Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 dicembre 2005
Buonasera, invio per la seconda volta il mio quesito in quanto ho sbagliato indicare la mia mail nella spedizione precedente. Vi chiedo cortesemente di rispondere a [email protected] Grazie.
Gianni, da Lecce
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Buonasera, scrivo per chiedere consiglio. Ho perso una causa civile. Il processo si e' svolto a Firenze quando ancora abitavo li'. Nel marzo del 2004 il giudice mi ha dato torto condannandomi alle spese (circa 6000 euro). Nell'estate del 2004, avendo stabilito con mia moglie una separazione di fatto ho trasferito la mia residenza e la mia attivita' in Puglia dove tuttora risiedo. Avendo conservato con mia moglie buoni rapporti (abbiamo una bambina) e avendo ancora clienti in Toscana (sono un lavoratore autonomo) capita spesso che io sia ospite di mia moglie in quella che da nostra e' diventata casa solo sua (in affitto). L'altro ieri e' stata notificato a mia moglie via posta il precetto della parte avversa in quel processo di cui sopra. E' stato quindi notificato alla mia vecchia residenza. Mia moglie si e' preoccupata in quanto ha paura di ricevere in casa la visita dell'ufficiale giudiziario per il pignoramento (anche perche' io attualmente non ho ne' denaro, ne' proprieta'. Quel poco che guadagno mi e' bastevole per tirare avanti). Fornendovi questi dati:
1) sono residente in Puglia dall'agosto del 2004, vivo in casa di mia nonna che risulta lei sola sul mio stato di famiglia.
2) mia moglie risiede nella nostra vecchia abitazione e sul suo stato di famiglia compare solo la bambina. Alcune utenze (telefono e gas) sono ancora intestate a me e il contratto d'affitto e' rimasto intestato a entrambi. Anche il conto corrente bancario e' ancora contestato (e gran parte del suo contenuto e' costituito dagli stipendi di mia moglie, insegnante statale. Io cerco di lasciarci sopra quanto posso per contribuire al mantenimento della bambina).
3) Cio' che c'e' in casa e' di proprieta' di mia moglie (siamo da sempre in separazione dei beni) che pero' non ha per ogni singola mobilia la fattura o la ricevuta che ne attestano la sua proprieta'.
4) I vicini sono all'oscuro del fatto che io non abito piu' con mia moglie; un po' perche' appena posso vado a trovare la bambina (quindi mi vedono spesso), un po' perche' per nostra privacy non li abbiamo informati. Scusate la prolissita' vengo alle domande: Come puo' mia moglie evitare un pignoramento che non le spetta?
Se suona l'ufficiale giudiziario puo' limitarsi a dirgli via citofono che io non abito piu' li'? O deve farlo entrare per forza? Se si rifiuta di farlo entrare l'ufficiale puo' chiamare i carabinieri?
E se l'ufficiale chiede a un vicino che magari in buona fede smentisce l'affermazione di mia moglie riguardo il mio non abitare piu' li', detta testimonianza ha valore?
E' utile che mia moglie si rechi presso gli uffici dell'ufficiale giudiziario e avverta della questione?
E se costui giungesse in un momento in cui sono presente? Mostrandogli un certificato di residenza e di stato di famiglia potrei dimostrare che non e' casa mia e impedirgli di pignorare?
Vi chiedo la cortesia di una risposta e vi ringrazio in anticipo per quei consigli che potranno essermi utili ad evitare questi problemi a mia moglie e mia figlia.
Gianni, da Lecce
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Buonasera, scrivo per chiedere consiglio. Ho perso una causa civile. Il processo si e' svolto a Firenze quando ancora abitavo li'. Nel marzo del 2004 il giudice mi ha dato torto condannandomi alle spese (circa 6000 euro). Nell'estate del 2004, avendo stabilito con mia moglie una separazione di fatto ho trasferito la mia residenza e la mia attivita' in Puglia dove tuttora risiedo. Avendo conservato con mia moglie buoni rapporti (abbiamo una bambina) e avendo ancora clienti in Toscana (sono un lavoratore autonomo) capita spesso che io sia ospite di mia moglie in quella che da nostra e' diventata casa solo sua (in affitto). L'altro ieri e' stata notificato a mia moglie via posta il precetto della parte avversa in quel processo di cui sopra. E' stato quindi notificato alla mia vecchia residenza. Mia moglie si e' preoccupata in quanto ha paura di ricevere in casa la visita dell'ufficiale giudiziario per il pignoramento (anche perche' io attualmente non ho ne' denaro, ne' proprieta'. Quel poco che guadagno mi e' bastevole per tirare avanti). Fornendovi questi dati:
1) sono residente in Puglia dall'agosto del 2004, vivo in casa di mia nonna che risulta lei sola sul mio stato di famiglia.
2) mia moglie risiede nella nostra vecchia abitazione e sul suo stato di famiglia compare solo la bambina. Alcune utenze (telefono e gas) sono ancora intestate a me e il contratto d'affitto e' rimasto intestato a entrambi. Anche il conto corrente bancario e' ancora contestato (e gran parte del suo contenuto e' costituito dagli stipendi di mia moglie, insegnante statale. Io cerco di lasciarci sopra quanto posso per contribuire al mantenimento della bambina).
3) Cio' che c'e' in casa e' di proprieta' di mia moglie (siamo da sempre in separazione dei beni) che pero' non ha per ogni singola mobilia la fattura o la ricevuta che ne attestano la sua proprieta'.
4) I vicini sono all'oscuro del fatto che io non abito piu' con mia moglie; un po' perche' appena posso vado a trovare la bambina (quindi mi vedono spesso), un po' perche' per nostra privacy non li abbiamo informati. Scusate la prolissita' vengo alle domande: Come puo' mia moglie evitare un pignoramento che non le spetta?
Se suona l'ufficiale giudiziario puo' limitarsi a dirgli via citofono che io non abito piu' li'? O deve farlo entrare per forza? Se si rifiuta di farlo entrare l'ufficiale puo' chiamare i carabinieri?
E se l'ufficiale chiede a un vicino che magari in buona fede smentisce l'affermazione di mia moglie riguardo il mio non abitare piu' li', detta testimonianza ha valore?
E' utile che mia moglie si rechi presso gli uffici dell'ufficiale giudiziario e avverta della questione?
E se costui giungesse in un momento in cui sono presente? Mostrandogli un certificato di residenza e di stato di famiglia potrei dimostrare che non e' casa mia e impedirgli di pignorare?
Vi chiedo la cortesia di una risposta e vi ringrazio in anticipo per quei consigli che potranno essermi utili ad evitare questi problemi a mia moglie e mia figlia.
Risposta ADUC
Sarebbe bastato che la sua ex-moglie avesse respinto la notifica perche' lei non e' piu' residente li', ma avendola accettata ha di fatto legittimato quanto potrebbe accadere. Potrebbe provare a contattare l'ufficiale giudiziario per dargli il suo indirizzo dell'attuale residenza a cui fare le dovute notifiche.
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