Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 febbraio 2006
Domanda 20 febbraio 2006
Buona sera Vi scrivo la presente per chiedervi una piccola consulenza legale relativa al danno esistenziale. A marzo 2005 io e mia moglie abbiamo preso una bimba di due anni a mezzo in affido. Va premesso che avevamo un'idoneita' rilasciata dal Tribunale dei Minori per poter adottare due bambini. Ci hanno chiamato proponendoci un adozione a rischio giuridico e noi abbiamo accettato. Abbiamo fatto un periodo di affiancamento in Istituto di 30 gg. con due osservazioni dello psicologo del tribunale e periodiche osservazioni dell'assistente sociale del Tribunale, dopo di che' la bambina e' venuta a casa. Li sono iniziati i problemi con i servizi sociali del comune (va detto che sono li stessi che un anno prima avevano dato parere favorevole per l'idoneita' ad essere genitori adottivi). Da subito, dopo solamente due visite domiciliari, convocati in Comune, ci hanno riferito che ritenevano che l'abbinamento con quella bambina era sbagliato, troppo difficile per noi e che "non saremmo mai riusciti a farcela... " - (loro testuali parole). Hanno preteso, anche in maniera minacciosa, che mia moglie facesse psicoterapia, magari con una psicoterapeuta di loro fiducia, come condizione essenziale perche' proseguisse l'affido, (che noi credevamo adozione, anche se a rischio giuridico) e hanno imposto un vero regime di terrore nella nostra famiglia, spaventandoci e condizionando il nostro comportamento e la nostra serenita'. In quei mesi in cui la bambina e' stata con noi ci siamo fatti aiutare da un'Associazione di famiglie affidatarie, la quale ha osservato, per mezzo di loro assistenti sociali, che l'attaccamento della bambina con noi era buono e cresceva qualitativamente, con trascorrere della permanenza della bambina in famiglia. Per i servizi sociali invece no! La bambina a loro modo di vedere non si inseriva e non legava affatto con mia moglie, tanto da mandare al Tribunale dei Minori una relazione nefasta, che ha portato il giudice ala decisione di interrompere l'affido/adozione... (mai e' stata fatta chiarezza su che tipo di accoglienza avessimo accettato, tramite che sul decreto che parlava di affido temporaneo). Cosi' il 30/08/2005 l'Assistente Sociale del Tribunale e i Servizi Sociali si sono presentati a casa, senza mandato del giudice e hanno preteso che riportassimo la bambina in Istituto. Noi, in quel momento scioccati dal dolore abbiamo acconsentito, presentando subito ricorso. A questo momento il ricorso sta' andando male, in quanto i periti ritengono che l'abbinamento era effettivamente sbagliato, ma ritengono anche che siamo stati vittime di un comportamento persecutorio e quindi risarcibile, da parte dei Servizi Sociali, consigliandoci comunque di denunciarli chiedendone i danni. Alla luce di quanto brevemente esposto, ritenete che sia possibile intentare una causa per chiedere comunque i danni? E' possibile che nel giro di un anno da genitori addottivi perfetti siamo passati per dei perfetti incapaci? Come si spiega un'idoneita' iniziale per due bimbi, confermata poi da un'idoneita' "sul campo" fornita dello psicologo del tribunale ad arrivare poi, dopo cinque mesi ad un fallimento cosi' eclatante? Gradirei una vostra opinione in merito. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti o approfondimenti. Grazie.
Alberto, da Casarsa Ligure

Risposta ADUC
Ci spiace ma ha frainteso il servizio che le puo' dare un'associazione di consumatori. Crediamo abbia bisogno di una consulenza di un legale civilsta di fiducia.
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