Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 ottobre 2005
Domanda 25 ottobre 2005
Cara Aduc, vorrei segnalare che la Wind, questo mese (ottobre '05), ha ridotto i minuti di conversazione gratuita previsti nell'opzione "Noi Wind" senza preventivamente avvisare in alcun modo gli utenti che avevano sottoscritto tale opzione e, quindi, senza lasciare la possibilità di decidere di disdire il "servizio". Infatti, chi ha sottoscritto l'opzione, si è visto, come tutti i mesi, comunicare con un sms il prelievo AUTOMATICO di 5 euro dal credito residuo e solo in quel momento ha scoperto che il bonus di conversazione gratuita compresa nel costo di 5 euro era passato da 300 a 200 minuti (pur rimanendo invariato il costo)! Inoltre, nelle clausole contrattuali dell'opzione viene riportata la seguente dicitura: "Non è possibile usufruire del bonus nel caso in cui il credito residuo della carta Ricaricabile sia esaurito." frase ambigua che, a quanto pare, non significa che i 5 euro del costo del bonus non vengono prelevati (e quindi il bonus non viene accreditato) nel caso in cui il credito residuo della carta sia esaurito, ma bensì che se sulla carta sono rimasti 5 euro precisi, la Wind prima preleva automaticamente i 5 euro, ma poi non consente di usufruire dei minuti gratuiti compresi nei 5 euro che ha prelevato perché sulla carta ricaricabile non c'è dell'ulteriore credito (obbligando, così, l'utente a ricaricare nuovamente la carta). Quindi, la Wind prende 5 euro per un servizio che poi, di fatto, non fornisce! QUESTI MI SEMBRANO DEI VERI SOPRUSI!!! Spero sia possibile potersi ribellare a comportamenti ILLEGALI come questi e venire, in qualche modo, risarciti... Vi ringrazio per l'attenzione e per lo spazio dedicato alle segnalazioni/richieste degli utenti. Cordiali saluti.
Lara, da Cinisello Balsamo/Milano

Risposta ADUC
Purtroppo secondo l'Autorita' delle Comunicazioni il comportamento di Wind e' lecito, mentre non lo e' per l'ufficio pubblicita' ingannevole dell'Antitrust: clicca qui che ha comunque sanzionato la pubblicita', per cui le nuove condizioni rimangono. Le consigliamo di segnalare comunque il suo disappunto al Garante per le Comunicazioni: clicca qui
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