Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
23 dicembre 2005
Cara Aduc, Mi rivolgo a Voi per sottoporVi l'ennesimo problema di "stagione", legato al malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento condominiale centralizzato. Io abito, con i miei genitori, all'ultimo piano di un condominio costituito da 2 palazzi (per un totale di 6 appartamenti siti all'ultimo piano, e quindi nelle nostre stesse condizioni di deficit "calorico" ambientale), dove ormai da svariati anni la situazione e' tale che, con l'arrivo della stagione fredda, le basse temperature ambientali che si riscontrano nei locali dell'appartamento ci espongono costantemente a tutti gli effetti collaterali del caso (ripetuti raffreddori e senso di costante disagio). Stufi del ripetersi di questa situazione, ho scritto una lettera di protesta all'Amministratore condominiale, che gli ho recapitato personalmente, in cui, oltre alle varie lagnanze del caso, ho accennato concretamente alla possibilita' di procedere ad una riduzione delle spese dovute per il riscaldamento in misura direttamente proporzionale al disservizio subito. Questo fatto ha provocato, almeno, una timida e parziale reazione da parte dell'Amministratore il quale ha sottolineato come, non essendo in possesso di un attestato che dimostri l'effettivo deficit di temperatura rispetto a quello che dovrebbe essere garantito, non sia possibile affrontare il problema in sede di assemblea condominiale. Allo scopo mi ha fornito il numero di telefono di un fantomatico Ufficio Riscaldamento del Comune di Genova che, a suo dire, dovrebbe fornire la precedente attestazione inviando un incaricato di una societa' esterna (Multiservice) a rilevare la temperatura, effettuando un versamento di 60 euro. Tuttavia, a parte il fatto che l'Amministratore ha fatto chiaramente capire, senza indicare alcuna soluzione pratica, come tale documento serva solo ad impostare il problema, da colloquio telefonico con la referente del Comune dell'Ufficio Riscaldamento ho appreso che il precedente attestato e' un "semplice foglio di carta" che potrei ottenere da una qualsiasi ditta che effettua misurazioni, senza alcun valore legale. A questo punto la signora, peraltro molto gentile, ha rincarato la dose sottolineando come lo stesso tipo di documento potrebbe essere ottenuto da una misura diretta effettuata dall'Amministratore con consigliere al seguito e stesura di relativo verbale. In questo pantano, da cui risulta fin troppo chiara la volonta' dell'Amministratore di "scaricare il problema", frapponendo ulteriori indugi, noi ci troviamo nell'impossibilita' di avere una qualche "leva" su cui agire per ottenere un comfort termico accettabile. Cosa posso fare? Grazie anticipatamente e tanti cari Auguri di Buone Feste.
Fulvio, da Genova
Fulvio, da Genova
Risposta ADUC
Prima di tutto si informi in Comune quali sono le temperature minime che devono essere rispettate nei riscaldamenti domestici in questa stagione e, inoltre, visti i particolari freddi di questo periodo, se ci sono state delle deroghe. Verifichi poi eventuali regolamenti condominiali in materia. Con questi elementi invii all'amministratore una raccomandata A/R di messa in mora (clicca qui), in cui, facendosi forza di questi riferimenti faccia presente che la temperatura rilevata il giorno x all'ora y (prenda un periodo standard di riferimento e, al momento, lasci stare le perizie che', forse, saranno necessarie in un momento successivo) e' invece di tot gradi. Per questo motivo chieda un potenziamento della forza calore, anche in considerazione del fatto che gli elementi dei caloriferi presenti nel suo appartamento sono ufficialmente sufficienti, se giustamente foraggiati, a garantire il rispetto degli standard minimi (questo lo verifichi, magari con un suo tecnico che, successivamente, potrebbe fare la perizia di cui si e' parlato prima). Chieda che sia riportato il tutto nei termini condominiali e normativi entro 7 giorni, altrimenti si rifara' in giudizio con beneplacito di spese e danni. Attenda la reazione di questo amministratore e decida di conseguenza come agire.
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