Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
22 marzo 2006
Spett.le Aduc, riguardo gli spot indesiderati nel cinema, vorrei farVi notare alcune cose: un conto e' ritardare di 20-30 minuti un film, un altro e' ritardarlo di soli 3-5 minuti. Vorrei ricordare che se per i megaplex ci potrebbe essere un "arricchimento personale", per molti esercizi con meno sale la pubblicita' viene proiettata per "sopravvivenza". Alle volte, quando c'e' un afflusso enorme di persone, si fa in modo che entrino tutti ritardando di qualche minuto la proiezione. Per concludere, prima di sparare giudizi per lo meno discutibili (dignita'dell'arte cinematografica a scopo di arricchimento personale), accertatevi di cosa state parlando e interpellate i diretti interessati, cioe' chi lavora nei cinema e non nel cinema, come Presidenti, vice presidenti, e impiegati vari. Distinti saluti.
Luca, da Roma
Luca, da Roma
Risposta ADUC
La ringraziamo della sua lettera, che pubblichiamo su Cara Aduc. Se lei ci chiede di giustificare il ritardo nella proiezione dei film in quanto necessario alla sopravvivenza di alcune sale cinematografiche, su questo non ci potra' trovare d'accordo. Se la sopravvivenza di un cinematografo si basa su un inganno (anche se piccolo, di questo si tratta quando si invitano gli spettatori al cinema ad una certa ora per poi propinargli pubblicita'), crediamo che sia giunta l'ora per il gestore di cambiare mestiere. Secondo la sua logica, ogni esercizio che si trovasse a lottare per la propria "sopravvivenza" potrebbe esser giustificato prendere in giro (anche se per "soli 3-5 minuti") i propri utenti e consumatori. Anche le orchestre sinfoniche sono in crisi, ma non si permettono di ritardare una esecuzione di una sinfonia di Brahms o un concerto per viola di Bartok per "sopravvivere", magari per suonare la musichetta della pasta Barilla. Quello che lei ci invita a fare e' semplicemente di "chiudere un occhio" in nome della sopravvivenza delle sale cinematografiche... alla faccia della dignita' dell'arte cinematografica!
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti