Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
30 gennaio 2006
Salve, vi chiedo se sia possibile intentare una azione legale o un'azione di sollecito per pretendere la fornitura del servizio adsl da parte di libero adsl (Wind) come previsto dai contratti stipulati cioe' senza limitazioni e filtraggi. Vi descrivo il problema: Da qualche giorno alcuni provider internet adsl come LIBERO ADSL hanno deciso di non onorare il contratto stipulato con i loro clienti, come il sottoscritto, riducendo deliberatamente la banda e filtrando la stessa banda (cosa NON prevista nel contratto) operando tecnicamente con il blocco di determinati pacchetti di dati e porte logiche, rendendo cosi' impossibile l'utilizzo dei cosiddetti programmi p2p (ricordo che non e' illegale utilizzare protocolli di comunicazione p2p, e' illegale scaricare materiale soggetto a copyright) in tal modo venendo meno all'impegno contrattuale che prevedeva una banda adsl senza limitazioni. Sono migliaia e migliaia gli utenti abbonati a LIBERO ADSL che stanno subendo questo sopruso da parte di Wind, cio' e' riscontrabile nei tanti "forum" di discussione tematica ed e' ben documentato all'indirizzo: http://www.emule.it/guida_emule/guide/ora_basta.asp di cui riporto una sintesi: "Tutto questo deriva dall'applicazione di un sistema di limitazione del traffico P2P acquistato dai provider (vedi l'articolo In Italia prove di guerra al P2P su Punto Informatico) che si basa sull'analisi dei pacchetti (Forse questo?). In particolare da sottolineare le affermazioni di un manager Cisco secondo qui "Si tratta di una piattaforma hardware e software che e' stata applicata per la prima volta in Giappone, con successo, per limitare l'impatto del traffico peer-to-peer... Permette ai provider di fare bandwidth shaping, blocking o redirezione di traffico per togliere banda alle applicazioni peer-to-peer e riservarne quindi di piu' ad altri servizi". Tradotto: gli operatori ADSL vi stanno fregando e noi sappiamo perche'. Wind stessa ha ammesso l'utilizzo di questa tecnologia su Libero (vedi Un bidone le ADSL 4 Megabit? di PI): "Da qualche giorno abbiamo attivato un engine che, in caso di traffico elevato, da' priorita' a quello piu' prezioso per l'utenza residenziale: navigazione, posta, VoIP". Il tutto, "a scapito del resto, per esempio del peer to peer". Quando avete sottoscritto il contratto adsl avete ottenuto accesso a INTERNET senza alcuna limitazione. Oggi il P2P e' parte di internet, anzi il 70% del traffico mondiale di dati e' proprio per il P2P (tra cui eMule). Bloccando il P2P le compagnie telefoniche vengono meno al contratto sottoscritto e spero che qualcuno piu' esperto di noi (magari uno dei tanti movimenti consumatori) si affretti a intentare qualche causa legale: certa gente conosce solo il linguaggio degli avvocati e dei soldi. Non fatevi fregare. Il P2P non e' illegale. E' illegale scaricare materiale protetto da copyright. Non possono bloccare il P2P e dirvi di non usarlo (una delle risposte stupide dei call center). E' come vietare i coltelli da cucina perche' potrebbero essere usati per uccidere le persone. Certo che questo metodo e' interessante. Invece di COMPRARE altre linee dalla Telecom per soddisfare il traffico dei loro utenti, queste compagnie cercano di STROZZARE gli utenti dando loro sempre meno. Non contente, promettono velocita' sempre piu' alte (24 Mbit???) che pero' potete usare solo per navigare sul www. Peccato nessuno dica che per navigare sul web basta e avanza una adsl 640Kbps da 20 euro al mese. Due sono le cose: o questi signori si affrettano a sbloccare le linee o fareste meglio a disdire e passare a provider che non effettuano queste limitazioni (Alice adsl attualmente non ha questi problemi). Qualora TUTTI gli operatori si mettessero d'accordo la soluzione migliore e' disdire l'adsl e passare ad una flat a 56K o passare ad un contratto a velocita' minima: perche' continuare a farsi prendere in giro? Secondo il nuovo regolamento approvato da poco (vedi ADSL italiana, cambia tutto su PI), il passaggio ad un operatore diverso viene velocizzato: "L'utente non dovra' piu' chiedere la disdetta della vecchia ADSL e aspettare che la linea venga liberata, per poi ordinare la nuova ADSL. Sara' sufficiente chiedere la linea al nuovo operatore, che poi si occupera' delle pratiche del passaggio. La richiesta della nuova ADSL vale insomma anche come disdetta della precedente." ATTENZIONE PERO': "... l'utente e' comunque tenuto a pagare l'eventuale canone della vecchia ADSL fino a scadenza naturale del contratto. Se si ha un'ADSL con canone, conviene quindi chiedere la nuova ADSL una quarantina di giorni prima della scadenza del vecchio contratto.". Il preavviso minimo per Libero e' di 60 giorni. Alcuni operatori dicono BUGIE come sostenere che dopo il primo anno di abbonamento la disdetta di un'altro operatore si puo' fare in qualunque momento dell'anno senza pagare pia' nulla... Una telefonata al 187 di Telecom Italia (simulando un utente che volesse passare da Libero ad Alice) ha chiarito che il call center non ne sa nulla di questa novita'. Forse se telefoniamo 10 volte e facciamo la media delle risposte otterremo delle indicazioni corrette..." L'adozione di questi sistemi di filtraggio della banda credo sia chiaramente un sopruso e una deliberata inadempienza contrattuale da parte di LIBERO ADSL. Io come utente di tale operatore sono "affetto" dagli stessi problemi, in particolare la navigazione web sembra quella di un modem 56k altro che adsl! sperando di non abusare della vostra pazienza vi consiglio di dare una letta alle migliaia di segnalazioni di tali disservizi di utenti di LIBERO ADSL: http://www.emuleitalia.net/fora/index.php?...c=12072&st=1840 VI CHIEDO SE SIA POSSIBILE INTENTARE UNA AZIONE LEGALE PER PRETENDERE LA FORNITURA DEL SERVIZIO ADSL DA PARTE DI LIBERO COME PREVISTO DAI CONTRATTI STIPULATI CIOE' SENZA LIMITAZIONI E FILTRAGGI. RINGRAZIANDOVI VIVAMENTE, UN DISPERATO CLIENTE DI LIBERO ADSL.
Valerio, da Roma
Valerio, da Roma
Risposta ADUC
Pubblichiamo la sua mail su Cara Aduc. Come sapra', le azioni collettive in Italia non esistono. Individualmente, pero', chi lo ritenesse opportuno potrebbe intimare a Wind il rispetto del contratto, prima inviandogli una raccomandata A/R di messa in mora clicca qui e senza riscontri rivolgersi al Corecom (veda link sulla scheda) o al giudice di pace a seconda delle regioni (in alcune il servizio conciliazione non e' operativo).
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