Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 febbraio 2006
Egregi Signori, Con la presente Vi scrive a causa di uno spiacevole imprevisto capitatomi nel negozio presso il Centro Commerciale Fiordaliso di Rozzano (Mi) in data 25 febbraio u.s. Ho notato in vetrina in paio di scarpe della nuova collezione. Il prezzo indicato in vetrina era di Euro 59 e proprio per qs prezzo abbastanza appetibile sono entrata in negozio. Dopo aver provato la scarpa, accettato di comprarla, mi viene proposta la Fidelity Card. La commessa e' stata molto confusionaria nella spiegazione tanto che ho capito che la stessa Fidelity Card fosse a pagamento. Ad ogni modo, la cosa non mi pesava visto i vantaggi che dava. Il tempo di battere lo scontrino e mi sono accorta che il prezzo e' lievitato a 79 euro. Ho quindi chiesto spiegazioni e soprattutto se la Fidelity Card costasse 20 euro. La commessa mi ha detto che la Fidelity Card era gratuita e che il prezzo delle scarpe era di 79 e non 59 euro. A questo punto ho fatto andare in vetrina la commessa, dove ella stessa ha potuto constatare che il prezzo esposto era stato messo erroneamente. Ho fatto notare la discrepanza nel prezzo, non dovuta da un mio errore, ma dai responsabili del punto vendita. La commessa a questo punto si e' comportata in modo veramente sgradevole dicendo che "la frittata ormai era fatta", lo scontrino battuto e non si poteva fare nulla. Da quello che so e' un diritto del consumatore ottenere almeno un bonus per futuri acquisti in questi casi. Non c'e' stato comunque nulla da fare e con un tono molto alto questa commessa ha creato non pochi disagi sia a me che ai clienti che erano all'interno del negozio. Non si puo' fare nulla per evitare qs inconvenienti e difendersi in qualche modo? Grazie Mille.
Flora, da Rivoli
Flora, da Rivoli
Risposta ADUC
Non doveva accettare le scarpe. Gli scontrini si possono rettificare o annullare, non sono mica oggetti sacri. E se avesse battuto 790 euro? La commessa avrebbe dichiarato fallimento? La realta' e' che la commerciante e' poco adatta a fare il lavoro che fa. Anche volendo credere alla buona fede (un errore e' sempre possibile), avrebbe dovuto concederle almeno la possibilita' di non acquistare le scarpe. A questo punto, riteniamo difficile tentare il recupero (nel caso lo dovrebbe intimare tramite una raccomandata a/r di messa in mora clicca qui) ma stia alla larga da questo negozio e non si risparmi in cattiva pubblicita' e, se il prezzo delle scarpe esposto in vetrina fosse ancora di 59 euro, segnali il raggiro alla polizia annonaria (vigili urbani).
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