Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 dicembre 2000
Domanda 9 dicembre 2000
Spett.le Aduc,
Qualche giorno fa ho effettuato presso la mia banca un’operazione di borsa che consisteva nell’acquisto di 40.000 azioni a
0,15 $ per azione di una societa' americana quotata sul mercato OTCBB, per un importo di circa 13,5 milioni di Lire. La banca mi ha comunicato che l’operazione era stata eseguita a 0,175 $ per azione, perche' il suo intermediario americano applica una commissione di 0,025 $ per azione. In questo modo l’operazione ha avuto un costo di circa 15,8 milioni di Lire (piu' del 16% rispetto al valore dell’acquisto). Sono molto perplesso riguardo a tutto cio', e ho vivacemente manifestato la mia perplessita' alla banca, anche perche' non ho potuto ricevere (come chiedevo) un documento scritto e ufficiale che spiegasse chiaramente a quali costi va' incontro un investitore in questo genere di operazioni.
Date queste premesse, vorrei sapere se e' possibile ricevere le seguenti informazioni:
E' possibile che esista una commissione del genere, che comporta, alla fine, una percentuale del 16% sul valore intrinseco dell’operazione?
Ho chiesto ripetutamente alla mia banca un prospetto informativo ufficiale delle commissioni applicate (direttamente o indirettamente) per operazioni di borsa, ma non mi e' stato consegnato: mi chiedo se esiste una legge che impone alle banche di fornire tali prospetti ai clienti che ne fanno richiesta e, se si', vorrei sapere qual e' questa legge.



Risposta ADUC
Se la banca contrae con soggetti terzi (in questo caso americani) un contratto di intermediazione per operazioni sul mercato USA, il cliente ha diritto di ricevere una copia di tale accordo, su cui siano chiaramente indicate le condizioni? (immagino che un tale accordo debba esistere, perche' se la banca accetta di proporsi come intermediario per operazioni sul mercato OTCBB, deve aver definito in modo chiaro le condizioni). Le rispondiamo in sintesi:
a) la misura delle commissioni di negoziazione si e' notevolmente ridotta, negli ultimi anni, in Italia proprio per adeguarsi agli "standard" internazionali; una percentuale del genere ci pare impossibile, anche perche' conduce ad un controvalore di ben 1.000 dollari. Da notare che e' sempre piu' frequente l'applicazione di un "massimo" di commissione applicabile per ciascuna operazione, e questo massimo si colloca intorno a 50-100mila lire.
b) La legge sulla "trasparenza bancaria" dispone che la Banca esponga nei suoi locali il "tariffario", dalle operazioni di conto corrente a quelle di import-export; quella da lei compiuta e' pero' una operazione cosi' poco ricorrente che puo' darsi che non sia elencata in nessun prospetto; cio' non toglie che la banca deve dire il prezzo che pratica su qualunque operazione ogniqualvolta riceva una richiesta, e cio' perche' la richiesta sia fatta prima o dopo aver eseguito l'operazione
c) Il contratto di intermediazione tra la sua banca e le controparte estera puo' darsi che non esista, perche' tra controparti professionali e' normale che non ci sia niente di scritto, e comunque, anche se ci fosse, la sua banca non ha nessun dovere di farglielo vedere
d) Comunque, e prescindendo dai punti precedenti, ci pare che la sua banca non abbia usato quella diligenza del buon padre di famiglia che il nostro codice prescrive anche a chi debba eseguire un mandato; prima di eseguire il suo ordine avrebbe dovuto avvisarla della enormita' delle commissioni che avrebbe poi applicato.
E che tali commissioni siano davvero enormi risulta da due fatti:
- le norme di borsa (in Italia e non solo) dispongono la sospensione delle contrattazioni quando il prezzo di un titolo varia, in un senso o nell'altro, di molto meno del 16 per cento
- al momento della vendita e' presumibile che le vengano applicate commissioni analoghe, il che significa che il suo investimento diventera' redditizio quando il prezzo di quel titolo sara' cresciuto di oltre il 32 per cento: siamo piu' vicini alle percentuali del banco lotto che a quelle della Borsa Valori.
Basandosi su quanto detto, riteniamo che la banca possa ridurre del 90-95 per cento le commissioni applicate.
Provveda dunque alla contestazione tramite raccomandata A/R, contestando il danno e dettando un termine entro cui provvedere al rimborso dello stesso, specificando che in caso contrario gli fara' causa per danni.
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