Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 dicembre 2000
Cara Aduc, ti scrivo per illustrarti la mia vicenda e per avere dei consigli sul "cosa fare".
In breve (successivamente potrei apporofondire) la mia banca (piu’ precisamente la Filiale 31 di Roma) con la quale avevo un conto corrente (San Paolo - IMI) il 24/10/2000, di sua spontanea iniziativa, ha deciso di inviarmi una raccomandata per la chiusura del c/c che recitava: "il recesso dal contratto di c/c" agli effetti dell’art. 6 delle norme contrattuali da Voi sottoscritte". Inoltre mi invita alla "restituzione di moduli di assegno bancario eventualmente ancora in Vostro possesso, resta inteso che trascorsi 15 giorni dalla data di notifica della presente il conto dovra’ intendersi estinto e ogni assegno tratto sul medesimo non sara’ pagato anche in presenza di fondi".
Ma cosa accade? accade che:
- Il 27/10/00 nel tardo pomeriggio provo a fare il bancomat presso altro Istituto di credito e mi appare il messaggio: IMPOSSIBILE COLLEGARSI CON LA SUA BANCA.
· Decido di andare direttamente al bancomat della filiale 31 ma mi appare il messaggio: CARTA NON ABILITATA
· Mi reco in farmacia per acquistare dei medicinali per mia moglie che e’ in gravidanza a rischio (uno dei quali e’ il miolene) pensando di utilizzare il bancomat come carta di credito ma ho un’altra sorpresa: TRANSAZIONE NON ESEGUITA. Capite la gravita’ del fatto? Non ho potuto pagare le medicine! >>.
In pratica, mi HANNO CHIUSO IL C/C NON DOPO I 15 GIORNI PREVISTI, MA DOPO APPENA 3 (SI, TRE) GIORNI!!!!!!!
Resta inteso che il mancanza di un vostro riscontro scritto di assenso entro e non oltre il 14 novembre 2000 provvedero’ a comunicare al mio legale di procedere e parallelamente informero’ i media di tutta la situazione.
Ovviamente non ho avuto alcuna risposta al fax inviato ed ora sto pensando a come procedere.
E' forse il caso che rispedisca la lettera con raccomandata con ricevuta di ritorno?
In breve (successivamente potrei apporofondire) la mia banca (piu’ precisamente la Filiale 31 di Roma) con la quale avevo un conto corrente (San Paolo - IMI) il 24/10/2000, di sua spontanea iniziativa, ha deciso di inviarmi una raccomandata per la chiusura del c/c che recitava: "il recesso dal contratto di c/c" agli effetti dell’art. 6 delle norme contrattuali da Voi sottoscritte". Inoltre mi invita alla "restituzione di moduli di assegno bancario eventualmente ancora in Vostro possesso, resta inteso che trascorsi 15 giorni dalla data di notifica della presente il conto dovra’ intendersi estinto e ogni assegno tratto sul medesimo non sara’ pagato anche in presenza di fondi".
Ma cosa accade? accade che:
- Il 27/10/00 nel tardo pomeriggio provo a fare il bancomat presso altro Istituto di credito e mi appare il messaggio: IMPOSSIBILE COLLEGARSI CON LA SUA BANCA.
· Decido di andare direttamente al bancomat della filiale 31 ma mi appare il messaggio: CARTA NON ABILITATA
· Mi reco in farmacia per acquistare dei medicinali per mia moglie che e’ in gravidanza a rischio (uno dei quali e’ il miolene) pensando di utilizzare il bancomat come carta di credito ma ho un’altra sorpresa: TRANSAZIONE NON ESEGUITA. Capite la gravita’ del fatto? Non ho potuto pagare le medicine! >>.
In pratica, mi HANNO CHIUSO IL C/C NON DOPO I 15 GIORNI PREVISTI, MA DOPO APPENA 3 (SI, TRE) GIORNI!!!!!!!
Resta inteso che il mancanza di un vostro riscontro scritto di assenso entro e non oltre il 14 novembre 2000 provvedero’ a comunicare al mio legale di procedere e parallelamente informero’ i media di tutta la situazione.
Ovviamente non ho avuto alcuna risposta al fax inviato ed ora sto pensando a come procedere.
E' forse il caso che rispedisca la lettera con raccomandata con ricevuta di ritorno?
Risposta ADUC
Riportando le sue pretese in un ambito piu' equo, potra' avanzare contestazioni e richieste.
Invii una raccomandata A/R di contestazione di quanto avvenuto, evidenziando il loro comportamento palesemente inadempiente, in dispregio di quanto da loro stessi indicato, dettando un termine entro cui rimborsarla del danno (di importo decisamente inferiore a quello da lei ipotizzato), specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni (rivolgendosi al giudice di pace e tentando un accordo).
Invii una raccomandata A/R di contestazione di quanto avvenuto, evidenziando il loro comportamento palesemente inadempiente, in dispregio di quanto da loro stessi indicato, dettando un termine entro cui rimborsarla del danno (di importo decisamente inferiore a quello da lei ipotizzato), specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni (rivolgendosi al giudice di pace e tentando un accordo).
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