Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

18 dicembre 2000
Domanda 18 dicembre 2000
Carissima ADUC
Il giorno Sabato 16 Dicembre mi sono recata presso un negozio di computer all’interno di un centro commerciale della mia citta’ per acquistare una cartuccia di ricambio per stampante.
Su un biglietto avevo annotato marca e modello dell’apparecchio e mostratolo alla commessa, questa mi consegna una confezione contenente una cartuccia nuova della stessa marca. Pago £.70.000, ritiro lo scontrino, esco dal negozio, ma pochi minuti piu’ tardi mi accorgo che sulla confezione, tra l’elenco dei modelli compatibili con la cartuccia non e’ indicato quello della mia stampante. Ero ancora all’interno del centro commerciale, torno immediatamente al negozio (era passata circa mezzora) e faccio presente alla commessa il problema, ammette il suo errore. Dopo una breve discussione mi propone o di attendere fino al mercoledi’ successivo l’arrivo della cartuccia da me richiesta, oppure un "buono" da utilizzare all’interno del negozio per aquistare altri prodotti a coprire l’importo delle £.70.000.
Spiego che ho una certa urgenza e che ho bisogno di una cartuccia per stampante, quindi chiedo di restituire la cartuccia e riavere il mio denaro, mi viene risposto che e’ impossibile. Non mi dilungo troppo sullo scambio di opinioni che e seguito a tutto questo. Sono comunque uscita dal negozio con le mie 70.000 lire e un po’ di mal di stomaco.
Mi sono sentita presa in giro anche se ho ottenuto il rispetto di quello che penso sia un mio diritto, la mia domanda e’ proprio questa; io ho esercitato un mio diritto oppure sono semplicemente stata " graziata ", come mi e’ stato piu’ volte detto, dal rivenditore?.

Risposta ADUC
Riteniamo che le sia andata bene. Le spiegheremo esattamente il problema:
lei ha effettuato un acquisto, accettando incondizionatamente quanto le e' stato venduto.
Pertanto, non sussistendo alcun diritto a cambiare la merce accettata, avrebbe dovuto dimostrare che la sua richiesta era specifica e che lei ha accettato l'acquisto convinta che le fosse stato consegnato quanto gia' concordato, con la conseguenza di dover dimostrare come l'inadempienza fosse della controparte.
Dunque, avendo il rivenditore accettato di riconoscere l'errore, puo' dirsi fortunata. Non perche' avesse torto, ma perche' avrebbe avuto difficolta' a dimostrare la verita'.
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