Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 dicembre 2000
Purtroppo, sono in una situazione abbastanza spiacevole, mi spiego, ho avuto un conto corrente presso l'Istituto San Paolo di Torino ag Viale Asia poer circa 10 anni, poi per una serie di mancanze sia da parte mia che da parte loro, e’ cominciata una guerra dal blocco della carta di credito (adducendo come scusa che la usavo troppo e non potevo prelevare contanti per versarli sul conto corrente) blocco del bancomat nonostante fosse presente un fido di 4.000.000 e non utilizzato, l'ultima dopo circa 1 anno, (nel frattempo avevo provveduto a spostare tutte le domicilaiazioni, e l'accredito dello stipendio presso un'altra banca, in data 27 dicembre 2000 mi arriva una raccomandata da parte dell'Istituto con il quale in modo piuttosto minaccioso mi chiede entro 3 giorni la restituzione di 3.450.000, in caso contrario cito testo: "In difetto, daremo corso, senza ulteriore avviso, al recupero del nostro credito in via giudiziale" Loro sostengono che a causa del mio "spostamento" dell'accredito dello stipendio presso un'altra banca per loro non e’ piu’ possibile mantenere il fido. Premetto che io spesso bonifico presso questo c/c dei soldi.
Risposta ADUC
Da quanto ci ha detto ci pare che la sua banca abbia ragione, nel senso che il fido in conto corrente (e quello Bancomat) non sono un diritto del cliente, ma sono una concessione della banca che la stessa puo' revocare in qualsiasi momento, con preavviso di 1-3 giorni, senza darle spiegazioni, allo stesso modo in cui lei puo chiudere il suo conto senza preavviso e senza spiegazioni.
L'utilizzo della carta di credito per prelievi in contanti utilizzati per versamenti tesi a ripianare una scoperto di conto e' effettivamente improprio per la stessa carta di credito; non solo, ma e' stato forse l'elemento che ha convinto la banca che lei non fosse in grado di far fronte ai suoi impegni col suo reddito o col suo patrimonio, e che quindi non fosse opportuno mantenere l'affidamento in conto corrente.
A questo punto lei ha un debito (a quanto ci pare di aver capito) e la banca ha paura che lei non lo rimborsi; secondo la legge ha ragione la banca; lei puo' solo negoziare prospettando garanzie alternative per un "rientro" graduale dallo scoperto, magari firmando delle cambiali,...
Comunque per negoziare bisogna essere in due, e quindi anche la banca deve essere d'accordo, altrimenti avviera' davvero una iniziativa giudiziale contro di lei
L'utilizzo della carta di credito per prelievi in contanti utilizzati per versamenti tesi a ripianare una scoperto di conto e' effettivamente improprio per la stessa carta di credito; non solo, ma e' stato forse l'elemento che ha convinto la banca che lei non fosse in grado di far fronte ai suoi impegni col suo reddito o col suo patrimonio, e che quindi non fosse opportuno mantenere l'affidamento in conto corrente.
A questo punto lei ha un debito (a quanto ci pare di aver capito) e la banca ha paura che lei non lo rimborsi; secondo la legge ha ragione la banca; lei puo' solo negoziare prospettando garanzie alternative per un "rientro" graduale dallo scoperto, magari firmando delle cambiali,...
Comunque per negoziare bisogna essere in due, e quindi anche la banca deve essere d'accordo, altrimenti avviera' davvero una iniziativa giudiziale contro di lei
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti