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Lettera del consumatore

6 dicembre 2000
Domanda 6 dicembre 2000
Monti: "Canone Telecom piu' caro del 6%"
Il commissario Ue invita Cheli a chiudere in fretta l'istruttoria: l'aumento scatterebbe dal prossimo anno insieme al ribalanciamento delle tariffe.
BRUXELLES, 4 DICEMBRE - Aumento del canone del 6% maggiorato dell'inflazione per il 2001; impegno "esplicito e formale" dell'Authority per le telecomunicazioni "a raggiungere entro il primo luglio 2002 il pieno ribilanciamento" delle tariffe sulla base di una "comune verifica" con la Commissione Ue per la parte restante del deficit di accesso Telecom, stimato in 1120 miliardi per il 2001. e' questa - secondo quanto si e' appreso - l'ipotesi che il commissario alla concorrenza Mario Monti definisce "accettabile" in una lettera inviata al presidente dell' Authority Enzo Cheli. Monti confida che l'organismo "sia in grado di adottare nella riunione del 7 dicembre una decisione conforme alle linee sopra indicate": in caso contrario - avverte - la Commissione "non potra' esimersi dall'adire la Corte di Giustizia Ue".
Nella missiva a Cheli, Monti boccia l'ipotesi di riassorbimento del deficit di accesso di Telecom avanzata informalmente nei giorni scorsi dall'Authority: "I servizi dell'Autorita' - afferma il commissario - hanno preannunciato a quelli della Commissione l'intenzione di procedere ad un aumento del sub-cap pari a 4% nel 2001 (al quale va aggiunta l'inflazione) e ad un altro 4% nel 2002. In queste condizioni - sottolinea Monti - non verrebbe riassorbito l'intero importo del deficit di accesso quale riconosciuto dall' Autorita' stessa nella sua lettera di risposta al parere motivato". Sulla questione del ribilanciamento tariffario, Bruxelles aveva appunto inviato il primo settembre scorso all'Italia un parere motivato, l'ultimo passo prima del deferimento alla Corte di giustizia. Per evitare "tale passo estremo della procedura d'infrazione" - osserva ora il commissario Ue - occorrera' una soluzione come quella delineata nella lettera. Monti ribadisce a Cheli le linee cui si ispira la Commissione: "Come piu' volte chiarito, l'obiettivo delle disposizioni comunitarie in materia di tariffe nel settore delle telecomunicazioni e' di assicurare che venga seguito il principio dell'orientamento ai costi, il solo che permette di verificare il rispetto della concorrenza in un settore caratterizzato da un operatore in posizione dominante.
Da un lato, si evita la possibilita' per l'operatore dominante di effettuare sovvenzioni incrociate e, dall'altro, di applicare prezzi al di sotto dei costi a danno dei concorrenti. La concreta attuazione di tale principio - osserva Monti - e' altresi' essenziale ad assicurare condizioni non discriminatorie per l'apertura dell'accesso all'ultimo miglio, di prossima attuazione in Italia". Il commissario alla concorrenza sottolinea che "dal punto di vista dei consumatori l'aumento del canone non comporta necessariamente un aumento del costo complessivo del servizio, come d'altronde si e' verificato in quei paesi membri che hanno provveduto al riequilibrio tariffario". Inoltre - aggiunge Monti - sara' "soprattutto il rafforzamento della concorrenza a portare in futuro ulteriori vantaggi in termini di qualita' e prezzo dei servizi offerti". Nella lettera, Monti fa notare a Cheli che gia' nell' accettare l'ipotesi descritta nella missiva - un aumento del canone del 6% nel 2001 ed un impegno formale dell'Authority ad una verifica a fine anno per riassorbire il resto del deficit - la Commissione "da' prova della massima comprensione".
Essa "ha infatti accolto in larga misura il punto di vista dell'Autorita' nella valutazione dei costi soggiacenti; non insiste affinche' venga sin d'ora specificata in termini quantitativi l'intera manovra di ribilanciamento; acconsente che quest'ultimo venga completato entro il primo luglio 2002, con 18 mesi di ritardo rispetto a quanto stabilito dalle norme comunitarie". In sostanza - fa intendere Monti - Bruxelles ha gia' dato prova di flessibilita' ed e' pronta, se non sara' raggiunta una soluzione adeguata, a portare l'Italia di fronte alla Corte del Lussemburgo. I tempi sono stretti: i termini fissati dalla Commissione (24 novembre) sono stati gia' superati. L'ultima riunione utile dell'esecutivo Ue per decidere l'esito del contenzioso in un senso o nell'altro e' quella del 13 dicembre. e' dunque necessario che l'Authority formalizzi la sua proposta con qualche giorno di anticipo per permettere alla Commissione di arrivare ad una decisione.
Secondo Cheli l'istruttoria dell' Authority per le Comunicazioni sull'aumento del canone Telecom e' "a buon punto" e si puo' chiudere con il consiglio in programma dopodomani. "L'istruttoria e' a buon punto - ha detto Cheli a margine della presentazione dell' accordo Rai-Alcatel per la sperimentazione dell'Umts - credo che possiamo chiudere". Sulla percentuale di aumento del canone il Garante ha spiegato che "ci sono una serie di elementi che i tecnici stanno valutando in queste ore. C'e' un confronto in corso con i tecnici dell' Unione Europea che dura da alcune settimane e che secondo me e' alla fase conclusiva".

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