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Lettera del consumatore

22 dicembre 2005
Domanda 22 dicembre 2005
Il giorno 28 aprile 2005 ho ricevuto, da parte della ATC S.p.A., l'azienda dei trasporti pubblici di Bologna, un'ingiunzione di pagamento, con la quale mi si spiegava che il giorno 24 febbraio 2004 alle ore 01.10 mi era stato "regolarmente notificato" un verbale, per avere circolato su un loro mezzo, sprovvisto di regolare titolo di viaggio: mi si ingiungeva pertanto di pagare un totale di Euro 148,00. Il problema, molto semplicemente, e' che io non vivo a Bologna, addirittura non ci sono mai stato; di conseguenza e' stato subito evidente che qualcuno avesse fornito le mie generalita' al controllore, pur non potendole confermare con l'esibizione di un documento di identita'. La mia prima reazione e' stata telefonare all'ATC per chiedere spiegazioni: non ho ottenuto risposte significative, ma il consiglio di pagare la sanzione e poi presentare ricorso. Non avendo nessuna intenzione di pagare una multa cosi' palesemente irregolare, mi sono rivolto all' Associazione Nazionale per la Difesa dei Diritti dei Contribuenti, la quale ha mandato una lettera all'azienda, affermando la mia totale estraneita' all'infrazione, e lamentando la leggerezza dell'operato del controllore, che non si era accertato attraverso appropriata documentazione dell'identita' del viaggiatore. Nonostante questa lettera, l'azienda ha risposto che si richiedevano da parte mie prove inequivocabili della mia estraneita' ai fatti, e in assenza di tali prove si richiedeva di provvedere al pagamento della sanzione. In teoria ritengo che al limite dovrebbe essere l'ATC a fornire prove inequivocabili della mia presenza, piuttosto che il contrario, tuttavia ho provveduto, sempre tramite l'Assocontribuenti, ad inviare una nuova lettera nella quale ribadivo la mia estraneita' ai fatti, allegando una dichiarazione dei miei genitori, che affermavano, sotto la loro piena responsabilita' civile e penale, che per tutti i giorni del 2004 ho sempre dormito presso il mio domicilio. La risposta dell'ATC e' stata che la dichiarazione resa dai miei genitori non poteva essere accolta, in quanto non costituiva una prova della mia estraneita' ai fatti contestatimi. Non ho la possibilita' di fornire nessuna prova oggettiva, a parte tali dichiarazioni, in quanto in quel periodo del 2004 non frequentavo lezioni all'universita', ne' lavoravo, ma ero semplicemente a casa a preparare la mia tesi di laurea. La scelta che mi si presenta e' quindi tra due alternative: pagare una multa ingiusta, e subire l'abuso di cui sono vittima da parte dell'ATC, oppure affrontare una causa legale, che mi vedrebbe sicuramente vittorioso, vista l'inconsistenza dell'accusa che mi viene mossa, ma che comporterebbe comunque spese e seccature che preferirei evitare.
Andrea, da Cagliari

Risposta ADUC
Ci scusi la schiettezza, ma l'associazione a cui si e' rivolto (a cui immaginiamo abbia anche pagato qualcosa, quanto minimo una tessera) l'ha mollata? Detto questo, crediamo che l'Atc di Bologna, viste le prove che lei ha fornito, non abbia tutti i torti. Lei puo' continuare a dire che non e' vero quanto asseriscono e anche che, casomai, dovrebbero essere loro a dimostrare la sua presenza su quel mezzo quel giorno a quell'ora a Bologna, ma sta di fatto che loro questa dimostrazione (per presunta sbagliata che possa essere) ce l'hanno e stanno chiedendo a lei di dimostrare il contrario, anche in virtu' del fatto che la testimonianza dei suoi genitori, essendo parenti di primo grado, abitualmente non viene considerata valida in qualunque forma di giudizio. Questo per dirle che se lei non ha altre testimonianze in merito, si difende male, e se dovesse andare in giudizio la vediamo male per lei. Quindi si procuri queste altre testimonianze ed intimi la soluzione della vicenda con invio da parte loro di liberatoria entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata A/R di messa in mora che le consigliamo di inviare con queste informazioni (clicca qui).
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