Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 gennaio 2006
Cara Aduc. All'inizio di Gennaio mi e' stato notificato un Atto Giudiziario. Passato un primo momento di panico, perche' pur avendo la coscienza assolutamente tranquilla (dalle raccomandate al massimo mi aspetto una multa per divieto di sosta), gia' mi vedevo ingiustamente imprigionato, vittima di gravi errori giudiziari, scopro che il motivo di tanto trambusto e' un avviso di accertamento, del Comune di Roma, riguardante il pagamento dell'ICI dell'anno 2000, per oltre 540 euro. Ricontrollati a casa i conteggi scopro che gran parte della cifra riguarda il versamento della seconda rata, che a loro non risulta, mentre io ho regolare ricevuta del versamento fatto presso le poste. Il resto dipende da un conteggio errato: hanno calcolato l'ICI sulla base della rendita catastale rivalutata, aggiungendo nuovamente la rivalutazione del 5%. Ho contattato il call center del Comune, dove mi hanno risposto immediatamente (senza musichine) ed una signorina molto gentile ha ricontrollato insieme a me tutto il conteggio e, alla fine, mi ha detto candidamente che "si erano sbagliati". Mi ha quindi invitato a presentare istanza di autotutela, allegando tutta la documentazione. IL Comune mi ha inviato un atto regolarmente notificato, io rispondo con una istanza, inviata per posta elettronica, che tra l'altro non sospende gli effetti dell'atto. Mi chiedo, non sarebbe meglio presentare anche il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, oppure e' sufficiente sollecitare/pretendere dal Comune un qualcosa che attesti il recepimento da parte loro della mia istanza. Grazie in anticipo del vostro prezioso consiglio.
Leonardo, da Roma
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P.S. mi chiedo se le amministrazioni pubbliche, invece di inviare un atto alla scadenza dei termini, atto che ha un costo (per loro, se io riesco a non pagare), che costringe il cittadino a perdere del tempo in ricorsi, che faranno perdere altro tempo ad altre amministrazioni pubbliche per esaminare detti ricorsi, ecc. ripeto, mi chiedo, non sarebbe meglio inviare un paio di mesi prima della scadenza una letterina del tipo "caro signore, ci risulta che le non abbia pagato...", a questo punto il cittadino chiarisce la sua posizione, pagando o dimostrando di non dover pagare e la faccenda e' molto piu' semplice. In caso di mancata risposta resterebbe sempre il tempo per inviare l'atto ufficiale.
Leonardo, da Roma
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P.S. mi chiedo se le amministrazioni pubbliche, invece di inviare un atto alla scadenza dei termini, atto che ha un costo (per loro, se io riesco a non pagare), che costringe il cittadino a perdere del tempo in ricorsi, che faranno perdere altro tempo ad altre amministrazioni pubbliche per esaminare detti ricorsi, ecc. ripeto, mi chiedo, non sarebbe meglio inviare un paio di mesi prima della scadenza una letterina del tipo "caro signore, ci risulta che le non abbia pagato...", a questo punto il cittadino chiarisce la sua posizione, pagando o dimostrando di non dover pagare e la faccenda e' molto piu' semplice. In caso di mancata risposta resterebbe sempre il tempo per inviare l'atto ufficiale.
Risposta ADUC
Se riesce a risolvere la questione in termini bonari e' tanto di guadagnato per tutti. Per cui, piuttosto che una E-mail, vada all'uffico direttamente e si faccia dare ricevuta di quanto consegna, pretendendo, a calcolo errato confermato, che le sia consegnata una liberatoria. Se vede resistenze su questo aspetto oppure rimandi un po' tipici degli impiegati che non hanno molta voglia di assumersi responsabilita' e lavoro in piu', non perda un attimo e proceda subito con la Commissione Provincaile Tributaria. Infine, il metodo che lei auspica per evitare di arrivare a questo punto, e' in atto in diversi Comuni.
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