Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 novembre 2005
Gentile Aduc come da voi consigliato ho fatto ricorso al giudice di pace per aver ragione circa un indennizzo dalla Telecom per un ritardo di due mesi nell'allaccio del telefono. Il giudice mi ha invitato ad una richiesta di conciliazione. La Telecom nella seduta di conciliazione ha affermato che il fatto non sussiste dichiarando il falso, cioe' dichiarando una data diversa da quella effettiva. Come posso fare ad avere certificata la reale data della richiesta da me effettuata per telefono al 187? Posso appellarmi alla legge sulla trasparenza e richiedere i documenti che loro posseggono circa la mia richiesta a loro uso interno? Altrimenti come posso andare per le vie legali senza un documento che attesti la data della mia telefonata? Non le sembra che questo uso del telefono renda difficile richiedere i propri diritti da parte dei consumatori? Grazie.
Roberto, da Ferentino
Roberto, da Ferentino
Risposta ADUC
Conveniamo con lei che, allo stato normativo e di livello civico dei vari gestori, l'uso del telefono per la stipula di contratti, possa creare non pochi problemi di verifica e legittimita'. Nel suo caso vale la sua testimonianza contro la loro, per cui se riuscisse in qualche modo a supportare la sua con altre (anche di persone fisiche che possano testimoniare che lei aveva loro riferito di essere in attesa della riparazione dal giorno xx piuttosto da quello yy), sarebbe meglio, anche perche' se Telecom -da quanto ci dice- ha asserito il falso sulla data, non crediamo si possa fare tanti scrupoli, dietro specifica richiesta del magistrato in udienza, a produrre altrettanti documenti falsi di delegittimazione delle sue affermazioni. Deve partire dal presupposto che il concetto di digita' civica e commerciale, in gestori come questo (e non solo) non esiste, per cui la dichiarazione di cose non vere sono disposti a supportarla fino in fondo, tranne fare delle facce di tolla e di vittime quando un giudice da' poi loro torto.
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