Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
12 novembre 2005
Cara Aduc, sono di Milano e abito a Monaco. Domenica 30 ottobre ho acquistato a Monaco un biglietto andata-ritorno per Milano. Pur avvisato dall'impiegato tedesco dell'obbligo di comprare una prenotazione sui treni italiani, non sapendo quale treno avrei preso al ritorno, ho acquistato un semplice biglietto. Domenica 6 novembre, prima di tornare a Monaco, mi sono recato a uno sportello di Trenitalia per acquistare la prenotazione del treno prescelto (il Cisalpino del 6/11 in partenza da Milano alle 12:55) ma il treno era gia' completo. L'impiegata mi ha consigliato di salire sul treno comunque e di pagare la prenotazione a bordo. Sul treno mi sono meravigliato di scoprire che almeno il dieci per cento dei posti era libero. Mi sono accomodato su un posto libero e ho atteso il controllore. Questo e' arrivato dopo pochi minuti e mi ha chiesto 3 € per la prenotazione che non avevo. Quando pero' gli ho chiesto se pagare mi garantiva l'uso di un posto sul treno, lui ha risposto di no, che io avrei dovuto cedere il posto a chi aveva prenotato prima di me. Gli ho chiesto dunque per cosa stavo pagando i 3 € e la risposta laconica e' stata che "le regole sono queste e se non intendevo pagare avrei dovuto favorire i documenti". Pur convinto di avere la ragione dalla mia parte ho preferito pagare i 3 € per evitare perdite di tempo e fastidi. Concludendo, la compagnia Cisalpino vende prenotazioni per un numero maggiore dei posti disponibili. La prenotazione obbligatoria e' un costume per quanto ne so solo italiano e siccome non garantisce necessariamente l'uso di un posto a sedere si configura come una tassa fissa addizionale al prezzo del biglietto non proporzionale alla distanza percorsa. Faccio anche notare che mentre il controllore del Cisalpino esigeva di conoscere le mie generalita', la carta anche aveva appuntata sulla giacca recava solo il suo numero di matricola ma non nome e cognome.
Marcello, da Monaco
Marcello, da Monaco
Risposta ADUC
Ringraziamo della sua lettera che pubblichiamo in Cara Aduc.
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