Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 marzo 2006
Domanda 1 marzo 2006
Gentili Signori, sono la compagna di un uomo a cui a maggio 05 e' stato comunicato che sarebbe stato messo in mobilita' dalla sua azienda. Questa comunicazione non ha mai trovato seguito, ma di converso sono susseguiti 5 mesi di mobbing spietato e anche ben documentato fino ad arrivare alla fine di settembre quando e' arrivato il licenziamento per "motivi organizzativi". Questo piccolo preambolo per introdurre al fatto vero e proprio che mi ha portato a scrivervi. Ovviamente immediatamente la comunicazione di inizio maggio abbiamo contattato un avvocato segnalatoci da un amico per farci seguire in questa situazione cosi' difficile e per poter fare causa all'azienda per i motivi sopra citati. Tale avvocato in 10 mesi trascorsi da maggio ad oggi, ha effettuato per il suo cliente (il mio compagno) una procedura d'urgenza per costringere l'azienda a cessare comportamenti di mobbing e dopo il licenziamento, ha preparato la lettera di conciliazione obbligatoria necessaria per legge prima di intentare una causa al datore di lavoro. Tutto cio', continuando a rimandare appuntamenti di settimana in settimana, dilatando i tempi, adducendo scuse di malattie in famiglia, cambi di studio legale e impegni extralavorativi. Il risultato finale e' che dopo 10 mesi passati dalla comunicazione del licenziamento, e dopo 4 mesi dal licenziamento effettivo questo avvocato non ha ancora fatto NIENTE per depositare in tribunale i documenti per intentare una causa contro il datore di lavoro del mio compagno, cosa che poteva essere fatta dal 18 dicembre, data in cui scadevano i 60 giorni di conciliazione obbligatoria. Il continuo rimandare gli appuntamenti presi, ci ha portato ad oggi con un appuntamento alle ore 10:30 disdetto dalla segretaria di questo avvocato adducendo un nuovo impegno e concludendo con la comunicazione che era stato spostato a giovedi' e che da tale data saremmo stati seguiti da un nuovo avvocato del suo studio perche' lui oramai e' troppo impegnato. Ora io, gentilmente chiedo a voi, se sia possibile adottare un comportamento del genere: non solo di mancanza di serieta' continuando a rimandare appuntamenti su appuntamenti, ma se sia possibile comunicare ad un cliente da un giorno all'altro che non sara' piu' lui a seguire la causa ma un altro. E poi Signori, mettetevi nei nostri panni, noi non stiamo intentando una causa per un motivo banale o di cui non dobbiamo preoccuparci.... stiamo parlando di mobbing, licenziamento; il mio compagno ad oggi e' ancora senza un lavoro, con tutti gli aspetti personali, economici, relazionali e sociali che questo implica. Sappiamo gia' che questo genere di cause durano a lungo, ma se poi troviamo avvocati cosi'... Ora le mie domande sono: cosa possiamo fare? Noi ovviamente vorremmo non farci seguire piu' da questo avvocato, come possiamo fidarci ancora? Ma trovarne un altro significa dispendio di energie e aggravio di costi. E poi quale potrebbe essere la contrattazione sulla parcella di questo avvocato sapendo che in 10 mesi ha concluso ben poco? E poi, l'etica dove e' andata a finire? Posso rivolgermi all'ordine degli avvocati? Dove potrei trovarne un altro fidato e corretto? Mi scuserete se non ho utilizzato termini tecnici per spiegarvi la situazione, ma io purtroppo non sono un avvocato... Spero di ottenere una risposta in tempi brevi per poter risolvere al piu' presto questa situazione di disagio che purtroppo si e' aggiunta a quella che abbiamo gia' di partenza e che speravamo venisse risolta nella maniera piu' opportuna da quelli che dovrebbero essere coloro che tutelano i nostri diritti.
Vi ringrazio.
Morena, da Vanzago

Risposta ADUC
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