Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 dicembre 2005
Domanda 31 dicembre 2005
Gentile associazione vorrei porre un quesito: mio padre compro' nel 1985 una vecchia casa di montagna, il cui ingresso a piano terra era in comune con la casa della cugina posto al primo piano: di fatto la cugina per entrare doveva passare per l'appartamento di mio padre (un corridoio conduceva alla sua scala). Lo scorso settembre e' mancato mio padre e successivamente dando una scorsa al rogito dell'epoca abbiamo rilevato la nota che, in caso di cessione dell'appartamento, la cugina avrebbe dovuto contattare mio padre che quindi vantava diritto di prelazione. Abbiamo invece scoperto che da 2 anni la cugina ha gia' venduto a terzi l'appartamento al piano primo ignorando la detta prelazione iscritta a rogito. Inoltre subito dopo la morte di mio padre sono stato contattato dai nuovi proprietari che chiedevano se fossi interessato a vendere l' appartamento appartenuto a mio padre. Avrei le seguenti domande:
1. chi e' responsabile di non aver agito correttamente: solo la venditrice o anche l'acquirente che avrebbe dovuto far verificare che non esistessero vincoli?
2. e' vero che potremmo ottenere di rivalerci ottenendo ancora di poter acquistare l'appartamento a piano primo al prezzo di vendita definito all'epoca?
3. se e' vero esiste un termine temporale entro il quale e' possibile esercitare tale diritto?
4 in caso invece volessimo procedere alla vendita e' in qualche altra forma possibile rivalersi per ottenere un risarcimento? Qualsiasi consiglio e' ben accetto. Vi ringrazio per la preziosa consulenza e vi auguro un buon anno 2006.
Maurizio, da Milano

Risposta ADUC
1 - presupponiamo la parte venditrice, che avra' rialsciato una qualche dichiarazione che nulla impediva il rogito oltre quanto aveva portato a conoscenza della parte acquirente.
2 - in teoria si'. In pratica e' una questione articolata che va affrontata dopo uno studio attento della pratica da parte di un legale.
3 - cinque anni.
4 - si tratterebbe di accordi fra le parti, in cui lei lascia liberatoria da eventuali "rogne" in cambio di un certo corrispettivo.
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