Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 novembre 2005
Domanda 11 novembre 2005
Buongiorno, Per motivi di lavoro mi trovo in Giappone. Lo scorso mese di Agosto 2005 decisi di acquistare un RIB (gommone con parte dello scafo in vetroresina) completo di motore ed accessori. La mia iniziale idea di acquistare il nuovo vario' successivamente verso l'usato su suggerimento di amici (essendo la mia prima barca). Individuai un gommone in vendita presso un rivenditore della stessa marca situato a Deiva Marina in provincia di Genova. Trattammo un attimo sul prezzo e quindi ci accordammo su un prezzo di 27500 euro che sarebbero stati comprensivi di barca, motore, accessori specifici piu' gli extra. Per bloccare il gommone ed evitare la vendita ad altri il venditore pretese il versamento di 3000euro da versare sul proprio conto corrente. Il versamento e' stato effettuato l'8 settembre 2005 ma e' pervenuto sul conto del rivenditore solamente a far data dal 20 Settembre 2005. Solamente in seguito feci la scoperta che il venditore deteneva il natante in conto vendita e non in vendita diretta in quanto usato, e sempre dopo mi fu richiesto il pagamento delle spese di rimessaggio del natante in quanto io non l'avrei ritirato sicuramente prima del ritiro o quantomeno della definizione dell'acquisto che sarebbe avvenuta in occasione del mio rientro in Italia a Dicembre 2005. Su consiglio della mia banca richiesi al venditore una lettera di garanzia di vendita di tipo legalizzato con la quale avrei potuto sentirmi in qualche modo tutelato, sulla lettera avrebbero dovuto elencare tutte le eventuali matricole degli accessori che contribuivano a tenere il prezzo alto oltre a quelle dello scafo e del motore. Purtroppo la famosa lettera si e' rivelata una forografia di una lettera scritta dal venditore, senza alcuna matricola ne avvallo bancario cosi come richiesto dalla mia banca (MPS) sempre sulla stessa lettera veniva nuovamente indicata la richiesta del pagamento del rimessaggio direttamente al venditore. Non essendo d'accordo con la richiesta di pagamento del rimessaggio e nel frattempo anche per intervenuta proposta di trasferimento in Canada per 3 anni, sempre per lavoro, decisi che non era il caso di acquistare un bene che sarebbe rimasto in un garage inutilizzato per cosi' tanto tempo. Quindi chiamai il rivenditore per informarlo della mia decisione di non essere piu' intenzionato all'acquisto in data 31/10/2005. Dopo uno scambio di email e telefonate il cliente attraverso il rivenditore mi ha fatto sapere di volermi far causa se pretendo la restituzione dell'anticipo (anticipo e non cauzione) versato in quanto ritiene d'aver subito un danno causato dal mancato acquisto. Vorrei sapere se questo e' possibile e quali diritti ho, cioe' se esiste in questo caso il diritto di recesso e se ho il diritto di vedermi restituito l'anticipo. Inoltre vorrei sapere che tipo, in caso, di assistenza (o mediazione) potete fornirmi. Grazie e cordiali saluti.
Sergio, da Corsico/Milano

Risposta ADUC
Le norme, in linea di massima, "remano" contro di lei (clicca qui). L'unico appiglio che cogliamo e' quello delle modifiche dell'accordo che sono intercorse con l'aggiunta della richiesta del pagamento del rimessaggio; quindi sarebbe il venditore responsabile del mancato acquisto/vendita. Faccia riferimento a questo con una raccomandata A/R di messa in mora per ottenere la restituzione del dovuto (che non essendo caparra, non puo' pretenderlo come importo doppio): clicca qui
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