Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 novembre 2005
Sono titolare da circa 8-9 anni di una sim Omnitel. Il giorno 17.08.2005 verso le ore 18.00 notavo con stupore che il mio cellulare dava sempre ricerca rete. Il giorno successivo verso le ore 19.00 ho contattato il servizio clienti della Qmnitel il 190, riferendo il mio problema, l'operatrice mi diceva che molto probabilmente si era smagnetizzata la sim per cui bisognava sostituirla presso un centro Omnitel. Recatomi presso il centro Omnitel piu' vicino, l'impiegato, nel tentativo di sostituzione della sim, non vi riusciva perche' il sistema operativo dava sempre errore in quanto non associava il mio nominativo alla sim in mio possesso. A quel punto l'impiegato telefonava al 190 per chiedere chiarimenti. L'operatrice comunicava che sulla sim in questione gravava una denuncia di furto/smarrimento e che l'utilizzatore era stato sostituito da me medesimo con un altro da me sconosciuto che stava, addirittura, in un'altra regione. Ho tentato diverse volte di chiamare il mio stesso numero con l'esito di essere messo in contatto con la segreteria telefonica. Io non potevo utilizzare la mia sim, per cui il fantomatico sig. Antonio (che ne era entrato in possesso) ha utilizzato il mio numero telefonico con il credito, con tutte le conseguenze del caso. A quel punto il giorno 19/08, a tutela della mia persona, ho sporto una denuncia/querela verso ignoti presso il locale comando dei CC. Tramite la trasmissione di quest'ultima alla Omnitel dal giorno 22 sono rientrato in possesso del mio nr. Di cel. recandomi presso un punto Omnitel e ritirando, del tutto gratuitamente, un duplicato della Sim ma non posso sapere cosa abbia fatto nel frattempo l'altra persona, usufruendo del mio nr. di telefono nonche' del mio credito telefonico, o se abbia o meno ricevuto telefonate che, a tutti gli effetti, erano dirette a me. Inoltre, non vi dico lo sguardo che mi ha rivolto l'operatore del punto Omnitel, che mi conosce, non appena ha scoperto che su quella SIM gravava una denuncia di furto. Io ritengo di aver subito dei danni per:
1. il mancato utilizzo della scheda in quei giorni, anche perche' aspettavo telefonate importanti che non ho mai ricevuto.
2. l'utilizzo da parte di quell'altra persona del mio nr. di telefono con il mio credito
3. la perdita della rubrica memorizzata nella SIM precedente senza alcun motivo accidentale o da me dipendente.
4. l'eventuale violazione della mia privacy perche', quell'altra persona con il mio numero di telefono, potendosi anche spacciare per me, puo' essere venuto a conoscenza di faccende mie personali tutelate dal cosiddetto codice della privacy cui tutte le aziende che trattano dati personali sono tenute ad adottare. (tramite questa situazione possono essere state divulgate informazioni quali: nome - cognome - indirizzo - l'anagrafica completa mia personale e dati sensibili quali dati idonei a rilevare lo stato di salute - la vita sessuale - ecc.). Oltre tutto mi sento anche offeso perche' un'operatrice, non meglio identificata, spacciandosi per portavoce Vodafone, soltanto il giorno 26 agosto di pomeriggio, contattandomi al numero di cellulare in questione, ha tentato di farmi credere che quello che mi e' accaduto fa parte della procedura standard che puo' essere adottata per qualsiasi numero di telefono di schede GSM prepagate. Quindi qualsiasi scheda telefonica ricaricabile puo' essere passata da una persona ad un'altra, basta una denuncia di furto di una scheda, evidentemente con un numero di telefono errato, anche se i dati del denunciante non coincidono con quelli dell'acquirente, si inserisce un altro utilizzatore ed il reale acquirente viene tagliato fuori senza neanche sprecare una telefonata per accertarne la situazione?!?! E' veramente questa la procedura? Se e' veramente questa come hanno fatto gli inquirenti ad accusare di delitti semplicemente seguendo i tracciati del cellulare? Per i motivi sopra esposti ho inviato diversi fax alla Vodafone chiedendo un risarcimento per quanto ho subito, ma non avendo idea di cosa chiedere ho lasciato quantificare a loro il tutto. Contattato dall'operatrice responsabile mi hanno offerto delle promozioni che sinceramente mi sono sembrate delle vere e proprie elemosine, e quindi non ho accettato. Si, e' vero, mi hanno fatto le loro scuse e si sono addossati la colpa di quanto erroneamente successo dicendo anche che era in corso una procedura per riconoscere e punire chi avesse operato, ma alla mia richiesta di avere queste risposte per iscritto, la stessa si e' rifiutata dicendo che, contattato il loro ufficio legale, quest'ultimo aveva disposto che non era possibile fornirle. Oggi e' gia' passato tanto tempo dall'accaduto, quindi la rabbia iniziale non c'e' piu', ma e' possibile che devo accontentarmi di un semplice ci scusi, non accadra' piu', cosi' detto a voce e basta? Secondo voi ho diritto ad un risarcimento? E quale puo' essere? In attesa di una vostra cortese risposta, vi porgo i miei saluti.
Arcangelo, da Vittoria
1. il mancato utilizzo della scheda in quei giorni, anche perche' aspettavo telefonate importanti che non ho mai ricevuto.
2. l'utilizzo da parte di quell'altra persona del mio nr. di telefono con il mio credito
3. la perdita della rubrica memorizzata nella SIM precedente senza alcun motivo accidentale o da me dipendente.
4. l'eventuale violazione della mia privacy perche', quell'altra persona con il mio numero di telefono, potendosi anche spacciare per me, puo' essere venuto a conoscenza di faccende mie personali tutelate dal cosiddetto codice della privacy cui tutte le aziende che trattano dati personali sono tenute ad adottare. (tramite questa situazione possono essere state divulgate informazioni quali: nome - cognome - indirizzo - l'anagrafica completa mia personale e dati sensibili quali dati idonei a rilevare lo stato di salute - la vita sessuale - ecc.). Oltre tutto mi sento anche offeso perche' un'operatrice, non meglio identificata, spacciandosi per portavoce Vodafone, soltanto il giorno 26 agosto di pomeriggio, contattandomi al numero di cellulare in questione, ha tentato di farmi credere che quello che mi e' accaduto fa parte della procedura standard che puo' essere adottata per qualsiasi numero di telefono di schede GSM prepagate. Quindi qualsiasi scheda telefonica ricaricabile puo' essere passata da una persona ad un'altra, basta una denuncia di furto di una scheda, evidentemente con un numero di telefono errato, anche se i dati del denunciante non coincidono con quelli dell'acquirente, si inserisce un altro utilizzatore ed il reale acquirente viene tagliato fuori senza neanche sprecare una telefonata per accertarne la situazione?!?! E' veramente questa la procedura? Se e' veramente questa come hanno fatto gli inquirenti ad accusare di delitti semplicemente seguendo i tracciati del cellulare? Per i motivi sopra esposti ho inviato diversi fax alla Vodafone chiedendo un risarcimento per quanto ho subito, ma non avendo idea di cosa chiedere ho lasciato quantificare a loro il tutto. Contattato dall'operatrice responsabile mi hanno offerto delle promozioni che sinceramente mi sono sembrate delle vere e proprie elemosine, e quindi non ho accettato. Si, e' vero, mi hanno fatto le loro scuse e si sono addossati la colpa di quanto erroneamente successo dicendo anche che era in corso una procedura per riconoscere e punire chi avesse operato, ma alla mia richiesta di avere queste risposte per iscritto, la stessa si e' rifiutata dicendo che, contattato il loro ufficio legale, quest'ultimo aveva disposto che non era possibile fornirle. Oggi e' gia' passato tanto tempo dall'accaduto, quindi la rabbia iniziale non c'e' piu', ma e' possibile che devo accontentarmi di un semplice ci scusi, non accadra' piu', cosi' detto a voce e basta? Secondo voi ho diritto ad un risarcimento? E quale puo' essere? In attesa di una vostra cortese risposta, vi porgo i miei saluti.
Arcangelo, da Vittoria
Risposta ADUC
Per il suo interesse (se vuole farsi leggere), cerchi di essere molto piu' breve e di centrare subito il problema, altrimenti nella lettura ci si perde e, chi dovrebbe aiutarla, viene messo in difficolta' per farlo. Nella fattispecie non siamo assolutamente in grado di dirle a quanto dovrebbe ammontare il rimborso da chiedere, e crediamo che abbia fatto un errore nel lasciarlo decidere al gestore perche', come ha verificato, la loro tendenza e' quella a non rimetterci un centesimo. Per cui le consigliamo di quantizzare in modo preciso l'importo e di chiederlo in termini impositivi con una raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui
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