Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 dicembre 2000
Cara Aduc,
nel novembre dello scorso anno ho stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso abitativo. All'epoca, ero uno specializzando appena iscritto all'ultimo anno della Scuola di Chirurgia Generale dell'Universita’ di Bologna. Benche’ nel contratto non fosse espressamente specificato il diritto di recesso del conduttore, uno degli articoli dichiarava che per quanto non preveduto espressamente dal contratto si dovesse far riferimento alle norme del Codice Civile, alla legge 431/98 e, comunque, alle norme vigenti ed agli usi locali. Diventato Specialista in Chirurgia Generale ed avendo iniziato a cercare un lavoro, mi e’ stata fatta un'ottima offerta di impiego che mi porterebbe ad operare molto lontano dalla citta’ sede dell'immobile affittato. Ho pertanto inviato al proprietario dell'appartamento una richiesta di recessione dal contratto con preavviso di sei mesi, riferendomi genericamente ai "gravi motivi" previsti dalla L. 431/98. Da questo momento ho trovato molta resistenza da parte della proprieta’, che inizialmente mi ha fatto sapere tramite Avvocato che il contratto non prevedeva il mio diritto di recedere e poi, avendo io fatto notare il richiamo alla legge 431/98 ed all'art. 4 della legge 392/78, che io avrei dovuto specificare i gravi motivi. A questo punto non so piu’ come comportarmi. Che consiglio mi puoi dare?
nel novembre dello scorso anno ho stipulato un contratto di locazione per un immobile ad uso abitativo. All'epoca, ero uno specializzando appena iscritto all'ultimo anno della Scuola di Chirurgia Generale dell'Universita’ di Bologna. Benche’ nel contratto non fosse espressamente specificato il diritto di recesso del conduttore, uno degli articoli dichiarava che per quanto non preveduto espressamente dal contratto si dovesse far riferimento alle norme del Codice Civile, alla legge 431/98 e, comunque, alle norme vigenti ed agli usi locali. Diventato Specialista in Chirurgia Generale ed avendo iniziato a cercare un lavoro, mi e’ stata fatta un'ottima offerta di impiego che mi porterebbe ad operare molto lontano dalla citta’ sede dell'immobile affittato. Ho pertanto inviato al proprietario dell'appartamento una richiesta di recessione dal contratto con preavviso di sei mesi, riferendomi genericamente ai "gravi motivi" previsti dalla L. 431/98. Da questo momento ho trovato molta resistenza da parte della proprieta’, che inizialmente mi ha fatto sapere tramite Avvocato che il contratto non prevedeva il mio diritto di recedere e poi, avendo io fatto notare il richiamo alla legge 431/98 ed all'art. 4 della legge 392/78, che io avrei dovuto specificare i gravi motivi. A questo punto non so piu’ come comportarmi. Che consiglio mi puoi dare?
Risposta ADUC
Deve specificare i gravi motivi. Tuttavia, a nostro avviso c'e' il fondato rischio che il suo -essendo volontario- non possa essere considerato un grave motivo. Il quale verra' considerato tale nel momento in cui non sia volontario e venga solo subito dall'inquilino. Nel suo caso, c'e' invece la scelta (pur se inaspettata, rientra nella sua sfera di autodeterminazione ed inoltre avrebbe potuto essere da lei ipotizzata al momento della stipula: gia' sapeva che tutto avrebbe potuto accadere). Pertanto, nel caso in cui la proprieta' non accettasse la proposta, riteniamo le convenga cercare qualche accordo, poiche' l'esito di una causa e' un po' a rischio.
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