Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
21 dicembre 2005
La richiesta e' per sapere come comportarmi relativamente alla richiesta fortemente aumentata della parcella di un avvocato penalista. Descrivo la mia situazione. Sono ingegnere; 4 anni fa c'e' stato un incidente con la morte di due persone su un lavoro che seguivo. Ho ricevuto una denuncia per omicidio colposo plurimo. Dopo 4 anni, con l'udienza preliminare (ci sono voluti ben 4 anni), sono stato assolto con formula piena (il fatto non sussiste). All'inizio avevo chiesto all'avvocato un importo orientativo. La risposta fu che per un processo cosi' complesso (la mia posizione a parere mio era piu' semplice; sono stato assolto nel corso dell'udienza preliminare), della presumibile durata di 5-6 anni, mi sarebbe costato 50-60-70 milioni. Era appena passata l'epoca della lira e si ragionava ancora in milioni. Cifra rilevante, ma vista la situazione e non conoscendo il dettaglio del lavoro di avvocato, non ho fatto ulteriori obiezioni. Mi disse inoltre che preferiva far pagare ai clienti la cifra con una certa continuita' per non avere costi eccessivi alla fine. Io (tramite la mia ditta) ho pagato 3 fatture indicate come fondo cassa, per un totale di 16.000 euro (all'inizio, poi due anni fa' ed ultimamente). Ci sono state alcune udienze che ritengo molto formali e poco sostanziali. Ci sono stati una memoria scritta difensiva e due interventi oratori (discussione della perizia del ctu - replica al pm nell'udienza preliminare). In 2 o 3 casi si e' ritornati a Vicenza non per nuove fasi ma perche' c'erano state convocazioni a vuoto o per assenza dei Ctu o perche' altre parti cercavano di patteggiare e non si procedeva. Io sono di Reggio Emilia, il processo a Vicenza. L'avvocato e' andato 8 volte a Vicenza, in alcuni casi, a dir suo, anche per occuparsi di altre questioni a Padova inerenti altri casi. Il 14 dicembre ha poi mandato un sostituto per presenziare alla pura lettura della sentenza. Adesso mi si dice le fatture pagate erano solo a copertura delle spese vive. Mi vengono richiesti altri 50.000 euro per l'onorario, dicendo che sono stato ben difeso, e che ho avuto altri pareri e consulenze relativamente ad altri aspetti (tipo vendere l'abitazione di mia proprieta' a titolo cautelativo - cosa che per fortuna non ho fatto, altrimenti avrei avuto un ulteriore perdita di valore con questa transazione). Mi viene anche proposto di pagare in nero, per farmi risparmiare l'iva, riducendo il tutto a 35.000 euro. In realta' spesso ho tremato sentendo la leggerezza con cui approfondiva il caso, trascurando aspetti che gli suggerivo e che potevano mettere in ulteriore evidenza la mia diligenza, nonostante l'incidente avvenuto. Per fortuna una signora giudice ha letto con attenzione la relazione del perito (Ctu), ne ha colto bene e quasi completamente gli spunti, e mi ha assolto dall'accusa di omicidio colposo. Poi sono scivolato dalla padella al braciere del mio avvocato. Ne vorrebbe 10.000, sic et simpliciter, prima di natale. Mi era venuto in mente di chiedere lumi all'ordine professionale degli avvocati, ma ho forti dubbi. All'avvocato ho detto che a causa della crisi di lavoro assolutamente non ho la cifra che mi chiede (ed e' vero), cercando di prendere tempo. Che fare? Grazie.
Luigi, da Reggio Emilia
Luigi, da Reggio Emilia
Risposta ADUC
Dovrebbe verificare, rispetto alla fattura che le e' stato fatta, se la tariffe applicate hanno una qualche ragion d'essere rispetto al tariffario minimo imposto dall'ordine professionale (lo trova qui clicca qui). Inoltre potrebbe chiedere, con la dovuta documentazione di conforto, un giudizio di congruita' all'ordine provinciale e, nel caso, valersene fino ad -estremo caso- una procedura di messa in mora: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti