Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

20 dicembre 2005
Domanda 20 dicembre 2005
Ufficialmente sia la societa' che eroga i buoni pasto, infatti, sia la mia azienda, sosterranno (ci scommetto) che assolutamente il costo della commissione non va scaricato all'utente finale. Una strada e' sicuramente quella di invitare la DAY, attraverso la mia azienda, ad un maggior controllo sui propri esercizi convenzionati. Nella realta', invece, mi chiedevo invece cosa fare se un esercizio fosse 'non allineato'; si tratta purtroppo di una malpractice strisciante, molto diffusa qui al sud, e soprattutto non dichiarata; proprio ieri sono stato in un supermercato e nessun cartello parlava di questa commissione. Dopo aver pagato, ho chiesto alla cassiera: 'avreste accettato buoni pasto? ' e lei 'si', certamente'... A quel punto ho chiesto della commissione, e lei, a bassa voce 'e' prevista una detrazione del 5%'.

Risposta ADUC
Non e' solo questione di ragione o torto, azienda e sindacati dovrebbero agire. Come detto, lei percepisce una parte della remunerazione come buono pasto ed ha diritto a spenderlo tutto in cibo. Se sulla busta paga ci fosse un prelievo forzato del 5%, i sindacati si muoverebbero. Il caso, anche se piu' complesso giuridicamente e lei potrebbe sempre scegliere di andare solo nei locali che non decurtano il valore del buono, e' analogo. Se gli accordi aziendali prevedono 200 euro di buoni pasto, questi devono essere effettivi, non 190.
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