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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 novembre 2005
Domanda 11 novembre 2005
In data 05/08/2000, sono stato fermato da un agente della polizia municipale che mi contestava la scadenza della revisione periodica dell'autovettura su cui viaggiavo (andava fatta uno o al massimo due giorni antecedenti a quella data, per cui la contravvenzione potrebbe essere gia' non valida per il semplice motivo che e' possibile eseguirla entro lo stesso mese dalla scadenza; tale scadenza tuttavia non puo' piu' essere controllata in quanto l'autoveicolo e' stato demolito e quindi restituito il libretto e solo la Motorizzazione Civile potrebbe aver archiviato tali informazioni); l'autovettura era intestata a Capri Gaetano; al conducente e' stato, come da norma, sequestrato il libretto e il proprietario e' andato all'ufficio postale ed ha pagato la sanzione di 238.500 Lire in data 20 dicembre 2000, dopo che la contravvenzione era stata notificata nell'ottobre 2000. A questo punto nessuno si e' fatto sentire per 5 anni salvo il Monte dei Paschi di Siena, ente riscossore del comune di Roma, che in una comunicazione che non brilla certo per chiarezza nelle motivazioni, chiede il pagamento di una sanzione amministrativa messa a ruolo con il num. 2005/14126 reso esecutivo in data 6/05/2005 (senza che questa "messa a ruolo" sia mai stata comunicata); la comunicazione e' stata inviata peraltro a pochi mesi dalla prescrizione (28 luglio 2005, come risulta dalla busta lasciata dal postino nella cassetta) ad un indirizzo dove il sottoscritto non abita da piu' di tre anni. Nella suddetta comunicazione non veniva espressamente chiarito il fatto che il contenzioso era da riferirsi ad un tardivo pagamento, per cui il proprietario dell'autoveicolo (ora demolito) ha provveduto ad inviare all'ufficio Contravvenzioni del Comune di Roma in data 04/08/2005 la documentazione, credendo si trattasse di un errore, visto che la multa era stata a suo tempo pagata. Con una lettera dell'ottobre 2005 (protocollata il 14 ottobre) ed inviata sempre al solito indirizzo dove il sottoscritto non abita piu', l'ufficio Contravvenzioni chiariva finalmente il motivo della messa a ruolo: tardivo pagamento della contravvenzione di ben 6 giorni. Tale comportamento, in assenza di una qualsiasi comunicazione intercorsa tra la notifica della contestazione nell'agosto 2000 e la cartella esattoriale nell'ottobre 2005, e' quanto meno scorretto da parte di una pubblica amministrazione il cui compito e' instaurare il dialogo con i cittadini: la contestazione e' stata effettivamente pagata in data 20/12/2000: e' stata richiesta l'integrazione dovuta per il tardivo pagamento (6 giorni) a meno di un mese dalla prescrizione, attendendo quindi che fossero maturati interessi talmente alti da triplicare la sanzione originaria (ben 97 euro oltre all'integrazione della multa dovuta per tardivo pagamento piu' quelli dovuti al concessionario... con tassi del 10% mensile). Mi e' stato chiarito che il motivo del contendere e' in effetti un tardivo pagamento solo con la comunicazione del 14 ottobre 2005 (giunta nelle mie mani solo il 28 dello stesso mese, visto che pervenuta all'indirizzo sbagliato), troppo tardi per presentare ricorso e per pagare nei tempi dovuti il bollettino (a questo punto quindi rischio di pagare l'importo e tra cinque anni vedermi recapitato un altro bollettino con more da capogiro per tardivo pagamento).
Gianluca, da Roma

Risposta ADUC
Se il termine di prescrizione e' stato comunque rispettato (anche per pochi giorni) e la notifica e' regolarmente avvenuta (cio' avviene anche se la raccomandata viene accettata da persona diversa dall'obbligato al suo indirizzo attuale o ad uno precedente) non vediamo elementi di contestazione, considerando anche che questa deve avvenire entro un certo termine decorso il quale ogni diritto in merito decade. Cio' a prescindere dalle sue osservazioni e dal fatto che queste possano, o meno, essere condivise.
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