Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
13 settembre 1999
13-Sett-99
Da molti anni assisto ad un fenomeno che ha del paradossale: i prezzi alla produzione calano vertiginosamente, mentre al dettaglio aumentano in ugual modo. Abbiamo una piccola azienda agricola: dall'80 ad oggi i prezzi della frutta che vendiamo cala in continuazione. Facendo un rapido esempio, nel 1980 un Kg. di pesche veniva pagato all'agricoltore dalle 1.000 alle 1.100 lire, oggi dalle 300 alle 350, mentre nei negozi vengono vendute a 2.900 al Kg.: faccio presente che allora un litro di benzina costava, se non sbaglio, 1.100 o 1.200 lire, mentre oggi costa 2.040 lire ... e ho fatto solo l'esempio della benzina. Gli Italiani stessi non capiscono questo e continuano a bollare gli agricoltori come ricconi che non pagano tasse: forse era vero a quei tempi, e ho detto forse, ma oggi una famiglia di 4 persone che lavora in campagna 15 o 16 ore al giorno e non va in vacanza d'estate, ma nemmeno d'inverno e se si ammala non percepisce niente dall'INAIL, con una pensione INPS di 900.000 L al mese, ha un reddito di 30.000.000 milioni puliti all'anno. Poco piu' di quello che guadagna un dipendente dello stato lordi, ma con privilegi che sappiamo tutti: lavoro giornaliero di 6 ore, permessi pagati tipo permessi per lo studio a gente di 50 anni (ovvia scusa per assentarsi tutto il giorno), e altro ancora.
Noi che lavoriamo, stiamo dicendo tutti che in quest'Italia non c'e' posto per i contadini e artigiani. Non possono chiudere la porta a tutti i problemi, come fanno i dipendenti: per loro, finito l'orario di lavoro, finito tutto, si arrangi il datore di lavoro con INPS INAIL per se' e per i dipendenti, ICIAP, TASSA SULLA SALUTE, TASSA SULL'OMBRA (per i negozi), TASSA SUI PASSAGGI PEDONALI, SULL'INSEGNA, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, DICHIARAZIONE TRIMESTRALE IVA, TASSA SULL'IVA (mitico: paghiamo una tassa per pagare una tassa), CONTROLLI CONTINUI DELLA FINANZA e altro ancora.
Da molti anni assisto ad un fenomeno che ha del paradossale: i prezzi alla produzione calano vertiginosamente, mentre al dettaglio aumentano in ugual modo. Abbiamo una piccola azienda agricola: dall'80 ad oggi i prezzi della frutta che vendiamo cala in continuazione. Facendo un rapido esempio, nel 1980 un Kg. di pesche veniva pagato all'agricoltore dalle 1.000 alle 1.100 lire, oggi dalle 300 alle 350, mentre nei negozi vengono vendute a 2.900 al Kg.: faccio presente che allora un litro di benzina costava, se non sbaglio, 1.100 o 1.200 lire, mentre oggi costa 2.040 lire ... e ho fatto solo l'esempio della benzina. Gli Italiani stessi non capiscono questo e continuano a bollare gli agricoltori come ricconi che non pagano tasse: forse era vero a quei tempi, e ho detto forse, ma oggi una famiglia di 4 persone che lavora in campagna 15 o 16 ore al giorno e non va in vacanza d'estate, ma nemmeno d'inverno e se si ammala non percepisce niente dall'INAIL, con una pensione INPS di 900.000 L al mese, ha un reddito di 30.000.000 milioni puliti all'anno. Poco piu' di quello che guadagna un dipendente dello stato lordi, ma con privilegi che sappiamo tutti: lavoro giornaliero di 6 ore, permessi pagati tipo permessi per lo studio a gente di 50 anni (ovvia scusa per assentarsi tutto il giorno), e altro ancora.
Noi che lavoriamo, stiamo dicendo tutti che in quest'Italia non c'e' posto per i contadini e artigiani. Non possono chiudere la porta a tutti i problemi, come fanno i dipendenti: per loro, finito l'orario di lavoro, finito tutto, si arrangi il datore di lavoro con INPS INAIL per se' e per i dipendenti, ICIAP, TASSA SULLA SALUTE, TASSA SULL'OMBRA (per i negozi), TASSA SUI PASSAGGI PEDONALI, SULL'INSEGNA, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, DICHIARAZIONE TRIMESTRALE IVA, TASSA SULL'IVA (mitico: paghiamo una tassa per pagare una tassa), CONTROLLI CONTINUI DELLA FINANZA e altro ancora.
Risposta ADUC
Siamo d'accordo con lei e la capiamo benissimo, condividendo le sue preoccupazioni.
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