Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 febbraio 2006
Domanda 8 febbraio 2006
Con ogni probabilita' non mi sono spiegato in modo da farmi capire. Quello che intendevo sottolineare e' che un tempo il sacchetto della spesa era un omaggio. Una legge, la 475/88 impose una tassa a carico dei commercianti per ogni sacchetto per i costi che lo smaltimento di tale prodotto comportava; poiche' in realta' lo smaltimento era causato dal consumatore questa tassa dovuta dal commerciante venne trasferita al cliente facendo pagare il sacchetto. Una successiva legge la 427/93 aboli' quella tassa, ovvero il commerciante non doveva piu' pagarla. Nonostante cio' e' rimasto il pagamento del sacchetto che e' diventato anche veicolo pubblicitario! Mi si potra' obbiettare "... ma perche' si parla di una cosa del valore di 5 centesimi? " ma quello che volevo evidenziare non e' solo il costo ma il principio: siccome il pagamento fu introdotto a seguito della tassa, perche' non e' sparito con essa? Anche la Corte di Cassazione si e' espressa sui sacchetti e purtroppo sappiamo come, comunque 5 centesimi moltiplicato per il numero dei clienti di un ipermercato si e' trasformato in un doppio BUSINESS, e lo notiamo con la induzione a prendere il sacchetto di plastica a pagamento, alla faccia di chi ne voleva la riduzione!!! Ringrazio per la precedente risposta. Tanto si doveva per giusto chiarimento. Distinti Saluti.
Emanuele

Risposta ADUC
La ringraziamo per il suo approfondimento. La nostra obiezione al suo ragionamento pero' non cambia: non esistono leggi che impongono ai supermercati di offrire un prodotto (che immaginiamo essi paghino) gratuitamente. Lei ha la scelta di non comprarli portandosi sacchetti usati da casa.
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