperto una filiale a Monza, evitando a noi di chiedere ore di permesso in ufficio per raggiungere Segrate e tornare. Ci facevamo pertanto redigere un prospetto sulla rata di mutuo e le condizioni, e ci veniva fornito un ridottissimo documento datato 15 febbraio 2005. Si arriva cosi' al 29 novembre 2005, quando, con atto notarile diventavamo proprietari dell'appartamento e ci accollavamo il mutuo con la banca stessa. Il 9 dicembre 2005 la responsabile dell'istituto di credito ci contattava per le formalita' del caso e noi chiedevamo nuovamente di fornirci una brochure, un depliant, un prospetto o altro materiale piu' esplicativo relativo a questo mutuo che eravamo andati ad accollarci. Ci fissava un appuntamento nel quale ci comunicava la clausola che avremmo avuto una notevole riduzione del tasso di interesse, dal 4,25 (sicuramente non competitivo, anzi..). al 3,75 qualora avessimo trasferito uno stipendio. A corollario di cio' ci venivano consegnati gli esaustivi ed esplicativi prospetti (si fa per dire!) omettendo di indicarci Spread e Euribor. Nel mese di gennaio 2006 interpellavo nuovamente la responsabile chiedendo cortesemente una piu' ampia documentazione del prodotto, ma tutto tacque fino ai primi giorni del mese di marzo, quando una mattina la stessa signora ci chiama esordendo con una frase del tipo, "quello che vi diro' non vi fara' piacere, ma sappiate che ci sono due mesi di interessi in piu' da versare, sei mesi in tutto, e per questo dovete prendervela con l'impresa costruttrice. " Da una rata semestrale pattuita di circa € 3.816 ci veniva comunicata una rata di ben € 5.823,31 (quasi il doppio!) comprensiva di due mesi di interessi in capo alla ditta costruttrice, avendo i signori frazionato il mutuo i primi di ottobre 2005. Ci venivano altresi' richiesti € 250 di spese di accollo mutuo, quando nel preliminare si diceva che erano assolte e € 190 di assicurazione. La prima rata e' in scadenza il 31 marzo e nel giro di neanche un mese ci e' stato richiesto di provvedere al saldo dell'intera rata. Dal sito della banca scaricavo personalmente quelle poche informazioni sul Mutuo Fondiario Casanova Tasso Variabile. Con le altre famiglie si decideva pertanto di sottoscrivere un richiamo sia alla impresa costruttrice che alla banca, precisando che ne' nel preliminare, ne' nel rogito, ne' il capo dell'impresa, ne' il notaio, ne' la Cassa di Risparmio di Asti ci avevano comunicato tale esborso. Il classico fulmine a ciel sereno! Alcune famiglie, credo un paio, hanno risolto gia' questa controversia. Altre otto, la mia compresa, sono ancora in attesa di risposta o in un senso o nell'altro. Tengo inoltre a precisare che il condominio e' composto da 18 famiglie, 10 delle quali hanno optato per altri mutui con altre banche (beati loro!) Ora chiedo, ma questi famosi interessi, o preammortamento, o come dir si voglia, li dobbiamo corrispondere solo noi otto perche' ci siamo fidati del direttore dell'impresa costruttrice e della vicedirettrice di filiale della banca? Come mai agli altri non e' stato chiesto un centesimo in piu' di quelle che erano le rate pattuite? In base a quale normativa o pattuizione vengono richiesti questi due mesi supplementari?
In un'epoca dove la trasparenza degli istituti di credito e' di fondamentale importanza, be', devo constatare e sottolineare che tutto cio' non fa onore. Come mi insegnate, un indebito accollo - nessuno ce lo ha comunicato precedentemente in alcun modo - e' un reato punito Tra le altre cose, l'impresa, una volta venduti gli appartamenti non ha ultimato i lavori, lasciandoci con un cantiere ancora aperto, nelle condizioni che Lei potra' ben immaginare... Ma questa e' un'altra storia. Desidererei una sua risposta in merito a quanto descritto.
Valeria, da Monza
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P.S. Sono in possesso di tutta la documentazione idonea a dimostrare quanto esposto.
In un'epoca dove la trasparenza degli istituti di credito e' di fondamentale importanza, be', devo constatare e sottolineare che tutto cio' non fa onore. Come mi insegnate, un indebito accollo - nessuno ce lo ha comunicato precedentemente in alcun modo - e' un reato punito Tra le altre cose, l'impresa, una volta venduti gli appartamenti non ha ultimato i lavori, lasciandoci con un cantiere ancora aperto, nelle condizioni che Lei potra' ben immaginare... Ma questa e' un'altra storia. Desidererei una sua risposta in merito a quanto descritto.
Valeria, da Monza
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P.S. Sono in possesso di tutta la documentazione idonea a dimostrare quanto esposto.
Risposta ADUC
La risposta che sta cercando e' nelle carte che ha firmato, nel senso che non esistono delle regole generali, ma solo accordi contrattuali. Nel caso questi non fosser rispettati e quindi violati, potrebbe intimarne il rispetto con una raccomandata A/R di messa in mora:
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