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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 febbraio 2006
Domanda 11 febbraio 2006
Vi ringrazio per il Vostro sollecito riscontro e senza dubbio daremo il nostro contributo, che arrivera' a nome mio Caterina o a nome di mio marito Gabriele. Vi riassumo brevemente l'accaduto. In data 01/09/05 siamo arrivati a Mombasa presso l'hotel, alla sera prima di andare a cena mentre mio figlio di 12 anni si toglieva il costume, unico indumento che aveva addosso ho aperto l'acqua della vasca da bagno perche' voleva fare il bagno invece della doccia, premetto che avevo aperto entrambe i rubinetti per miscelare l'acqua perche' nel pomeriggio facendo scorrere quella calda avevo sentito che era piuttosto calda , lui che era proprio alle mie spalle ha immerso un piede si e' ustionato, di riflesso ha messo anche l'altro piede ed e' scivolato nella vasca riportando ustioni anche sul sedere, il tutto in un dito d'acqua visto che l'avevo appena aperta. Ha quindi riportato ustioni di secondo grado sul sedere e sul piede sinistro, mentre sul piede destro ustioni di terzo grado. Tramite l'albergo abbiamo chiamato un medico che arrivato molto velocemente ci ha dato della pomata e delle pastiglie per il dolore. Abbiamo chiamato subito l'assicurazione in Italia per avvertire dell'accaduto. Naturalmente non abbiamo potuto proseguire il giorno dopo con il safari prenotato. Il giorno successivo siamo stati contattati dall'assicurazione per conoscere i fatti, nel frattempo era tornato il medico del luogo e con lui un'infermiera che ha curato in modo devo dire molto premuroso mio figlio. Il giorno stesso parlando con l'assicurazione avevamo dichiarato il nostro voler tornare a casa il piu' presto possibile date le condizioni del ragazzo, loro ci hanno risposto che dovevamo portarlo all'ospedale con un taxi per una visita, tengo a precisare visita per i motivi che capirete successivamente. Precisando che il ragazzo era praticamente nudo date le ustioni e quindi la pericolosita' di infezioni non era possibile portarlo con il taxi ma servita l'ambulanza. Si e' ustionato il giovedi' sera l'ambulanza e' arrivata il sabato 03/09 alle 16,30. Arrivati all'ospedale ci dicono che non e' una visita quella che deve fare, ma che se vogliamo andare a casa il ragazzo deve essere ricoverato fino alla partenza. Siamo rimasti all'ospedale con lui giorno e notte, naturalmente, abbiamo lasciato le valigie in albergo dove mio marito vi si recava una volta al giorno per portare eventuali ricambi o altro, viaggiando sempre in taxi che non ci e' stato rimborsato dall'assicurazione, ma d'altronde non si potevano portare le valige in ospedale perche' non c'era posto ed era un problema anche lavarsi, quindi anche per questo tornava in albergo, cosi' ha anche potuto fare varie prove con l'acqua, risultato bisognava apriere prima il rubinetto dell'acqua fredda al massimo e aprire quella calda solo a fil per avere gia' cosi' un'acqua molto calda e la manopola dell'acqua calda anche se appena aperta bisognava chiuderla tenendo in mano un asciugamano perche' altrimenti ci si scottava. Siamo rimasti all'ospedale sino al giorvedi' sera della settimana successiva 08/09, Dario ha sofferto le pene dell'inferno, perche' ogni volta che lo medicavano non le davano alcun antidolorifico nonostante lo chiedessimo ogni volta, addirittura hanno tentato due volte di metterlo dentro alla vasca da bagno per lavargli le ustioni con acqua e sale da cucina, tengo a precisare che non solo l'acqua non e' potabile, ma dai rubinetti uscivano anche le formiche, quindi igiene zero, ci siamo opposti in modo irremovibile, e a detta del medico italiano che ha visitato mio figlio quando siamo tornati presso il centro grandi ustionati di Cesena, abbiamo fatto benissimo. L'assicurazione ha tentato in tutti di far slittare la partenza in modo da far viaggiare mio figlio seduto anziche' sdraiato per ovvie ragioni di risparmio, solo grazie alla loro responsabile di Mombasa che viste le condizioni di mio figlio ha fatto di tutto per farci partire e la responsabile dell'agenzia viaggi (nonche' nostra amica) dove ci appoggiamo sempre per i nostri viaggi. Siamo partiti giovedi' 8/09, siamo usciti dall'ospedale con Dario con addosso solo la maglietta, perche' quelli dell'ospedale si sono rifiutati di mettergli la crema e una benda, per cui quando siamo stati sull'ambulanza che ci ha portato all'aeroporto di Mombasa con l'aiuto di una infermiera italiana l'abbiamo fasciato e gli abbiamo messo un paio di pantaloncini, sull'aereo medico che da Mombasa ci ha portato a Nairobi il medico l'ha visitato ed e' rimasto con lui mentre noi sbrigavamo le pratiche per partire per l'Italia . Arrivati il 09/09 alle 18 a Cesena il ragazzo e' stato curato presso il centro grandi ustionati. L'assicurazione ha coperto le spese sostenute per il viaggio per me e mio figlio, oltre alle spese mediche sia a Mombasa che in Italia tolta la franchigia, mentre abbiamo dovuto pagare il viaggio per mio marito, che ci ha prenotato dall'Italia la nostra agenzia, perche' se l'avesse fatto l'assicurazione avrebbe voluto un importo piu' alto. Quando siamo tornati abbiamo scritto tramite un avvocato di nostra conoscenza alla Turisanda il tour operetor che avevamo utilizzato per il viaggio per chiedere i danni, dopo un paio di solleciti, ci hanno risposto che non e' di loro competenza e quindi non intendono risarcire nulla. Tengo a precisare che al nostro ritorno Dario ha perso una settimana di scuola, fino alle vacanze di Natale l'ho dovuto accompagnare a scuola (frequenta la 2 media) e andarlo a riprendere (io abito a Igea Marina, frazione di Bellaria in provincia di Rimini la scuola e' a Bellaria e lavoro a Rimini, come mio marito) perche' non riusciva a prendere il pulmino, che naturalmente abbiamo dovuto pagare per non perdere il posto, e a oggi deve ancora mettere una pomata una volta al giorno, perche' non e' ancora guarito. Cosa ne pensate? Quando abbiamo raccontato il tutto al nostro avvocato, ci ha presi per stupirci, come avevo potuto ustionare mio figlio? Abbiamo avuto la fortuna di viaggiare, sia in Italia che all'estero, non siamo mai stati degli sprovveduti, prima di andare all'estero comperiamo sempre delle guide (tra l'altro ne avevano ben due per il Kenya, ma in nessuna era riportata che ci sarebbe potuto essere questo problema, sappiamo che non essendoci l'acqua potabile tengono la tengono a gradi piu' alti rispetto ad altri posti, ma questo e' impensabile. Abbiamo saputo da un medico all'ospedale di Mombasa che non e' la prima volta che capita un incidente di questo genere, ma non sono riuscita a sapere se centrava lo stesso hotel. Spero di aver reso almeno in parte l'idea. Grazie per l'attenzione. Distinti saluti.
Caterina

Risposta ADUC
La ringraziamo del suo racconto che potra' essere di grande utilita' per chi -speriamo nessuno...- possa avere gli stessi problemi. Visto che c'e' gia' di mezzo un legale, crediamo che non potremo aggiungere molto. Ci sembra difficile individuare responsabilita' dell'albergo in quanto accaduto, a meno che quanto riferitole dal medico rispetto alla frequenza di fatti del genere, lei fosse in grado di certificarlo con testimonianza, e quindi dimostrare l'inefficienza della struttura che sarebbe all'origine di quanto accaduto; in questo caso ne andrebbe di mezzo il tour operator, a cui avreste dovuto rivolgere la richiesta di rimborso danni (consideri che se non l'ha gia' fatto, i tempi sono sforati: entro dieci giorni dal momento in cui si e' ritornati dal viaggio). Per il resto, valgono le condizioni della sua specifica polizza.
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