Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 febbraio 2006
Cara Aduc. Nell'estate 2002 ho acquistato, intestandola all'azienda di mio figlio che dirigo, una Kia Sorento, una delle prime consegnate in Italia. Dopo circa 6 mesi, manifestato con forte fumo in cabina, si e' guastato l'impianto di condizionamento. Tengo a precisare che evidentemente questo impianto non ha solo le funzioni di controllo del clima interno, ma e' strettamente connesso col funzionamento dell'intera macchina, tanto da causarne il fermo. La riparazione ha richiesto una sosta di circa un mese, ed e' stata fatta in garanzia. Dopo meno di un anno lo stesso guasto si e' ripetuto. Alle mie rimostranze e' stato risposto che si trattava di un difetto gia' noto, che con una piccola modifica, eseguita in garanzia, sarebbe stato definitivamente risolto. Comunque anche in questo caso per oltre un mese non ho potuto avere la macchina (fra l'altro immatricolata autocarro e correntemente usata per trasporto dei materiali connessi al mio lavoro). Tutto bene fino alla primavera 2005, quando il guasto e' ricomparso. Tengo a sottolineare che nel frattempo tutte le manutenzioni sono state eseguite presso la filiale dove avevo acquistato la macchina e la tipologia del guasto non e' certo correlabile allo stile di guida, per altro estremamente prudente e tranquillo. Questa volta sono passati oltre tre mesi senza poter riavere l'automezzo, che mi e' stato riconsegnato solo dopo l'intervento di un legale. Anche questo intervento e' stato fatto in garanzia, la cui durata prevista era di tre anni. Non fidandomi completamente delle assicurazioni di affidabilita' dell'intervento, anche per ragioni familiari, ho acquistato una nuova macchina che mi consegneranno all'inizio della prossima settimana, ed ho venduto ad un privato la Kia con promessa di consegna al ricevimento della nuova. Purtroppo tre giorni or sono il guasto si e' ripetuto. La macchina e' ferma e alla concessionaria si rifiutano di effettuare la riparazione in garanzia adducendo la scadenza della stessa ad agosto (i tre anni precedentemente ricordati) e per procedere pretendono una mia dichiarazione di impegno al pagamento dei lavori e dei ricambi riconoscendo la cessazione della garanzia (si parla di svariate migliaia di euro). In piu' l'acquirente ha gia' minacciato la richiesta di danni per l'ormai certa mancata consegna nei tempi stabiliti. Il trattamento riservato anche al legale che mi rappresentava e' stato, a dir poco, disgustoso, in quanto le grandi case non hanno alcun timore nei confronti del cittadino che non riesce a generare sufficiente eco dalla sue disavventure, Eppure in via riservata, col rifiuto di fornirmi ulteriori indicazioni, il meccanico della filiale ha affermato che solo a Bologna altre tre o quattro macchine sono nelle medesime condizioni della mia. Ora le mie domande sono: Il ripetersi, quasi a scadenza fissa, dello stesso guasto non e' simbolo di difetto intrinseco? Anche se e' scaduta la garanzia totale sull'automezzo non sussiste una garanzia implicita sulla singola riparazione di durata, mi pare, di due anni? (l'ultima riparazione e' avvenuta 7 mesi or sono). Perdendo la vendita e la caparra ricevuta, non ho diritto di richiedere i danni alla Kia, in fin dei conti il tutto deriva da un difetto innato nella macchina. Tutto cio' sommato e' pensabile che come semplice cittadino possa affrontare i costi di una lunga causa civile, ovvero esistono altre soluzioni possibili (magari col vostro aiuto?). Spero di ricevere quanto prima una vostra gradita risposta, almeno per sapere come devo procedere o se devo semplicemente pagare e tacere. Grazie in anticipo.
Gianfranco, da Castello di Serravalle
Gianfranco, da Castello di Serravalle
Risposta ADUC
Per future esigenze le consigliamo di essere piu' stringato, in modo da agevolare la nostra compresione. Venendo al merito. Ecco la procedura che bisogna adottare in questi casi, per tentare di risolvere la questione. Purtroppo non vi sono molte strade, e quelle possibili non sono facili da percorrere. Visto il tempo decorso dall'acquisto, rimane solo sostenere che possa trattarsi di un vizio di tale natura da dover essere ritenuto conoscibile dal produttore al momento della messa in commercio. Innanzitutto e' necessario un parere professionale di un tecnico di fiducia che rilevi la natura, la gravita' e l'origine del problema. In seguito, per poter sostenere che il problema derivi da un difetto di fabbricazione conosciuto o conoscibile dal produttore al momento della messa in commercio, occorrera' l'ausilio di un tecnico perito. Conseguentemente, ipotizzando la volontaria immissione sul mercato di un prodotto difettato, si sarebbe nel campo dell'illecito il cui termine prescrizionale e' di 5 anni. Su questa base, con l'aiuto di un legale, si potra' pertanto procedere a contestare facendo causa presso un giudice di pace/tribunale.
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