Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 dicembre 2000
In data 29.11.2000 ricevo una raccomandata dalla societa’ Autostrade che mi intima il pagamento di £. 15.4400, entro 15 giorni, per aver utilizzato il 4.6.2000 a Roma Ovest "impropriamente una porta dotata di apparecchiature per la riscossione automatica del pedaggio".
Faccio presente che quel giorno il personale addetto al pagamento del pedaggio era in sciopero e quindi le barriere erano, ovviamente, alzate per consentire il passaggio degli autoveicoli.
Non capisco, pertanto, ne’ l'uso improprio della porta che mi viene addebitato (ci passo quasi tutte le domeniche, anche con la carta viacard) ne’ l'addebito superiore di ben 12.400 a quanto non corrisposto, non certo per mia colpa e/o negligenza.
Ho provato per dieci giorni a chiamare il numero telefonico indicato per le informazioni (0554210452), sempre occupato.
Cosa devo fare per sottrarmi a questo ennesimo sopruso?
Faccio presente che quel giorno il personale addetto al pagamento del pedaggio era in sciopero e quindi le barriere erano, ovviamente, alzate per consentire il passaggio degli autoveicoli.
Non capisco, pertanto, ne’ l'uso improprio della porta che mi viene addebitato (ci passo quasi tutte le domeniche, anche con la carta viacard) ne’ l'addebito superiore di ben 12.400 a quanto non corrisposto, non certo per mia colpa e/o negligenza.
Ho provato per dieci giorni a chiamare il numero telefonico indicato per le informazioni (0554210452), sempre occupato.
Cosa devo fare per sottrarmi a questo ennesimo sopruso?
Risposta ADUC
Probabilmente, lei e' passato dall'unica porta che non era in sciopero: con la conseguenza di avere -di fatto- omesso il pagamento dovuto (e potuto).
Consigliamo di tentare una contestazione, inviando una raccomandata A/R nella quale specifica che non ha pagato per la concomitanza dello sciopero, evidenziando come non le si possa chiedere di versare cifre che nessuno era disposto -alla data citata- ad accettare.
Li diffidi dal reiterare la richiesta: a seconda della risposta che ricevera', decidera' se rivolgersi o meno al giudice di pace.
Consigliamo di tentare una contestazione, inviando una raccomandata A/R nella quale specifica che non ha pagato per la concomitanza dello sciopero, evidenziando come non le si possa chiedere di versare cifre che nessuno era disposto -alla data citata- ad accettare.
Li diffidi dal reiterare la richiesta: a seconda della risposta che ricevera', decidera' se rivolgersi o meno al giudice di pace.
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