Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 gennaio 2006
Domanda 11 gennaio 2006
La vita di questi giorni e' veramente una giungla bisogna essere un po' avvocati per potersi districare. Vengo brevemente al dunque quesito che vi voglio porre, premesso che non sono commerciante. Dal 2000 al 2004 ho lavorato presso un'Azienda di servizi nel settore commerciale e che si occupa in un ramo molto controverso, il pratica di inventari e differenze inventariali (in pratica servizi di antitaccheggio nei negozi e supermercati), venni assunto a Milano con contratto CO.CO.CO. e inviato da loro in Liguria dove attualmente vivo oramai, nel mentre che sono qui ad operare cambiano diverse leggi in materia e la loro licenza diventa non piu' valida, devono appoggiarsi su Ag. investigative di zona per avere e dare la copertura giuridica al loro operatore. Dopo anni di lavoro presso di loro e senza un giorno di ferie e anzi in caso di una indisposizione avrei dovuto recuperare il giorno con un'altro dove avrei dovuto essere di riposo. (la direzione dopo un certo periodo e per avere meno spese a carico decide di non avversi piu' di personale diretto ma utilizzare il personale delle varie Agenzie di cui oramai si appoggiano e pertanto alla scadenza del contratto vengo licenziato "previa telefonata, " utilizzando come motivazione un diniego avuto da una Agenzia (unica la quale mi dava una copertura ma sospetto che in precedenza non mi hanno mai in prefettura e quindi operavo a mia insaputa e quel che peggio senza copertura giuridica con la quale con una telefonata avvisava la mia diretta Azienda che nel 2003 la prefettura di Genova da un parere negativo e pertanto un diniego alla mia persona a causa di una precedente vertenza e "preciso" prima dell'assunzione da Milano contro la mia ex convivente ma essendoci di mezzo una figlia che sospetto mia decisi con l'avvocato che mi assisteva nella causa di non procedere con la denuncia al fine di preservare in qualsiasi modo la nascitura da una qualsiasi controversia e assumendomi colpe anche se e dimostrato colpe non ve ne erano. Tornando al nocciolo della questione presso l'Agenzia di Genova parte una telefonata al mio ex datore che l'informa del parere della Prefettura ed esagerando dichiara che fui condannato per MOLESTIE DOMESTICHE? (CHI MI CONOSCE SA COME SONO E COME LA PENSO SU CERTE QUESTIONI nel mentre per altre Agenzie e dove sviluppavo la maggior parte dei servizi io risultavo regolare come persona, ma comunque riscontrando in cio' una forma di licenziamento ingiusta e per solo telefonicamente mi rivolgo ad un avvocato del posto e con il quale apriamo una vertenza contro l' Azienda che mi assunse e mi licenzio' previo telefonata, si arriva ad una conciliazione presso la sede direzione Provinciale del Lavoro di Savona " che condanna l'Azienda al pagamento di 10.000 ma suddivise in due rate il cinquanta percento all'atto dell'accordo e il rimanente cinquanta percento, si dichiara ENTRO E NON OLTRE IL 15/03/2006. L'avvocato che mi assiste avendone comunque io necessita' di questi soldi, mi dice che comunque se presento presso la mia banca il documento che l'Azienda ha sottoscritto esso vale come denaro e che la banca puo' provvedere all'anticipo, essendo il documento un documento ufficiale del MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI. Mi sono rivolto ieri alla banca dove ho il conto e per loro diventa una comune richiesta per un prestito ma non per un anticipo (o sconto) su questa operazione nonostante la presentazione sia del documento che hanno comunque preso atto e fotocopiato sia i miei documenti (sono cinque anni che lavoro con loro) sia mi chiedono due cud precedenti 2003/2004. Il Direttore ha rilevato una forma di perplessita' sulla gestione del saldo che mi dovra' essere corrisposta in quanto sul documento vi e' scritto che il saldo verra' erogato all'avvocato che mi ha assistito e non direttamente presso la banca. Credo che vi sia una netta distinzione tra prestito e sconto su denaro che mi viene e a questo punto sospetto se... mi verra' erogato, precisando anche che la banca in questione e' la medesima che utilizza l'Azienda per la quale lavoravo. Chiedo pertanto e cortesemente a voi se la procedura adottata sia dall'avvocato sia dalla Banca in questione sia esatta o se vi esiste un'altra forma al fine di ottenere quanto dovutomi in forma di sconto su tale documento. Distinti saluti.
Colombo, da Albenga

Risposta ADUC
Non esiste una procedura corretta o una scorretta, ma solo accordi fra le parti. Nel suo caso tra lei e la banca, partendo dal presupposto che lei non puo' vantare un diritto per questa anticipazione, che e' solo una concessione della banca.
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