Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 dicembre 2000
Domanda 12 dicembre 2000
Noi siamo contrari al canone, ma non pagarlo -sino a che la legge e' vigente- non e' lecito. Lei puo' attendere i controlli e rifiutarsi di far entrare la Finanza se non munita di apposito mandato: e' probabile che si presenteranno senza (ottenerlo non e' semplice), ma se dovessero riuscire a procurarselo -non alla prima visita, probabilmente- dovra' farli entrare. La invitiamo a firmare la petizione per l'abolizione del canone: dalla nostra Home Page. link 13-Dic-00 Vi scrivo per segnalarVi un caso nel quale viene palesemente violato il diritto del consumatore. Nel luglio del 1999 stipulai un contratto di assicurazione per la mia Vespa presso la Tirrena Assicurazioni S.p.A., essendo prima assicurato presso altra societa' assicuratrice, portai all'agenzia (a Trieste) l'attestato di rischio, dal quale risultava che nei tre anni precedenti non ebbi nessun sinistro e su questo attestato calcolarono il premio assicurativo. Avendo l'anno seguente regolarmente disdetto il contratto con detta assicurazione, richiesi, come mio diritto, l'attestato di rischio dal quale dovevano risultare, non avendo avuto nemmeno per questo anno sinistri, quattro anni senza alcun incidente. Al momento di ritirare l'attestato di rischio notai che risultava solamente l'ultimo anno e non i tre precedenti, quando chiesi spiegazioni mi fu risposto che "non potevano prendersi la responsabilita' per gli anni in cui non ero stato assicurato presso di loro". Quando feci notare che mi serviva per stipulare contratto con altra assicurazione e che l'attestato di rischio e' un documento che attesta la vita assicurativa dell'assicurato e non della societa' assicuratrice mi risposero che questa e' "una mia libera interpretazione" e che per ulteriori richieste avrei dovuto chiamare la sede della Tirrenia a Roma. Dopo aver chiamato Roma, nei giorni seguenti l'agenzia mi rilascio' un nuovo attestato di rischio, dal quale pero' risultavano solo tre e non quattro anni senza sinistri. Fatto notare l'errore mi dissero che cosi' gli era stato ordinato da Roma. Insistetti, basandomi sul fatto che avendo loro a disposizione l'attestato di rischio precedende all'annualita assicurata da loro, e da questo risultavano tre anni, tre piu' uno fa quattro e quindi era questa la cifra di annualita' senza sinistri che doveva risultare dall'attestato. Mi risposero di ritelefonare a Roma. Avendo tentato piu' volte ma stavolta senza successo (cadeva la linea o mi passavano l'ufficio sbagliato) decisi di mandare una raccomandata con avviso di ricevimento, questo intorno al 10 di settembre, a tuttoggi non ho ricevuto alcuna risposta. Avendo urgenza di utilizzare il mio mezzo che oramai era fermo da 10-15 giorni nel garage di casa, decisi di stipulare un contratto di assicurazione presso altra societa' che chiaramente, basandosi sull'attestato di rischio, calcolo' un premio da pagare maggiore di quello a cui avrei avuto diritto. Oltre al premio maggiorato ora, stando cosi' le cose, per ogni anno a seguire paghero' sempre una classe maggiore perche' la perdita di una classe di bonus-malus si ripercuotera' negli anni a venire. Sarei curioso di sapere che ne pensate a proposito e se potete darmi qualche suggerimento utile sul da farsi. Vi ringrazio sin d'ora per la cortese collaborazione che vorrete accordarmi e Vi mando i miei migliori saluti.

Risposta ADUC
Dubitiamo che il premio calcolatole possa essere stato piu' elevato del dovuto: infatti, nell'attestato non vengono solo riportati gli anni precedenti, ma anche la classe, la quale permette di identificare la tipologia del cliente: pertanto, ci sembra un po' una scusa da parte della nuova assicurazione. Giustificabile invece e' la remora da parte della sua assicurazione precedente di emettere un attestato di rischio riportando dati che non le competevano: sarebbe stato consigliabile, da parte loro, fornire solo il loro anno di competenza certificando, in copia, la posizione ereditata dalla prima assicurazione. 1
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