Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 dicembre 2000
Cara associazione ADUC,
vi scrivo per chiedervi consiglio circa una fattura di Telecom Italia Network recapitata a mia (futura) cognata.
Spero possiate in qualche modo consigliarci sul da fare.
Illustro l'antefatto:
PROLOGO
Nel 1998 la mia ragazza per una tesi riguardante la comunicazione, ha avuto l'esigenza di studiare l'Internet e, di conseguenza, navigarci.
Poiche’ i prezzi all'epoca erano salati (si parlava di circa 180.000 Lire per 100 ore di navigazione), pensai di utilizzare le promozioni che fornivano i gestori come quello di TIN (15 giorni di accesso gratuiti full time) e alcuni accessi della ex VOL (sempre 15 giorni di accesso gratuiti full time) da poco assorbita da TIN.
Queste promozioni erano fornite con riviste o con l'aquisto di modem e non prevedevano lettere o e-mail di disdetta, ovvero il contratto annuale al servizio non veniva considerato, da parte del gestore, automaticamente accettato alla fine del periodo di prova. Semplicemente alla fine di detto periodo, il gestore inibiva l'accesso alla coppia di userid e password utilizzate durante la promozione, se, da parte dell'utente, non perveniva esplicita richiesta di sottoscrizione al servizio; effettivamente l'idea fu buona, in quanto riuscimmo a completare la tesi senza dover aquistare i costosi pacchetti forniti dai gestori. La tesi, dunque, ebbe 'fine' nel giugno del '98.
Nello stesso periodo avevo fornito ad un mio compagno di appartamento, gli estremi per poter navigare nella Internet. A causa di un errore, di cui si e’ reso conto subito, chiese la sottoscrizione al servizio offerto da TIN. Corremmo ai ripari e contattammo il 'Customer Service' (cioe’, in un piu’ degno italiano, il servizio clienti); furono gentili, ci disserro di inviare una raccomandata per la disdetta spiegando i fatti (ovvero, la richiesta di convertire in contratto TIN 100 l'offerta di cui l'utente, in questo specifico caso l'accesso era stato registrato da mia cognata, ne stava usufruendo come promozione, era avvenuta in primis per errore e di fatto da persona diversa da quella a cui sarebbe stata recapitata la fattura, e che, evidentemente, era l'unica ad avere titolo per la richiesta di sottoscrizione del contratto relativo al servizio in questione), utilizzando, dunque, il diritto di recesso entro 8 giorni, come normato per questo tipo di contratti.
Fu spedita la raccomandata entro gli otto giorni, il mio compagno di appartamento ebbe la ricevuta di ritorno e, apparentemente, il tutto ando’ a buon fine, compresa la tesi!
Arrivo a nostri giorni, di acqua sotto i ponti ne e’ passata, ormai tutti noi abbiamo accessi gratuiti alla Internet e con piu’ gestori. Gli accessi sono veloci, si possono avere piu’ di una casella di posta elettronica per ogni gestore, e con parecchio spazio sia per le caselle di posta che per le pagine web, quindi chiunque, a costo dello scatto telefonico (e fra un po' nemmeno quello) puo’ creare le proprie pagine web e far vedere (a chi?) di essere in rete con le proprie foto, i propri interessi e la solita offerta di link utili (insomma un sacco di spazzatura in piu’!). Chiaramente i costi sono di altra natura e, forse, piu’ gravosi per altri aspetti della qualita’ della nostra vita, evidentemente non ha senso dilungarmi su tale aspetto in questa mail.
Qualche mese fa, mi sembra aprile, mia cognata (sempre futura), riceve una fattura da TIN per il pagamento di un abbonamento al servizio di accesso alla internet, in particolare si pretendeva che mia cognata pagasse circa 180.000 (150.000 + IVA) per l'abbonamento TIN 100E (o TIN 100+ non ricordo)!!!!!!!!!
MA STIAMO PARLANDO DI UNA FORMA DI SERVIZIO DEL TUTTO ANACRONISTICO: 100 ORE DI NAVIGAZIONE IN UN ANNO (scusate le maiuscole) o qualcosa del genere non ricordo bene questa tipologia di servizio vecchia di due anni, quantomeno non esiste nulla con quella denominazione oggi!
Anche questa volta cerchiamo di ricorrere ai ripari, in verita’ siamo un po' sorpresi, non sappiamo esattamente a cosa la fattura si riferisca, comunque ci viene il sospetto che sia in relazione con cio’ che era successo due anni prima con il mio compagno di appartamento (che cerco di contattare per chiedere la ricevuta di ritorno a quella raccomandata, probabilmente utile in questo frangente, senza riescire a rintracciarlo, sigh!). Telefono al numero verde e, con una certa ottusaggine l'operatore da ragione comunque alla TIN, la colpa sarebbe nostra (e gia’ siamo insolventi!), ma l'abbonamento TIN 100+ (o E) non esiste piu’! L'operatore risponde che evidentemente si tratta di un rinnovo implicito dell'abbonamento!!!!!
COSA!?!?!?!
Se parliamo di rinnovo implicito ci sono due possibilita’:
1) nel 99 e’ stato sottoscritto un abbonamento a TIN. Ma cio’ non e’ e TIN deve dimostrare il contrario, cioe’ deve dimostrare che esiste una richiesta di sottoscrizione nel '99 e deve dimostrare che sono state pagate delle lire per tale sottoscrizione da parte di mia cognata! In caso contrario siamo insolventi anche per il '99!!!
2) si deve far riferimento al 98, ovvero all'episodio del mio compagno di appartamento, ma abbiamo mandato disdetta, (anche se non riesco a trovare la ricevuta di ritorno della raccomandata. RiSigh!). Supponiamo che pero’ l'abbonamento e’ andato in corso, in questo caso la TIN avrebbe dovuto inviare fattura per il '98, per rinnovo implicito nel '99 e infine nel 2000. Bene, mia cognata ha ricevuto solo quella del 2000!
La cosa va avanti, invio una raccomandata con ricevuta di ritorno al Servizio Clienti, con le osservazione illustrate sopra, per tutta risposta mia cognata viene cercata da una non meglio definita operatrice di TIN, che propone un appuntamento telefonico attraverso una collaboratrice (baby sitter), unica persona presente in casa al momento della telefonata. Tale appuntamento viene disatteso da parte dell'operatrice TIN una prima volta e, successivamente, una seconda volta.
Successivo contatto con TIN e’ il recapito di una nuova fattura, che ancora non ho visto, nella quale, mi e’ stato riferito, e riportato lo stesso importo (150.000 + IVA) e un non meglio precisato riferimento alla denominazione del servizio in oggetto della fattura, da vedere nel sito http://www.tin.it/vademecum
In tale pagina del sito non vi e’ alcun servizio che costi quanto in fattura. In particolare vi e’ un Net Premium Sempre al prezzo di 128.500 + IVA in promozione dal 21.10.2000 al 31.12.2000 contro una tariffa normale di 169.000 + IVA!!!
Poiche’ il tutto mi sembra un evidente sbaglio della TIN, su cui TIN persiste come ci consigliate di comportarci?
Cara ADUC, do qui fine a questa mail fiume della cui lunghezza e dei cui errori mi scuso.
Salutandoti colgo l'occasione per esprimere la mia stima nei confronti dell'ADUC e delle anologhe associazione a tutela dei consumatori.
In fede.
vi scrivo per chiedervi consiglio circa una fattura di Telecom Italia Network recapitata a mia (futura) cognata.
Spero possiate in qualche modo consigliarci sul da fare.
Illustro l'antefatto:
PROLOGO
Nel 1998 la mia ragazza per una tesi riguardante la comunicazione, ha avuto l'esigenza di studiare l'Internet e, di conseguenza, navigarci.
Poiche’ i prezzi all'epoca erano salati (si parlava di circa 180.000 Lire per 100 ore di navigazione), pensai di utilizzare le promozioni che fornivano i gestori come quello di TIN (15 giorni di accesso gratuiti full time) e alcuni accessi della ex VOL (sempre 15 giorni di accesso gratuiti full time) da poco assorbita da TIN.
Queste promozioni erano fornite con riviste o con l'aquisto di modem e non prevedevano lettere o e-mail di disdetta, ovvero il contratto annuale al servizio non veniva considerato, da parte del gestore, automaticamente accettato alla fine del periodo di prova. Semplicemente alla fine di detto periodo, il gestore inibiva l'accesso alla coppia di userid e password utilizzate durante la promozione, se, da parte dell'utente, non perveniva esplicita richiesta di sottoscrizione al servizio; effettivamente l'idea fu buona, in quanto riuscimmo a completare la tesi senza dover aquistare i costosi pacchetti forniti dai gestori. La tesi, dunque, ebbe 'fine' nel giugno del '98.
Nello stesso periodo avevo fornito ad un mio compagno di appartamento, gli estremi per poter navigare nella Internet. A causa di un errore, di cui si e’ reso conto subito, chiese la sottoscrizione al servizio offerto da TIN. Corremmo ai ripari e contattammo il 'Customer Service' (cioe’, in un piu’ degno italiano, il servizio clienti); furono gentili, ci disserro di inviare una raccomandata per la disdetta spiegando i fatti (ovvero, la richiesta di convertire in contratto TIN 100 l'offerta di cui l'utente, in questo specifico caso l'accesso era stato registrato da mia cognata, ne stava usufruendo come promozione, era avvenuta in primis per errore e di fatto da persona diversa da quella a cui sarebbe stata recapitata la fattura, e che, evidentemente, era l'unica ad avere titolo per la richiesta di sottoscrizione del contratto relativo al servizio in questione), utilizzando, dunque, il diritto di recesso entro 8 giorni, come normato per questo tipo di contratti.
Fu spedita la raccomandata entro gli otto giorni, il mio compagno di appartamento ebbe la ricevuta di ritorno e, apparentemente, il tutto ando’ a buon fine, compresa la tesi!
Arrivo a nostri giorni, di acqua sotto i ponti ne e’ passata, ormai tutti noi abbiamo accessi gratuiti alla Internet e con piu’ gestori. Gli accessi sono veloci, si possono avere piu’ di una casella di posta elettronica per ogni gestore, e con parecchio spazio sia per le caselle di posta che per le pagine web, quindi chiunque, a costo dello scatto telefonico (e fra un po' nemmeno quello) puo’ creare le proprie pagine web e far vedere (a chi?) di essere in rete con le proprie foto, i propri interessi e la solita offerta di link utili (insomma un sacco di spazzatura in piu’!). Chiaramente i costi sono di altra natura e, forse, piu’ gravosi per altri aspetti della qualita’ della nostra vita, evidentemente non ha senso dilungarmi su tale aspetto in questa mail.
Qualche mese fa, mi sembra aprile, mia cognata (sempre futura), riceve una fattura da TIN per il pagamento di un abbonamento al servizio di accesso alla internet, in particolare si pretendeva che mia cognata pagasse circa 180.000 (150.000 + IVA) per l'abbonamento TIN 100E (o TIN 100+ non ricordo)!!!!!!!!!
MA STIAMO PARLANDO DI UNA FORMA DI SERVIZIO DEL TUTTO ANACRONISTICO: 100 ORE DI NAVIGAZIONE IN UN ANNO (scusate le maiuscole) o qualcosa del genere non ricordo bene questa tipologia di servizio vecchia di due anni, quantomeno non esiste nulla con quella denominazione oggi!
Anche questa volta cerchiamo di ricorrere ai ripari, in verita’ siamo un po' sorpresi, non sappiamo esattamente a cosa la fattura si riferisca, comunque ci viene il sospetto che sia in relazione con cio’ che era successo due anni prima con il mio compagno di appartamento (che cerco di contattare per chiedere la ricevuta di ritorno a quella raccomandata, probabilmente utile in questo frangente, senza riescire a rintracciarlo, sigh!). Telefono al numero verde e, con una certa ottusaggine l'operatore da ragione comunque alla TIN, la colpa sarebbe nostra (e gia’ siamo insolventi!), ma l'abbonamento TIN 100+ (o E) non esiste piu’! L'operatore risponde che evidentemente si tratta di un rinnovo implicito dell'abbonamento!!!!!
COSA!?!?!?!
Se parliamo di rinnovo implicito ci sono due possibilita’:
1) nel 99 e’ stato sottoscritto un abbonamento a TIN. Ma cio’ non e’ e TIN deve dimostrare il contrario, cioe’ deve dimostrare che esiste una richiesta di sottoscrizione nel '99 e deve dimostrare che sono state pagate delle lire per tale sottoscrizione da parte di mia cognata! In caso contrario siamo insolventi anche per il '99!!!
2) si deve far riferimento al 98, ovvero all'episodio del mio compagno di appartamento, ma abbiamo mandato disdetta, (anche se non riesco a trovare la ricevuta di ritorno della raccomandata. RiSigh!). Supponiamo che pero’ l'abbonamento e’ andato in corso, in questo caso la TIN avrebbe dovuto inviare fattura per il '98, per rinnovo implicito nel '99 e infine nel 2000. Bene, mia cognata ha ricevuto solo quella del 2000!
La cosa va avanti, invio una raccomandata con ricevuta di ritorno al Servizio Clienti, con le osservazione illustrate sopra, per tutta risposta mia cognata viene cercata da una non meglio definita operatrice di TIN, che propone un appuntamento telefonico attraverso una collaboratrice (baby sitter), unica persona presente in casa al momento della telefonata. Tale appuntamento viene disatteso da parte dell'operatrice TIN una prima volta e, successivamente, una seconda volta.
Successivo contatto con TIN e’ il recapito di una nuova fattura, che ancora non ho visto, nella quale, mi e’ stato riferito, e riportato lo stesso importo (150.000 + IVA) e un non meglio precisato riferimento alla denominazione del servizio in oggetto della fattura, da vedere nel sito http://www.tin.it/vademecum
In tale pagina del sito non vi e’ alcun servizio che costi quanto in fattura. In particolare vi e’ un Net Premium Sempre al prezzo di 128.500 + IVA in promozione dal 21.10.2000 al 31.12.2000 contro una tariffa normale di 169.000 + IVA!!!
Poiche’ il tutto mi sembra un evidente sbaglio della TIN, su cui TIN persiste come ci consigliate di comportarci?
Cara ADUC, do qui fine a questa mail fiume della cui lunghezza e dei cui errori mi scuso.
Salutandoti colgo l'occasione per esprimere la mia stima nei confronti dell'ADUC e delle anologhe associazione a tutela dei consumatori.
In fede.
Risposta ADUC
Ci risulta, invece, che sia ben specificata l'esigenza di inviare raccomandata A/R di disdetta entro il termine di gratuita' del servizio.
Inoltre, non ha alcuna rilevanza il fatto che esistano o meno abbonamenti gratuiti. Non e' comunque chiaro a che cosa sia riferita la disdetta entro gli 8 gg (che eventualmente dovrebbero essere 7 o 10, ma che se riferiti al medesimo abbonamento della cognata, causano una ulteriore difficolta', sballando tutti i termini ed essendo riconducibili alla preventiva attivazione).
Premettendo che dovrete obbligatoriamente inviare una raccomandata A/R chiedendo di spiegare quanto avvenuto, dettando un termine entro cui rispondere ed oltre il quale farete causa, e' probabile che il primo anno dobbiate pagarlo, per i motivi di cui sopra (mancato invio della raccomandata da parte della cognata o successiva attivazione da parte dell'amico).
Per gli anni successivi, potrete invece contestare, poiche' -mancando il contratto scritto- a fronte del mancato utilizzo e' confutabile la clausola che prevede il rinnovo automatico (dovrete dunque rivolgersi al giudice di pace per una contestazione).
Inoltre, non ha alcuna rilevanza il fatto che esistano o meno abbonamenti gratuiti. Non e' comunque chiaro a che cosa sia riferita la disdetta entro gli 8 gg (che eventualmente dovrebbero essere 7 o 10, ma che se riferiti al medesimo abbonamento della cognata, causano una ulteriore difficolta', sballando tutti i termini ed essendo riconducibili alla preventiva attivazione).
Premettendo che dovrete obbligatoriamente inviare una raccomandata A/R chiedendo di spiegare quanto avvenuto, dettando un termine entro cui rispondere ed oltre il quale farete causa, e' probabile che il primo anno dobbiate pagarlo, per i motivi di cui sopra (mancato invio della raccomandata da parte della cognata o successiva attivazione da parte dell'amico).
Per gli anni successivi, potrete invece contestare, poiche' -mancando il contratto scritto- a fronte del mancato utilizzo e' confutabile la clausola che prevede il rinnovo automatico (dovrete dunque rivolgersi al giudice di pace per una contestazione).
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