Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 novembre 2005
Domanda 10 novembre 2005
Spett.le Aduc vorrei sottoporre alla vostra attenzione un problema. Circa due mesi fa mi sono recata un una lavanderia lavasecco per la pulizia del piumone matrimoniale; al momento della compilazione della ricevuta mi e' stato detto quando sarei potuta tornare a riprenderlo, dopo aver rispettato i tempi dell'accordo quando mi sono recata per ritirarlo non mi e' stato consegnato perche' mi hanno detto che il piumone non era ancora pronto. Successivamente mi sono recata ogni settimana (per circa quattro settimane) ma il proprietario mi riferiva sempre che il piumone non era pronto. L'ennesima volta che mi sono recata per il ritiro del piumone il proprietario mi ha riferito che non riusciva piu' a trovare il mio piu' e che probabilmente per errore l'aveva consegnato ad un altro cliente. Dopo avergli dato il tempo di cercare di rintracciare il cliente a cui erroneamente l'aveva consegnato, ricerca che si e' conclusa senza successo, ho avanzato delle pretese sul risarcimento del danno che mi e' stato arrecato. Come risposta il proprietario dell'esercizio mi ha riferito che per LEGGE lui non e' tenuto a rispondere della merce che non viene ritirata entro TRE giorni. Vorrei sapere da voi: Se questa legge che lo tutela esiste davvero; Se ce una legge che tutela me in qualita' di consumatrice dagli errori e dalla disonesta' del proprietario dell'esercizio pubblico. Ed eventualmente come dovrei muovermi per vedere rispettati i miei diritti.

Risposta ADUC
Evidentemente l'esercente sta tentando di dissuaderla dal contestare il danno, cercando di rigirare la frittata in modo che la responsabilita' figuri come sua e non propria. Vi sono effettivamente dei termini massimi (decisi a discrezione di ogni commerciante) entro i quali i capi devono essre ritirati pena la perdita degli stessi, ma questi sono solitamente piu' lunghi di tre giorni e comunque debbono essere chiaramente esposti nel negozio in modo che il consumatore ne possa venire facilmente a conoscenza. Al di la' di questo, il suo caso e' diverso, ed e' opportuno che lei provveda a chiarire il punto contestando formalmente il negoziante (avrebbe dovuto farlo da tempo, ci auguriamo che non ne debba pagare le conseguenze) inviandogli una messa in mora con la quale intima che le venga restituito il piumone entro un termine, con minaccia, in difetto, di richiedere rimborso danni (valore attuale del bene). Segua le istruzioni di questa scheda pratica ed attenda la reazione della controparte. Se non dovesse ottenere niente, non attenda oltre e si rivolga al giudice di pace (o alla locale camera di commercio) per tentare una conciliazione: clicca qui
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