Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 febbraio 2006
Salve, la mia fidanzata ha subito il raggiro della tessera sconto abbinata pubblicitaria di cui si e' molto parlato (purtroppo sono venuto a conoscenza della vicenda troppo tardi):
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=129768 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=128173 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=123202 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=118744 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=97900 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=93131 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=60899
L'azienda non risulta fra quelle da voi nominate, quindi puo' essere un cambiamento nella ragione sociale di una delle conosciute o un nuova azienda di cui cito il nome per segnalazione: COSMO FAMILY di Vigodarzere (PD). Stiamo ora cercando di risolvere una situazione un po' complessa che cerchero' di sintetizzare di seguito:
- In occasione della prima visita (25/01/2006) a domicilio dell'incaricato dell'azienda la mia ragazza ha firmato il contratto della tessera abbinata pubblicitaria (indicata come OMAGGIO nel contratto) e gli e' stata consegnata della merce da visionare. Nel contratto non vi era ALCUN riferimento a cifre da versare.
- In occasione della seconda visita di un diverso incaricato (11/02/2006), quando e' scattata la tecnica di raggiro ormai conosciuta (pressione psicologica etc), la mia ragazza e' stata indotta a versare 2633,50 Euro per l'abbinata pubblicitaria a cui seguira' nei prossimi giorni la consegna di alcuni prodotti visionati soltanto su catalogo. La cosa sconcertante e' che il riferimento all'acquisto dell'abbinata pubblicitaria e' stato AGGIUNTO al contratto gia' firmato 17 giorni prima (il 25/01/2006). La modifica e' evidente per la diversa calligrafia del secondo incaricato). Il pagamento e' avvenuto, su pressione dell'incaricato alla vendita (accompagnato da un compare) mediante emissione di 4 assegni bancari non intestati senza la clausola non trasferibile, di cui 3 postdatati. A questo punto, pur rendendomi conto della complessita' della situazione (sono venuto a conoscenza della vicenda soltanto a fatti avvenuti), sia per questione monetaria che di principio desidero ostacolare il piu' possibile la vita a questi truffatori. Credo di avere individuato alcuni possibili punti al cui riguardo desidero porvi delle domande. Domani stesso, in ogni caso, mi rechero' presso una associazione consumatori per valutare la loro consulenza.
1- poiche' questi signori hanno aggiunto tutti i riferimenti all'ordine, all'importo e ai pagamenti ad un contratto gia' esistente, vecchio di 17 giorni, temo di non potermi piu' avvalere del diritto di recesso. Ma dal momento che la merce non e' ancora stata consegnata... posso avvalermi del diritto di recesso una volta ricevuta la merce? Nella legge non risulta chiaro se la data di decorrenza e' quella relativa al contratto (cosi' e' riportato nelle clausole del contratto firmato) oppure dalla ricezione della merce (come riportato in diverse interpretazioni anche sul vostro sito). In tal caso basterebbe ritirare la merce imponendo al corriere il rilascio di una ricevuta con la data di consegna e in seguito rispedire la merce con tanto di raccomandata per avvalersi del diritto di recesso piu' la lettera di messa in mora, sperando nella riconsegna degli assegni e dei soldi gia' incassati.
2- Ci sono alcuni punti sulla copia di contratto in nostro possesso che forse potrebbero invalidarlo? Elenco alcune cose che ho notato: nella intestazione la ragione sociale della ditta e' incompleta (manca la provincia), sul contratto c'e' solo la firma della mia fidanzata mentre manca quella dell'incaricato dell'azienda.
3- Mi consigliate di denunciare ai carabinieri l'accaduto? Ci sono 2 testimoni (madre e padre della mia ragazza) in grado di dichiarare il fatto che il contratto e' stato modificato dopo oltre 17 giorni dalla sua sottoscrizione.
4- So che un illecito emettere assegni postdatati. Non c'e' comunque modo di bloccarli, visto che in caso di denuncia di smarrimento, la mia ragazza rischierebbe di essere protestata? Ho anche un forte sospetto che l'azienda non esista e i signori siano spariti col malloppo. Vedremo nei prossimi giorni se la merce sara' consegnata sul serio. In tal caso e' pensabile sperare in un coinvolgimento dei carabinieri o della guardia di finanza, preventivamente allertati? Grazie per il servizio che offrite.
Una nota tecnica relativa al vostro sito: nella sezione in cui pubblicate le lettere degli utenti mi permetto di consigliarvi di inserire un titolo descrittivo, in modo che visionando l'elenco cronologico delle lettere ricevute sia possibile comprenderne l'oggetto senza bisogno di visionarle una per una.
Francesco, da Carpineti/Reggio Emilia
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=129768 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=128173 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=123202 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=118744 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=97900 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=93131 http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=60899
L'azienda non risulta fra quelle da voi nominate, quindi puo' essere un cambiamento nella ragione sociale di una delle conosciute o un nuova azienda di cui cito il nome per segnalazione: COSMO FAMILY di Vigodarzere (PD). Stiamo ora cercando di risolvere una situazione un po' complessa che cerchero' di sintetizzare di seguito:
- In occasione della prima visita (25/01/2006) a domicilio dell'incaricato dell'azienda la mia ragazza ha firmato il contratto della tessera abbinata pubblicitaria (indicata come OMAGGIO nel contratto) e gli e' stata consegnata della merce da visionare. Nel contratto non vi era ALCUN riferimento a cifre da versare.
- In occasione della seconda visita di un diverso incaricato (11/02/2006), quando e' scattata la tecnica di raggiro ormai conosciuta (pressione psicologica etc), la mia ragazza e' stata indotta a versare 2633,50 Euro per l'abbinata pubblicitaria a cui seguira' nei prossimi giorni la consegna di alcuni prodotti visionati soltanto su catalogo. La cosa sconcertante e' che il riferimento all'acquisto dell'abbinata pubblicitaria e' stato AGGIUNTO al contratto gia' firmato 17 giorni prima (il 25/01/2006). La modifica e' evidente per la diversa calligrafia del secondo incaricato). Il pagamento e' avvenuto, su pressione dell'incaricato alla vendita (accompagnato da un compare) mediante emissione di 4 assegni bancari non intestati senza la clausola non trasferibile, di cui 3 postdatati. A questo punto, pur rendendomi conto della complessita' della situazione (sono venuto a conoscenza della vicenda soltanto a fatti avvenuti), sia per questione monetaria che di principio desidero ostacolare il piu' possibile la vita a questi truffatori. Credo di avere individuato alcuni possibili punti al cui riguardo desidero porvi delle domande. Domani stesso, in ogni caso, mi rechero' presso una associazione consumatori per valutare la loro consulenza.
1- poiche' questi signori hanno aggiunto tutti i riferimenti all'ordine, all'importo e ai pagamenti ad un contratto gia' esistente, vecchio di 17 giorni, temo di non potermi piu' avvalere del diritto di recesso. Ma dal momento che la merce non e' ancora stata consegnata... posso avvalermi del diritto di recesso una volta ricevuta la merce? Nella legge non risulta chiaro se la data di decorrenza e' quella relativa al contratto (cosi' e' riportato nelle clausole del contratto firmato) oppure dalla ricezione della merce (come riportato in diverse interpretazioni anche sul vostro sito). In tal caso basterebbe ritirare la merce imponendo al corriere il rilascio di una ricevuta con la data di consegna e in seguito rispedire la merce con tanto di raccomandata per avvalersi del diritto di recesso piu' la lettera di messa in mora, sperando nella riconsegna degli assegni e dei soldi gia' incassati.
2- Ci sono alcuni punti sulla copia di contratto in nostro possesso che forse potrebbero invalidarlo? Elenco alcune cose che ho notato: nella intestazione la ragione sociale della ditta e' incompleta (manca la provincia), sul contratto c'e' solo la firma della mia fidanzata mentre manca quella dell'incaricato dell'azienda.
3- Mi consigliate di denunciare ai carabinieri l'accaduto? Ci sono 2 testimoni (madre e padre della mia ragazza) in grado di dichiarare il fatto che il contratto e' stato modificato dopo oltre 17 giorni dalla sua sottoscrizione.
4- So che un illecito emettere assegni postdatati. Non c'e' comunque modo di bloccarli, visto che in caso di denuncia di smarrimento, la mia ragazza rischierebbe di essere protestata? Ho anche un forte sospetto che l'azienda non esista e i signori siano spariti col malloppo. Vedremo nei prossimi giorni se la merce sara' consegnata sul serio. In tal caso e' pensabile sperare in un coinvolgimento dei carabinieri o della guardia di finanza, preventivamente allertati? Grazie per il servizio che offrite.
Una nota tecnica relativa al vostro sito: nella sezione in cui pubblicate le lettere degli utenti mi permetto di consigliarvi di inserire un titolo descrittivo, in modo che visionando l'elenco cronologico delle lettere ricevute sia possibile comprenderne l'oggetto senza bisogno di visionarle una per una.
Francesco, da Carpineti/Reggio Emilia
Risposta ADUC
Riguardo al consiglio la ringraziamo molto e promettiamo di pensarci. Passando alle sue domande le precisiamo:
1- Nel caso in cui sia stato firmato un contratto il termine per recedere parte da quella data. In questi casi la legge e' chiara, la diatriba riguarda i contratti attivati a distanza, per i quali spesso e' difficile individuare il momento in cui il contratto si perfeziona.
2- I punti da lei evidenziati NON inficiano il contratto. Semmai potrebbe essere valutata l'annullabilita', al fine di poter ancora esercitare il recesso, dell'aggiunta fatta con calligrafia diversa, nel caso in cui fosse dimostrabile che e' successiva alla firma (se aveste una copia -o una fotocopia- del contratto originario, per esempio).
3- A tal fine potrebbe essere utile, piu' che una denuncia, una contestazione tramite invio di una messa in mora, citando i testimoni:
clicca qui
4- Rilevando che l'azienda non esiste (una visura alla camera di commercio potrebbe aiutare) puo' essere fatta senz'altro una segnalazione alle autorita'. Sul solo fatto che gli assegni sono postdatati non punteremmo. E' vero che sono illegali ma a cio' risponde non tanto chi li riceve ma chi li emette. Puo' semmai chiedere alla banca di bloccarli, sperando in una loro collaborazione (che non e' affatto scontata ne' obbligatoria). Il punto ESSENZIALE rimane pero' il contratto, perche' se per assurdo esso fosse ritenuto valido, il fatto di bloccare gli assegni non vi affrancherebbe in alcun modo dal dover pagare.
1- Nel caso in cui sia stato firmato un contratto il termine per recedere parte da quella data. In questi casi la legge e' chiara, la diatriba riguarda i contratti attivati a distanza, per i quali spesso e' difficile individuare il momento in cui il contratto si perfeziona.
2- I punti da lei evidenziati NON inficiano il contratto. Semmai potrebbe essere valutata l'annullabilita', al fine di poter ancora esercitare il recesso, dell'aggiunta fatta con calligrafia diversa, nel caso in cui fosse dimostrabile che e' successiva alla firma (se aveste una copia -o una fotocopia- del contratto originario, per esempio).
3- A tal fine potrebbe essere utile, piu' che una denuncia, una contestazione tramite invio di una messa in mora, citando i testimoni:
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4- Rilevando che l'azienda non esiste (una visura alla camera di commercio potrebbe aiutare) puo' essere fatta senz'altro una segnalazione alle autorita'. Sul solo fatto che gli assegni sono postdatati non punteremmo. E' vero che sono illegali ma a cio' risponde non tanto chi li riceve ma chi li emette. Puo' semmai chiedere alla banca di bloccarli, sperando in una loro collaborazione (che non e' affatto scontata ne' obbligatoria). Il punto ESSENZIALE rimane pero' il contratto, perche' se per assurdo esso fosse ritenuto valido, il fatto di bloccare gli assegni non vi affrancherebbe in alcun modo dal dover pagare.
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