Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
8 dicembre 2000
Oggetto: Omnitel
Spett.le Aduc,
pur non essendo ancora Vostro socio, mi permetto di segnalare alla Vs. attenzione quanto sta accadendo da piu’ di un anno a questa parte, ai clienti Omnitel e non. Da parecchi tempo ad alcuni utenti del gestore telefonico in questione, cosi’ come a tutti gli altri, arrivano sul cellulare dei sms, nella fattispecie, a "nome" dell'Omnitel, che pregano di mandare almeno altri 10 sms (per un costo di £ 2.000 circa), in cambio di ricariche gratuite di £ 25.000.
In sostanza una sorta di "catena di S.Antonio" che sicuramente è stata architettata dal burlone di turno, che si diverte in tal modo.... Fino a qui, non v'è nulla di strano, cio’ che invece non mi pare perfettamente legale, è costituito dal fatto che Omnitel, pur ammettendo di essere a conoscenza della beffa, "approfitta" della situazione, incassando i proventi di tutti coloro che ingenuamente cascano nella trappola!!!
(£2.000x10x100x1000x10000 ecc...)
Il problema è che Omnitel, secondo i "cortesi" operatori del 190 (Customer Service), non si ritiene responsabile di tale "ignota" circonvenzione, ma è pur è vero che nulla o poco ha fatto e sta facendo per avvisare tutti i propri clienti !!!
A me sembra che, indirettamente stia approfittando di quanto sta accadendo ormai da parecchi mesi e la conferma di quanto dico sta nel fatto che la stessa Omnitel, continui a tardare l'avvio di una corretta campagna informativa (DOVEROSA IN QUESTI CASI), in tal senso.
Vi allego copia del fax che personalmente, ho inviato in segno di protesta!!!!
Grazie per la cortese attenzione:
"Spett.le: OMNITEL - Servizio Fax 800-283283
Oggetto: Catene di S. Antonio mediante invio di sms.
E' inammissibile che la vostra Societa’, tutt'oggi non abbia reso noto, come dovrebbe ai propri clienti, l'esistenza di "catene di S.Antonio" che promettono ricariche gratuite a tutti coloro, che a loro volta spediranno 10 o piu’ sms.
E' vergognoso, che alcuni Vs. operatori del 190, adducano a loro favore la discrimante, secondo la quale, il diramarsi, in modo assolutamente indisturbato (da piu’ di un anno) di tale insidia, non rientra nelle Vs. responsabilita’.
E' difatti piu’ che certo, che Omnitel non possa essere stata l'artefice di questa "trovata": ne andrebbe di mezzo l'immagine della Societa’ stessa.
Omnitel è invece tangibilmente colpevole, di tardare ad arginare il problema, esimendo di mettere a conoscenza dei propri clienti, dell'esistenza di tale raggiro, che se da un canto, non rende copioso, l'ignoto ideatore della gia’ citata catena, dall'altro, è ovvio, incrementa da lungo tempo ormai, i proventi, frutto dell'invio di migliaia di sms.
Mi fa specie, che la Vs. Societa’, non abbia intrapreso una valida, seria, durevole e capillare campagna informativa, per far in modo di rendere pubblica l'esistenza di tali circonvenzioni.
Basterebbe pubblicare una valida inserzione, su tutti i maggiori quotidiani nazionali o utilizzare tutti gli altri mezzi d'informazione per un certo periodo di tempo (un singolo ed impercettibile comunicato sul Corriere della Sera, non è sufficiente!!).
Oppure si potrebbe dare avviso orale a tutte le migliaia di clienti, che giornalmente contattano il 190, utilizzando a tal scopo, gli operatori del medesimo servizio, che tutto fanno, salvo che dare esimenti chiarificazioni sul problema e sempre che, queste vengano esplicitamente richieste dall'interlocutore.
In qualita’ di consumatore e di cliente Omnitel, non mi sento per nulla tutelato e per questo siete cortesemente pregati di adoperarvi in maniera piu’ proficua e solerte, al fine di mettere a conoscenza piu’ gente possibile, del perdurare delle "catene di S.Antonio", in quanto, limitarsi a disconoscere la paternita’ di una siffatta macchinazione, non puo’ bastare a giustificarVi, se per converso, si continua a trarre indirettamente dei profitti.
Cordiali Saluti."
Spett.le Aduc,
pur non essendo ancora Vostro socio, mi permetto di segnalare alla Vs. attenzione quanto sta accadendo da piu’ di un anno a questa parte, ai clienti Omnitel e non. Da parecchi tempo ad alcuni utenti del gestore telefonico in questione, cosi’ come a tutti gli altri, arrivano sul cellulare dei sms, nella fattispecie, a "nome" dell'Omnitel, che pregano di mandare almeno altri 10 sms (per un costo di £ 2.000 circa), in cambio di ricariche gratuite di £ 25.000.
In sostanza una sorta di "catena di S.Antonio" che sicuramente è stata architettata dal burlone di turno, che si diverte in tal modo.... Fino a qui, non v'è nulla di strano, cio’ che invece non mi pare perfettamente legale, è costituito dal fatto che Omnitel, pur ammettendo di essere a conoscenza della beffa, "approfitta" della situazione, incassando i proventi di tutti coloro che ingenuamente cascano nella trappola!!!
(£2.000x10x100x1000x10000 ecc...)
Il problema è che Omnitel, secondo i "cortesi" operatori del 190 (Customer Service), non si ritiene responsabile di tale "ignota" circonvenzione, ma è pur è vero che nulla o poco ha fatto e sta facendo per avvisare tutti i propri clienti !!!
A me sembra che, indirettamente stia approfittando di quanto sta accadendo ormai da parecchi mesi e la conferma di quanto dico sta nel fatto che la stessa Omnitel, continui a tardare l'avvio di una corretta campagna informativa (DOVEROSA IN QUESTI CASI), in tal senso.
Vi allego copia del fax che personalmente, ho inviato in segno di protesta!!!!
Grazie per la cortese attenzione:
"Spett.le: OMNITEL - Servizio Fax 800-283283
Oggetto: Catene di S. Antonio mediante invio di sms.
E' inammissibile che la vostra Societa’, tutt'oggi non abbia reso noto, come dovrebbe ai propri clienti, l'esistenza di "catene di S.Antonio" che promettono ricariche gratuite a tutti coloro, che a loro volta spediranno 10 o piu’ sms.
E' vergognoso, che alcuni Vs. operatori del 190, adducano a loro favore la discrimante, secondo la quale, il diramarsi, in modo assolutamente indisturbato (da piu’ di un anno) di tale insidia, non rientra nelle Vs. responsabilita’.
E' difatti piu’ che certo, che Omnitel non possa essere stata l'artefice di questa "trovata": ne andrebbe di mezzo l'immagine della Societa’ stessa.
Omnitel è invece tangibilmente colpevole, di tardare ad arginare il problema, esimendo di mettere a conoscenza dei propri clienti, dell'esistenza di tale raggiro, che se da un canto, non rende copioso, l'ignoto ideatore della gia’ citata catena, dall'altro, è ovvio, incrementa da lungo tempo ormai, i proventi, frutto dell'invio di migliaia di sms.
Mi fa specie, che la Vs. Societa’, non abbia intrapreso una valida, seria, durevole e capillare campagna informativa, per far in modo di rendere pubblica l'esistenza di tali circonvenzioni.
Basterebbe pubblicare una valida inserzione, su tutti i maggiori quotidiani nazionali o utilizzare tutti gli altri mezzi d'informazione per un certo periodo di tempo (un singolo ed impercettibile comunicato sul Corriere della Sera, non è sufficiente!!).
Oppure si potrebbe dare avviso orale a tutte le migliaia di clienti, che giornalmente contattano il 190, utilizzando a tal scopo, gli operatori del medesimo servizio, che tutto fanno, salvo che dare esimenti chiarificazioni sul problema e sempre che, queste vengano esplicitamente richieste dall'interlocutore.
In qualita’ di consumatore e di cliente Omnitel, non mi sento per nulla tutelato e per questo siete cortesemente pregati di adoperarvi in maniera piu’ proficua e solerte, al fine di mettere a conoscenza piu’ gente possibile, del perdurare delle "catene di S.Antonio", in quanto, limitarsi a disconoscere la paternita’ di una siffatta macchinazione, non puo’ bastare a giustificarVi, se per converso, si continua a trarre indirettamente dei profitti.
Cordiali Saluti."
Risposta ADUC
Ringraziamo per la segnalazione.
Se ha ricevuto uno di questi messaggi, potrebbe presentare un esposto in Procura della Repubblica, esponendo gli elementi in suo possesso e chiedendo al giudice di valutare i fatti, chieda di intervenire nel caso in cui siano rilevati gli estremi di un illecito.
Anche l'Antitrust -V. Liguria 26, Rm- potrebbe esaminare meglio la questione.
Se ha ricevuto uno di questi messaggi, potrebbe presentare un esposto in Procura della Repubblica, esponendo gli elementi in suo possesso e chiedendo al giudice di valutare i fatti, chieda di intervenire nel caso in cui siano rilevati gli estremi di un illecito.
Anche l'Antitrust -V. Liguria 26, Rm- potrebbe esaminare meglio la questione.
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