Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

23 novembre 2005
Domanda 23 novembre 2005
Spett.le Aduc, Vi scrivo per chiedervi un parere. Mia cognata la scorsa settimana ha acquistato un cappotto per lei (costo 80 euro) presso il negozio "Zara" all'interno del nuovo Centro Commerciale Parco Leonardo a Fiumicino. Tornata a casa e provando il capo con piu' tranquillita' si e' resa conto che una taglia piu' grande le avrebbe permesso di sfruttare il capo in maniera migliore. Il giorno dopo e' tornata al negozio chiedendo di sostituire il cappotto con uno stesso di taglia maggiore. Purtroppo taglie piu' grandi non ce n'erano, quindi, dato che nel negozio non c'era nulla che la soddisfacesse, ha chiesto se era possibile farsi fare un buono di spesa da spendere in futuro. Le hanno risposto che poteva cambiare il capo con un altro di eguale prezzo (o maggiore) entro 30 gg. ma il buono non glielo potevano fare. La mia domanda e' proprio questa: il negoziante puo' rifiutarsi di fare un buono di spesa oppure no? Aggiungo che mia cognata dopo tre giorni e' tornata al negozio con la figlia, sperando di trovare qualcosa per lei, dopo varie misurazioni e' riuscita a trovare alcuni capi la cui somma dei prezzi piu' o meno equivalesse all'importo pagato. Recatasi alla cassa per effettuare il reso ed il conseguente cambio merce, la signorina addetta ha riferito a mia cognata di attendere l'arrivo della Responsabile perche' lei non aveva l'autorita' per decidere se accettare o meno il cambio... Passati dieci minuti senza che si vedesse arrivare nessuno, mia cognata si e' spazientita ed ha nuovamente chiesto un buono di spesa (senza ovviamente ottenerlo), alche' ha lasciato i capi da bambina al negozio (eccetto il suo cappotto) e se ne e' andata imbufalita giurando di non mettere piu' piede in quel negozio. Forse mia cognata ha sbagliato nel perdere la pazienza (ma c'e' da comprenderla, ha appena concluso un ciclo di 30 sedute di radioterapia al seno per un linfoma). Ma questo non c'entra con le leggi che regolano i rapporti fra venditore e cliente, ovvio. Ripeto la mia domanda: e' lecito il comportamento del negoziante? Vi ringrazio in anticipo per il consiglio che certamente saprete darmi, nel frattempo porgo i miei piu' cordiali saluti.
Luciano, da Roma

Risposta ADUC
Non vi sono leggi a cui riferirsi, deve rifarsi ESCLUSIVAMENTE alla disponibilita' del negoziante. Il fatto e' che per gli acquisti avvenuti nei negozi NON esiste diritto di recesso, e quindi il venditore e' libero di gestire la cosa come meglio crede. Normalmente non e' difficile ottenere un buono (con determinate condizioni e scadenze) ma niente puo' essere fatto se non viene concesso o se vengono proposte cose diverse. Consigli a sua cognata (oltre a non prendersela troppo, visto che ha cose piu' importanti a cui pensare) di trovare il miglior accordo possibile col negoziante.
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