Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
24 febbraio 2006
Nel settembre 2004 con mio marito e le 2 bambine ci siamo recati in una crociera nel Mediterraneo con una nota compagnia. Quelle dovevano essere ferie particolari per noi e avevamo risparmiato per un bel po' per poterci permettere quello che nei depoliant doveva essere un viaggio da sogno. Effettivamente i primi 5 giorni sono stati stupendi ma il pomeriggio del sesto giorno io ho iniziato a sentirmi male e dopo un po' si senti' male mio marito. Siccome i malesseri aumentavano mio marito si reco' in infermeria dove trovo' una vera e propria fila di passeggeri e membri dell'equipaggio che manifestavano vomito e diarrea. Ci furono date delle pillole ma i malesseri continuarono. La mattina dopo sbarcammo e dopo un viaggio allucinante per tornare a casa perche' abitiamo distanti dal porto di sbarco (piu' di 5 ore di guida in pessime condizioni di salute) ci recammo in ospedale dove ci venne diagnosticata salmonella e mio marito e' stato ricoverato per 13 giorni. Io e le mie figlie siamo riuscite a curarci a casa. La compagnia della nave nega esserci stato persone a bordo che si sentivano male e nega la responsabilita'. Dal momento che i tempi di incubazione sono massimo di 12 ore ed essendo noi in navigazione da piu' di un giorno e' impossibile essersi infettati non a bordo anche perche' non non abbiamo mai consumato nulla a terra. Abbiamo sporto querela contro la compagnia ma dopo 1 anno e 5 mesi non siamo ancora riusciti asapere nulla. Sono tempi normali? Al comando dei carabinieri non ci sanno dire nulla perche' la procura che se ne occupa e' quella di Venezia. Noi a parte il fatto di essere stati veramente male abbiamo subito un grossissimo danno perche' abbiamo una pizzeria e abbiamo dovuto chiudere in quanto ci hanno dovuto ritirare i libretti sanitari per 1 mese. A chi mi devo rivolgere per sapere perche' la querela non procede? Posso secondo lei sperare in un indennizzo??
Catia, da Massa Marittima
Catia, da Massa Marittima
Risposta ADUC
La querela e la richiesta di indennizzo sono due procedure staccate tra loro. Nella prima lei invita le autorita' a verificare un reato (penale) perche' la controparte sia eventualmente perseguita, nella seconda lei agisce personalmente -e civilmente- davanti ad un giudice per farsi riconoscere un danno (procedura che, in questo caso, riteniamo fosse piu' opportuna). Visto il tempo decorso dall'evento non crediamo che questa seconda strada sia piu' perseguibile. Il rimborso del danno, ovviamente, potra' comunque essere chiesto nel caso venga aperto un procedimento in cui lei possa costituirsi parte civile. Sui tempi non e' possibile, comunque, fare previsioni.
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