Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 ottobre 2005
Le spiego brevemente la mia storia. Ho un fiat Palio che a 200.000 ha fuso il motore quindi mi sono trovato nella necessita' di trovare un nuovo motore mi sono guardato un po' in giro e mi sono orientato su un motore usato da uno sfasciacarrozze. Ho richiesto dei preventivi e il piu' conveniente e' stato quello di un sig. dell' officina che a parita' di prezzo mi forniva un motore con meno chilometri. Sono andato ho fatto l'assegno e ho ritirato il motore che era su un bancale gia' smontato dalla vettura tra l'altro mi era stato garantito che aveva la frizione ma la frizione non c'era. Ho portato il motore dal mio meccanico che devo averlo visionato mi ha detto che era inutilizzabile perche' si notava che era stata cambiata la cinghia della distribuzione per ben 2 volte, la sostituzione si fa ogni 100.000 km e quindi presumibilmente ne aveva piu' di 200.000 mentre mi era stato venduto per 80.000. Cosi il giorno seguente sono andato a riportare il motore dall' sfascia carrozze che non ne ha voluto sapere di ridarmi l'assegno asserendo che il motore io l'avevo visto prima e che era un buon motore. Tornato a casa con un motore da buttare e con 420,00 in meno mi sono rivolto al mio avvocato che ha organizzato un causa dal giudice di pace di Perugia. Dopo aver riportato quanto indicato e aver portato anche la testimonianza del mio meccanico e' uscita fuori una sentenza che mi fa rabbrividire e che sinceramente mi fa dubitare nella buona fede del giudice o di eventualmente la sua capacita' di intendere e di volere. Leggo la sentenza. Nel caso di che trattasi, l'attore ha acquistato un motore che sapeva provenire da un veicolo incidentato: quindi tale conoscenza, trattandosi di vizi facilmente riconoscibili al momento della conclusione del contratto, a carico del compratore sussiste l'onere di una diligenza minima del controllo del vizio in applicazione del principio di Autoresponsabilita'; Parte attrice ha ammesso di essere a conoscenza dello stato del motore che ha acquistato a prezzo notevolmente inferiore del costo di un motore nuovo. Il test (meccanico) la cui testimonianza e' stata assunta all'udienza del 26/04/2005 ha confermato che il motore acquistato dall'attore non e' mai stato montato sulla vettura in quanto secondo il parere del maccanico stesso " non ne vale la pena", quindi non ne e' stato provato il funzionamento. D'altra parte in tema di comparavendita, la riconoscibilita del vizio rendendo non dovuta la relativa garanzia esclude che l'acquirente possa ottenere la risoluzione del contratto. Per Tutto quanto sopra, valutato con prudente apprezzamento la domando di parte attrice non puo' essere accolta, Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come dispositivo. Questa indicata sopra e' la motivazione della sentenza, che ha me sembra fatta sotto sostanza stupefacente. Come posso io che non sono del mestiere capire se il motore era rovinato oppure no, il test ha detto che non ne vale la pena, questo perche' il motore aveva percorso 200.000 km e non 80.000 come dichiarato del venditore e confermato durante la causa dallo stesso. Il prezzo era notevolmente inferiore al prezzo di un motore nuovo perche' tutto la macchina valeva appena 2000 euro e nessuno installa un motore nuovo da 5000 euro su una macchina da 2000 e nessuno rivende un motore di una macchina incidentata a 5000 quando la macchina ne vale 2000. Sono veramente incavolato con la giustizia italiana e mi sembra impossibile che io in buona fede acquisto un bene e il giorno dopo lo riporto per non funzionante o non conforme a quanto indicatomi al momento dell'acquisto, e non possa essere risarcito, anzi devo anche pagare le spese legali. Voglio credere che ancora siamo in uno stato di diritto e mi affido a voi per aver ragione di questo sopruso, e impedire a questo e ad altri soggetti di reiterare il reato. Chiamatemi al cellulare che il mezzo migliore o mandatemi un e-mail. Quanto prima perche' il mio avvocato ha detto che devo pagare e non conviene andare in cassazione perche' le spese sono troppe.
Gianni, da Gubbio
Gianni, da Gubbio
Risposta ADUC
Anche a noi la sentenza non convince un granche', ma lei sa benissimo che per averne ragione non ci sono alternative al ricorso in Cassazione...
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