Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

8 dicembre 2000
Domanda 8 dicembre 2000
Questi sono i fatti: in data 18/05/2000 dovendo far lavare il copritestiera e la mantovana del letto di marca CIACCI di un completo matrimoniale ricevuto in regalo per il mio matrimonio nell'agosto del 1997, - e del quale la ditta fornitrice CIACCI di Ancona mi ha rilasciato un preventivo che attesta il loro costo attuale in lire 1.390.000 + IVA - ho portato il tutto presso una lavanderia cittadina la "LAVASECCO S.ANNA" per il lavaggio.
La titolare mi ha informato che i cuscini potevo portarli via in quanto non era possibile da parte loro lavarli, mentre loro si occupavano degli altri pezzi, e che purtroppo non potevano lavarmeli alla fine di quella settimana e nella settimana seguente perche’ erano pieni di lavoro.
Io dissi che non avevo nessuna fretta e che passavo a ritirarli ai primi del mese di giugno.
Come ho gia’ scritto non avendo premura mi recai a meta’ del mese di giugno, diciamo per esperienza nei ritardi, e mi fu detto che purtroppo i miei capi non erano stati ancora lavati a causa dei problemi con un altra lavanderia (di via CRISPI - Gorizia) che era andata a fuoco, per cui loro avevano ricevuto piu’ lavoro. Io dissi che non avevo premura e che sarei ripassato a meta’ luglio, cosa che puntualmente feci.
In quel giorno, mi fu risposto che ancora non era stato lavato niente, e che gli articoli che avevo consegnato erano sotto una montagna di altri capi da lavare, che non dovevo preoccuparmi perche’ a giorni avrebbero smaltito il tutto.
Io, non sapendo che ad agosto avrebbero chiuso per ferie (intendo come periodo) sono passato, a vuoto, nell'ultima settimana di agosto, trovando il cartello di chiusura per ferie fino alla prima settimana di settembre.
Il martedi’ dopo la riapertura mi sono presentato - ottimista - pensando di trovare il tutto lavato; in un primo momento la titolare mi disse che era stato effettuato il lavaggio, ma, dopo una vana ricerca, mi fu detto che purtroppo non trovava il pacco, che avrebbero cercato; allora dissi che davo loro il mio numero di telefono cosicche’ quando avessero trovato il tutto mi avrebbero avvisato e loro dissero che me lo avrebbero recapitato a domicilio come ricompensa per la perdita di tempo.
Ho atteso fino ai primi di ottobre, poi, non ricevendo alcun segnale, ho preso il telefono ed ho contattato la lavanderia: sempre parlando con la titolare ho chiesto ragguagli: inizialmente ha detto che non avevano trovato niente e poi che lei e suo marito si ricordavano di aver gia’ consegnato il materiale a qualcuno, secondo loro, presentatosi in mia vece.
Ma, alla mia obiezione che cio’ non era possibile perche’ non avevo incaricato nessuno dell'operazione e poi perche’ ero ancora in possesso della ricevuta di consegna (che tuttora conservo), mi fu detto che avevano consegnato il materiale senza il ritiro della ricevuta, aggiungendo, che spesso la gente si dimentica a casa il tagliando; allora ho detto loro che ci risentivamo a meta’ ottobre con la speranza di concludere questa vicenda.
Invece - ed arriviamo al 13 ottobre - con grande rammarico, mi sono presentato alla lavasecco e mi veniva inizialmente proposto "di venire incontro" al danno subito; allora ho informato la titolare che avevo gia’ provveduto a richiedere un preventivo per il riacquisto degli articoli ma la titolare mi ripeteva che era sicura di avermelo gia’ consegnato, che quindi io volevo truffarla, in quanto a loro erano gia’ capitati episodi simili, che agivo in malafede. A questo punto non trovando una soluzione immediata l'ho messa al corrente della mia intenzione di passare alle vie legali, sostenendo che, avendo lo scontrino di consegna della merce io potevo dimostrare che non avevo ancora ritirato niente, mentre lei non poteva fare altrettanto; lei ha replicato che per legge io dovevo ritirare i capi entro novanta giorni dalla consegna, e che comunque erano ancora da pagare, ma le uniche informazioni che si possono leggere nel negozio, anche se il cartello si trova dietro una montagna di vestiti, sono quelle di dover ritirare i capi lavati entro una settimana dal giorno in cui loro intendono riconsegnarli e che certi articoli loro non li lavano: io pero’ ero passato quattro volte entro i novanta giorni, ma ogni volta loro rinviavano la consegna ad altra data.
Allora io mi chiedo: come posso ritirare un a cosa che non si trova piu’?
Come mai lei si ricordava benissimo che aveva gia’ consegnato i capi, non ricordandosi a chi, ma sostenendo (il 12 ottobre quindi 30 giorni dopo, senza aver potuto consultare la ricevuta in mio possesso) che la prestazione era ancora da saldare?
Spero di non averVi fatto perdere troppo tempo dilungandomi nei particolari, ma volevo essere preciso per non essere accusato di agire in malafede.

Risposta ADUC
Anche se conciliazione non c'e' stata, il giudice avra' redatto un verbale di non avvenuta conciliazione per mancata partecipazione della controparte.
Potrete chiedere copia di questo atto,.
Il passo successivo sara' -anche in assenza di legale- iniziare un contenzioso, sempre dal giudice di pace.
Infatti, pur non avendo vostre (ufficiali) comunicazioni precedenti, avete uno scontrino che manifesta quantomeno una negligenza da parte loro, e che costituisce prova a vostro favore, una perizia che -anche se fosse ridimensionata- tuttavia costituisce un'ottima base di partenza, ed un verbale di non avvenuta conciliazione che conferma la loro mancanza di disponibilita'.
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