Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 dicembre 2005
Domanda 9 dicembre 2005
Buongiorno, sono Alessandra, ho 25 anni e il 14 giugno ho perso il mio bambino. Ero incinta di 18 settimane e 2 giorni, quando quella sera sono cominciate le doglie, arrivata in ospedale dopo circa mezzora sono cominciate le perdite e non c'e' stato piu' niente da fare, anche perche' ho avuto un aborto interno, il bambino era gia' morto. Io volevo chiedere se potevo denunciare la mia ginecologa perche' mi e' stato detto che le cause potevano essere solo 2:
1-malformazione genetica.
2-batterio.
Il fatto e' che io avevo lo Streptococco, e secondo la ginecologa non era da curare anche se io le ho detto di averlo avuto nella gravidanza precedente e che era stato curato, e lei ha risposto che non era pericoloso per il bambino. In secondo luogo il giorno successivo mi e' arrivato l'esito del tri test con una percentuale di rischio pari a: 1: 21000 quindi secondo la ginecologa dell'ospedale il fattore genetico e' da escludere. Ho richiesto l'esito dell'autopsia per poter avere delle risposte, ma vorrei che chi ha preso con leggerezza la mia situazione venga punito e non possa farlo ad altre donne. Anche preche' per salvare il mio bambino pastavano degli ovuli o una crema e io non sopporto l'idea di non poter abbracciare mio figlio per una cosa cosi' stupida sopratutto perche' si sapeva che c'era. Spero voi possiate aiutarmi, spiegandomi cosa devo fare. Lo so che questo non mi ridara' il mio bambino ma voglio fare il possibile perche' non possa piu' succedere. Cordiali saluti.
Alessandras, da Calvagese

Risposta ADUC
Ci spiace molto per l'accaduto. Per questo tipo di situazioni, oltre alla documentazione che ha in suo possesso, le occorre una perizia che confermi le sue tesi. Inoltre, le consigliamo di contattare un legale esperto perche' la consigli sulla migliore procedura da intraprendere. Accusare un medico di grave negligenza la espone a una contro querela, quindi e' meglio essere prudenti. Il nostro consiglio non punta a scoraggiarla, ma e' meglio sapere in anticipo le possibili conseguenze di una sua azione.
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