Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 dicembre 2000
Spett.
Mi rivolgo a Voi per una questione di carattere odontotecnico. Vengo subito all'esposizione del caso:
Sono un ragazzo di 28 anni e da circa sei anni affido la cura dei miei denti ad un professionista amico di famiglia. Ho notato che da quando mi rivolgo a lui, la frequenza con cui si formano le mie carie e’ aumentata sensibilmente. Ho riscontrato in particolare, che alla prima visita di controllo mi tocca con insistenza un dente con una sonda e, sistematicamente, trascorso un intervallo di tempo variabile dai tre mesi ad un anno, mi ritrovo a dover curare quello stesso dente per il sopraggiungere di carie mastodontiche.
Oggi sono andato all'ennesimo appuntamento, mi ha dato appena il tempo di sedermi e mi ha infilato in bocca una sonda riscaldata (me ne sono accorto dal contatto con la parte interna della bocca) con la quale ha infilato un dente diverso da quello che gli avevo indicato, dicendo che di li’ a poco quella piombatura si sarebbe spaccata. Poco dopo, mi sono reso conto che l'arnese riscaldato e’ servito al dentista per riempire la presunta micro-frattura con del materiale solido fondente costituito di microsfere trasparenti (lo stessa procedura cui mi aveva sottoposto le sedute precedenti). Cosa devo pensare di quelle microsfere che peraltro ancora conservo? Lui e’ solito spiegarmi tutto quello che fa durante la sua operazione, perche’ in quel caso sorvola? Tutto questo potra’ sembrare sciocco ma solo se Le e’ capitato di affidare la Sua cura personale ad amici di famiglia, potra’ capire quanto sia imbarazzante e soprattutto dissonante dubitare della sua professionalita’. Di un fatto sarei quasi sicuro: viste come sono andate le cose in passato, probabilmente fra tre mesi dovro’ tornare da lui per farmi curare l'ennesima carie. Una volta ho provato a dirgli di curare subito quella che lui riteneva essere un principio di carie. Mi ha congedato dicendomi che potevo aspettare ancora. Non e’ un po' come se un oncologo dicesse al suo paziente di tenere ancora un po' un tumore maligno?.... E poi parlano di prevenzione!!
Anche se tutto questo potrebbe sembrarle un delirio, posso assicurale che questa lettera e’ dettata dal puro desiderio di conoscere la verita’, nella speranza di dovermi ricredere su tutto quanto sto pensando del mio caro dentista.
Mi rivolgo a Voi per una questione di carattere odontotecnico. Vengo subito all'esposizione del caso:
Sono un ragazzo di 28 anni e da circa sei anni affido la cura dei miei denti ad un professionista amico di famiglia. Ho notato che da quando mi rivolgo a lui, la frequenza con cui si formano le mie carie e’ aumentata sensibilmente. Ho riscontrato in particolare, che alla prima visita di controllo mi tocca con insistenza un dente con una sonda e, sistematicamente, trascorso un intervallo di tempo variabile dai tre mesi ad un anno, mi ritrovo a dover curare quello stesso dente per il sopraggiungere di carie mastodontiche.
Oggi sono andato all'ennesimo appuntamento, mi ha dato appena il tempo di sedermi e mi ha infilato in bocca una sonda riscaldata (me ne sono accorto dal contatto con la parte interna della bocca) con la quale ha infilato un dente diverso da quello che gli avevo indicato, dicendo che di li’ a poco quella piombatura si sarebbe spaccata. Poco dopo, mi sono reso conto che l'arnese riscaldato e’ servito al dentista per riempire la presunta micro-frattura con del materiale solido fondente costituito di microsfere trasparenti (lo stessa procedura cui mi aveva sottoposto le sedute precedenti). Cosa devo pensare di quelle microsfere che peraltro ancora conservo? Lui e’ solito spiegarmi tutto quello che fa durante la sua operazione, perche’ in quel caso sorvola? Tutto questo potra’ sembrare sciocco ma solo se Le e’ capitato di affidare la Sua cura personale ad amici di famiglia, potra’ capire quanto sia imbarazzante e soprattutto dissonante dubitare della sua professionalita’. Di un fatto sarei quasi sicuro: viste come sono andate le cose in passato, probabilmente fra tre mesi dovro’ tornare da lui per farmi curare l'ennesima carie. Una volta ho provato a dirgli di curare subito quella che lui riteneva essere un principio di carie. Mi ha congedato dicendomi che potevo aspettare ancora. Non e’ un po' come se un oncologo dicesse al suo paziente di tenere ancora un po' un tumore maligno?.... E poi parlano di prevenzione!!
Anche se tutto questo potrebbe sembrarle un delirio, posso assicurale che questa lettera e’ dettata dal puro desiderio di conoscere la verita’, nella speranza di dovermi ricredere su tutto quanto sto pensando del mio caro dentista.
Risposta ADUC
I suoi sospetti potrebbero, in effetti, essere fondati. Tuttavia, occorrerebbe l'analisi di un esperto per sapere se si tratta di coincidenza, di eccessiva tendenza a cariare dei suoi denti o di effettivo intervento -voluto o meno- da parte del suo dentista.
Se ha dei sospetti e non si fida di questa persona, puo' darsi che sbagli, ma puo' anche darsi che le sue sensazioni siano giuste: nel qual caso, farebbe meglio a smettere di rivolgersi a tale professionista.
Nel caso possano esserle d'aiuto, le consigliamo di rivolgersi all'associazione diritti del malato, telefono 0554277727, lun/mer/ven 10.30/11.30.
Se ha dei sospetti e non si fida di questa persona, puo' darsi che sbagli, ma puo' anche darsi che le sue sensazioni siano giuste: nel qual caso, farebbe meglio a smettere di rivolgersi a tale professionista.
Nel caso possano esserle d'aiuto, le consigliamo di rivolgersi all'associazione diritti del malato, telefono 0554277727, lun/mer/ven 10.30/11.30.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti