Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 dicembre 2000
Salve. ho recentemente letto il Vs comunicato del 2-6-2000, dal quale mi pare emerga una critica al fatto che 2 gestori di telefonia mobile si appoggino alla rete infrastrutturale di altri due maggiori operatori, onde supplire alla carenza delle rete propria esclusiva.
Scusate, ma io non vi trovo nulla di anomalo, in special modo sotto l'aspetto della liberta' di concorrenza. Diro’ di piu’: ritengo auspicabile promuovere ex lege un consorzio obbligatorio fra tutti gli operatori di telefonia mobile (come sappiamo in Italia sono 4), consorzio al quale conferire una rete che deve rimanere unitaria, e di dimensioni tali da fronteggiare il traffico complessivo dell'utenza intera. I singoli operatori appoggeranno alla rete. quindi al consorzio, il traffico da essi intermediato, e fungeranno da operatori puri, non piu’ da operatori-gestori di (una propria) rete. La gestione della rete passerebbe al Consorzio, che fatturerebbe il servizio agli operatori.
Questo schema limiterebbe la proliferazioni delle reti e quindi l'inquinamento da elettrosmog, oltre ad essere auspicabile per un principio generale di economicita' nell'utilizzo delle risorse
Inutile dire che lo stesso schema si attaglierebbe perfettamente anche alla telefonia via cavo: non ci sara' vera liberalizzazione fino a quando Telecom resta gestore in quanto ente proprietario della rete infrastrutturale ed allo stesso tempo esercita l'attivita' di operatore telefonico, mentre i Concorrenti devono accontentarsi di essere semplici operatori, assogettati allo strapotere contrattuale dell'ente proprietario
Mi piacerebbe conoscere la Vs posizione in merito
Scusate, ma io non vi trovo nulla di anomalo, in special modo sotto l'aspetto della liberta' di concorrenza. Diro’ di piu’: ritengo auspicabile promuovere ex lege un consorzio obbligatorio fra tutti gli operatori di telefonia mobile (come sappiamo in Italia sono 4), consorzio al quale conferire una rete che deve rimanere unitaria, e di dimensioni tali da fronteggiare il traffico complessivo dell'utenza intera. I singoli operatori appoggeranno alla rete. quindi al consorzio, il traffico da essi intermediato, e fungeranno da operatori puri, non piu’ da operatori-gestori di (una propria) rete. La gestione della rete passerebbe al Consorzio, che fatturerebbe il servizio agli operatori.
Questo schema limiterebbe la proliferazioni delle reti e quindi l'inquinamento da elettrosmog, oltre ad essere auspicabile per un principio generale di economicita' nell'utilizzo delle risorse
Inutile dire che lo stesso schema si attaglierebbe perfettamente anche alla telefonia via cavo: non ci sara' vera liberalizzazione fino a quando Telecom resta gestore in quanto ente proprietario della rete infrastrutturale ed allo stesso tempo esercita l'attivita' di operatore telefonico, mentre i Concorrenti devono accontentarsi di essere semplici operatori, assogettati allo strapotere contrattuale dell'ente proprietario
Mi piacerebbe conoscere la Vs posizione in merito
Risposta ADUC
Il problema, infatti, non e' l'utilizzo o meno delle stesse linee, quanto il rapporto di sudditanza degli altri gestori rispetto a Telecom: non possono, ad esempio, fornire i loro servizi basati su centraline di nuova generazione perche' Telecom non le ha aggiornate, etc..
E' l'obbligo di non avere autonomia e di essere assoggettati alla volonta' ed ai mezzi di una altro gestore -superiore e non paritario- che contestiamo. Proprio perche' cosi' NON c'e' parita'.
E' l'obbligo di non avere autonomia e di essere assoggettati alla volonta' ed ai mezzi di una altro gestore -superiore e non paritario- che contestiamo. Proprio perche' cosi' NON c'e' parita'.
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